Caccia alla processionaria

Monte Sant'Angelo - Sono diversi giorni che alcuni curiosi e direi ottimi osservatori della natura che percorrono la strada Macchia – Monte Sant’Angelo segnalano alla nostra redazione la presenza di “strani” nidi su alcuni alberi di pino. Ovviamente non essendo esperti della materia,...

in Ambiente by Vittorio de Padova - News Gargano - pubblicato il 2011-03-21 8:40
Processionaria

Sono diversi giorni che alcuni curiosi e direi ottimi osservatori della natura che percorrono la strada Macchia – Monte Sant’Angelo segnalano alla nostra redazione la presenza di “strani” nidi su alcuni alberi di pino. Ovviamente non essendo esperti della materia, approfondiamo l’argomento rivolgendoci al Dott. Francesco Piemontese assegnista di ricerca presso l’Università degli studi di Foggia, facoltà di Agraria, per chiedere delucidazioni sull’argomento.

Il Dott. Piemontese si rende disponibile e mette a disposizione il suo tempo e la sue competenze da agronomo. Ci dice  che quei “strani” nidi sono costruiti da larve di lepidottero (nome scientifico Thaumatopoea pityocampa ), meglio conosciute come processionaria del pino in quanto alla ripresa della loro attività trofica si muovono in fila a mò di processione.                                          

La loro presenza mette a rischio la vita delle conifere e non solo, anche l’uomo e tutti gli animali a sangue caldo, potrebbero andare incontro a seri problemi.

Processionaria

Le larve trascorrono l'inverno all'interno di un nido sericeo, intorno a febbraio-marzo riprendono l'attività trofica e causano i danni maggiori alla chioma.

1.     Dott. Piemontese quali possono essere i danni per l’uomo vista la presenza nelle vicinanze di una abitazione?

La presenza di questi nidi presso delle abitazioni deve essere fonte di grande preoccupazione.        Le setole presenti sulla larva si staccano facilmente per azione del vento, la loro struttura è assai particolare, presentano all’estremità degli uncini ricurvi che permetto una più facile adesione ai tessuti (pelle e mucose), provocando una reazione urticante data dal rilascio di istamina (sostanza rilasciata anche in reazioni allergiche). In soggetti allergici può verificarsi uno shock anafilattico, con pericolo anche mortale.                                                

Chiaramente i sintomi e la pericolosità variano a seconda della parte del corpo interessata dal contatto con queste setole urticanti: il contatto con la pelle provoca un forte prurito e rossori a livello cutaneo; quello con gli occhi causa una eccessiva lacrimazione e rossore, in casi rari può verificarsi anche una progressiva perdita della vista; l’inalazione va ad irritare le vie respiratorie provocando starnuti, mal di gola, difficoltà nella deglutizione e, eventualmente, difficoltà respiratoria provocata da un broncospasmo (restringimento delle vie respiratorie come si verifica per l'asma); infine, in caso di ingestione si verifica un’infiammazione delle mucose della bocca e dell'intestino accompagnata da sintomi quali salivazione, vomito, dolore addominale.

2.     Quali sono i metodi e i periodi dell’anno per abbattere i nidi salvaguardando la pianta?

La lotta di qualsiasi parassita deve essere effettuata conoscendo il ciclo vitale dell’insetto, in modo tale da andare ad agire durante le fasi in cui il parassita è più suscettibile.

In Autunno si effettuano trattamenti sulle larve prima che questa vadano a costruire i nidi. A tal proposito si può effettuare un’irrorazione delle chiome con insetticida microbiologico a base di Bacillus thuringiensis kurstaki (il prodotto è innocuo per l’uomo, i vertebrati e gli insetti utili in genere).

Gennaio-Febbraio: si procede con l’asportazione dei nidi tagliando i rami su cui questi sono costruiti e distruggendoli mediante bruciatura.                                                                          

Giugno: è possibile installare delle trappole a feromoni sessuali per la cattura dei maschi adulti.

3.     Esiste una legge che rende obbligatoria la lotta a questi lepidotteri?

La lotta alla processionaria del pino Thaumatopoea pityocampa è obbligatoria, come stabilito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali con il decreto 30 ottobre 2007 (pubblicato sulla G.U. n° 40 del 16.02.08).   

Non possiamo che ringraziare il Dott. Piemontese Francesco per la disponibilità e la chiarezza.