Chi non capisce la sua scrittura...

Deliceto - Qualcuno mi ha stretto la mano e fatto i complimenti perché curo la rubrica sul nostro giornale ELCE. Sorrido e ringrazio. Poi candidamente mi fa: “Io non riesco a capire quello che scrivi…”. Cosa dire davanti a tanta innocenza? Che è un buon inizio. O no? Eppure,...

in Ambiente by Mimì - pubblicato il 2010-10-13 15:19
Parco Fontana - deliceto

Qualcuno mi ha stretto la mano e fatto i complimenti perché curo la rubrica sul nostro giornale ELCE. Sorrido e ringrazio. Poi candidamente mi fa: “Io non riesco a capire quello che scrivi…”. Cosa dire davanti a tanta innocenza? Che è un buon inizio. O no? Eppure, io cerco solo di fare un po’ d’ironia, tanto per sdrammatizzare, pur se, allo stesso tempo, provo anche a far pensare col proprio cervello, senza prenderlo in prestito dalla tv, giusto perché la vita non sia presa troppo alla leggera. Insomma, stiamo nel mezzo.

A questo punto però un dubbio mi assale. Prendo il mensile, lo apro alla pagina della rubrica Prendila così e inizio a leggere per vedere se almeno io capisco quello che scrivo. All’inizio mi sembra di capire, forse perché è ancora giorno ed è tutto più chiaro, poi, a mano a mano che mi inoltro nella foresta di parole, mi confondo. Torno a leggere più volte l’ultima frase, cominciando dall’inizio, che ovviamente è subito dopo il punto che indicava la fine della frase precedente, e… mi perdo ancora una volta! Accidenti! Forse ha ragione chi ha detto che non capisce! Come si dice, chi non capisce la sua scrittura è un asino di natura! Ma qui non è scritto a mano ed è il contenuto a non essere capito. Capito? E poi io non posso essere un asino: primo perché non ho mai ragliato, secondo perché se fossi un asino mio nonno non avrebbe bisogno di comprarne un altro per andare in campagna! E allora, come ne usciamo? “Aprendo la porta”, mi risponde un novant’ottenne seduto sul suo passato, mentre osserva con calma il suo futuro (comodo però: lui riesce a vederlo perché è più corto di quello di altri!). A questo punto, approfitto della porta aperta ed esco anch’io, senza chiedermi se mi hanno capito o se anch’io mi sono perduto.

Prima di andare però, devo dire seriamente che a me una cosa è molto chiara: quando sono venuto a Deliceto, a maggio, oltre a rimanere affascinato da tutte quelle pale che girano nei dintorni cercando il vento, sono rimasto meravigliato davanti al canalone che scende dalle serre in cerca del mare lontano e intanto si rilassa, passando sotto il ponte della Fontana, fra ponti di legno, giochi per bimbi, punti d’incontro per grandi, tutto ben curato, motivo d’orgoglio per chi torna al paese che ha dovuto abbandonare anche perché è stato abbandonato (questa è un po’ pesante ma purtroppo è piena di verità!), e invece quando sono venuto ad agosto tutto questo non si vedeva più, e a girare non erano solo le pale (eoliche)! Sarà stato pure un po’ il caldo, ma mi sono sentito soffocare nel vedere a che punto è arrivata l’incuria!
Io, ovviamente, non posso e non voglio scrivere qui su chi governa il paese adesso o su chi lo ha governato prima, su chi ha speso i soldi o su chi trova solo buchi e neppure i ragni. Io “fotografo” quello che vedo! Qui si tratta del nostro bene comune e con un po’ di buona volontà da parte di tutti possiamo ritrovare quell’orgoglio che la sterpaglia ha nascosto! Scusate lo sfogo, ma è quello che penso arrivando al paese.
Simpaticamente,

Parco Fontana - deliceto