Cinque spiaggie da consigliare al New York Times e sette domande al Comandante T.V. (CP) Vincenzo Sacco
in Ambiente by Lazzaro Santoro - pubblicato il 2010-03-21 13:46
l demaniale Moro è nell’affascinante Amman. Vuole intrufolarsi nelle gonne delle bellissime ragazze appartenenti alla ricca borghesia giordana. Beve il te. George è nella cosmopolita Barcellona. E’ felice. Va tutto bene.
Il professore mostra agli alunni i fiori che coraggiosamente tentano di nascere in quella che una volta era la duna e che oggi è un letamaio. Ha finito di parlare.
Mia madre: “tu scrivi per trovarti una scusa per non lavorare”. Ritorna a casa con una stampa dell’articolo “Sentinella, quanto resta della notte” e spara: “Là, vedi cosa scrive stù scèm”. Ho scritto io quell’articolo. Mia mamma non lo sa. Mio padre: “devo parlare io per trovarti un lavoro”? Mio fratello, interrogato da un amico, risponde sconsolato: ” Lazzaro non è mio fratello, è un parente, ma alla lontana”. I conoscenti, sorridendo: “Là, possiamo passeggiare con te , non rischiamo niente”? Gli altri conoscenti, per sminuirmi, fanno finta di non leggere i miei articoli. Ma vaffancul.
5 spiagge da consigliare al New York Times: lido Portonuovo, baia di Campi, San Felice, Santa Maria di Merino, la Chianca. Vieste del Gargano. A lido Portonuovo, la Michelin presenta le nuove gomma da sabbia XS. Pile di pneumatici aspettano di sfilare sotto gli occhi di Sarah Wildman, Magda Terrevoli, Fattore G, il Comandante Vincenzo Sacco. E’ Laura Notarangelo la madrina della prima edizione di Incontri di mare.
Sullo sfondo della meravigliosa roulotte costiera del Cinquecento, mirabile capolavoro dell’architettura militare spagnola, la bellissima giornalista americana Sarah Wildman ai microfoni di Ondaradio esclama entusiasta: “se solo lo sapessero i molti miei amici concittadini che chiedono una vacanza in Italia e tornano delusi dal traffico e dai disagi della Costiera Amalfitana”. L’elegante assessore regionale al turismo della Regione Puglia dichiara: “ non può che farci piacere la promozione che il New York Times fa di un nostro splendido territorio, ma probabilmente il Gargano merita tutta questa attenzione perché ha un’offerta varia e di qualità”. Come probabilmente? No assessore, perché ci fa questo?
L’amore al tempo dei barbari: mi sposto con Michela sulla vicina scogliera. Letto di capperi e rosmarino, profumo di mare, un caldo sole e vento di maestrale. Vogliamo fare l’amore. Il nostro sogno s’infrange sulla cancellata che ci impedisce l’accesso alla scogliera. Con il pretesto di sbattere i polipi, chiedo a Laura Notarangelo le chiavi del cancello. La ragazza è sveglia e non ci crede. Il Grande Fratello ci osserva. L’isola è sullo sfondo. Sono giovani, belli e ricchi: cancello sulla scogliera! Complimenti. Più in là un cartello: affittasi. Sul canale.
Il Comandante Vincenzo Sacco lascia la sfilata: deve contrastare il fenomeno della pesca illegale. Lo 007+1 mi chiede: ”are you from Switzerland”? Secondo lui uno svizzero si mette a fotografare copertoni, cancelli e recinzioni. Afferma sicurissimo:”hai l’accento del Nord”! Vorrei rispondere: “fatti vedere, ma da uno bravo”!
Baia di San Felice. Un cartello ci consiglia di guidare gli autoveicoli a bassa velocità. Il team del New York Times visita il Tartanet Turtle Nursery e il bellissimo canalone. Ma è la Torre murata di San Felice il fiore all’occhiello. Mi faccio portavoce dei complimenti rivolti all’Amministrazione Comunale.
Alla notizia dell’arrivo dei newyorkesi, nella vicina baia di Campi Mario Turi recinta l’area per impedire la violazione della privacy delle numerose Caretta caretta ospiti sulla spiaggia “costituita da ciottoli dalle mille sfumature di colore”. Dispiaciuto, quasi in lacrime (ve lo immaginate?), singhiozzando, rilascia al microfono di Sarah Wildman le seguenti parole che raccontano la vergogna di questo paese: “purtroppo si registrano tentativi da parte dei maleducati residenti, incuriositi dalle Caretta caretta, di accedere alla spiaggia tramite il sentiero creato dalla capretta Bianchina di “V’Scinz U cambion”. Ripresosi dalla vergogna di questo paese, Mario Turi ricorda agli americani: “il villaggio turistico Baia di Campi è una struttura davvero molto ampia e perfettamente attrezzata”. Ha ragione. Se le condizioni meteo lo permettono, al villaggio è possibile perfino praticare il rafting nelle acque del tumultuoso canale.
La troupe si sposta sul lato sud. Sulla Carabella asparagi, fiocchi di amianto, materassi e misteriosi sacchi di color bianco testimoniano il passaggio e la sosta dei bastardini di pura razza viestana. Sulla litoranea Vieste Peschici al km 2 non c’è pietà neanche per la Madonna di Merino e la croce di Cristo. Cumuli di rifiuti bruciati e tonnellate di inerti. Sullo sfondo, a testimoniare il degrado, le tantissime costruzioni a due passi dal canale di Palude Mezzane.
Sulla spiaggia della Madonna, gli assessori Rosiello e Notarangelo presentano il gioiello di famiglia: la duna. E’ l’imprenditore Manzionna, “pioniere del turismo a Vieste”, il padrino della prima edizione di I racconti della Terra. Rigogliosa e folta, la duna di Santa Maria di Merino ospita in un perfetto equilibrio uomo, natura e cemento, bellissime e singolari costruzioni, massi e blocchi di cemento: il gemello dello Scialmarino, la duna cementificata dello scienziato, il lido Club In, il ristorante Le Diomedee, il muro zincato della Canzone del Mare, il bar dalle finestre zincate, il ristorante del Centro Vacanze Oriente, il secondo muro zincato del village Merino, i massi di Capo Vieste, i blocchi di cemento del genio di Milano.
Happy hour. Dall’home page del sito web del villaggio Diomedee: “natura, vita attiva e libertà per chi ama la vacanza sul mare. Nessuno sforzo per andare al mare, perché sei già sul mare. C’è tanta libertà alle Diomedee”! Per l’aristotelico creativo i turisti vivono in carcere tutto l’inverno. Non ho mai avuto dubbi sulla libertà di Diomede.
Dall’home page del sito web del villaggio turistico Isola la Chianca: “il villaggio è ubicato direttamente sul mare in una stupenda baia con rocce e spiaggia di sabbia. A questo meraviglioso scenario fa da sfondo un’incantevole isolotto con un’antico trabucco che si raggiunge passeggiando nel mare. Il Villaggio è protetto da monte da una stupenda pineta. Veniteci a trovare!”. Ci vado. Vi ricordate La Chianca di El Paso di Gori Guerrero, con le sue straordinarie costruzioni in stile Texas border wall e la recinzione modello Ceuta e Melilla? La troupe del New York Times è rapita da tanta varietà: cancelli e recinzioni di tutte le epoche. E’ dolce la Chianca per l’avvocato Protano.
La troupe si concede una giornata di meritato relax nel blindatissimo villaggio Crovatico. Vi ricordate Il modello “St Crovat’s Beach” che garantisce di evitare il contagio dei turisti con i residenti? Protetti da lunghissime recinzioni, ospitati in lussuosi appartamenti sul mare, coccolati in una meravigliosa piscina, tutelati dalla sbarra all’ingresso, il modello garantisce notti d’amore ai più. E alti redditi ai proprietari. Tutti godono. Si che vi ricordate. Dall’home page del Crovatico: “il Crovatico si affaccia direttamente sul mare in una baia ad uso esclusivo delimitata da due promontori rocciosi”. Lo sapevo.
Inizio la lezione della sperimentazione didattica con le foto che raccontano il degrado delle spiagge di Vieste. La tematica affrontata è la sostenibilità all’interno del sistema turistico locale!
Gli interrogativi che pongo ai ragazzi dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore sono:
1. Possiamo sederci intorno a un tavolo con i responsabili dello scempio ambientale delle nostre coste per creare un sistema turistico locale sostenibile ?
2. Chi costruisce sulle dune o le fa a pezzettini, può ricoprire ruoli politici all’interno dell’Amministrazione Comunale e parlare di sistema turistico locale sostenibile ?
3. E’ possibile costruire con questi signori un sistema turistico sostenibile efficiente?
Il Comandante T.V. (CP) Vincenzo Sacco è perfettamente a conoscenza dell’art. 1 comma 251 lettera e della legge finanziaria 2007, dell’art. 1161 c. nav., della sentenza della Corte di Cassazione 16 febbraio 2001, n. 15268 e di tutte le sentenze della Corte di Cassazione inerente la disciplina dell’uso del demanio marittimo da parte della collettività. Conosce altresì la mappa dei sentieri comunali storicamente utilizzati o d’uso pubblico su cui gravano servitù di transito e, infine, conosce le strade private (se ce ne fossero) sui quali grava (o gravava) un prolungato pubblico transito. Soprattutto conosce le importantissime deduzioni giuridiche e gli obblighi di un pubblico ufficiale. Per un momento mi permetto di fare una valutazione che va oltre il diritto (io posso farlo) e con esclusivo riferimento agli accessi che non attraversano i villaggi utilizzati per accedere alle spiagge. Accertare il resto è di competenza della Capitaneria di Porto. Allo stato dei fatti, per accedere alla spiaggia di Baia di Campi i cittadini e turisti devono usare un pericoloso sentiero. Pericolosissimi sono gli accessi alla spiaggia di San Felice, alla spiaggia della Chianca e alla spiaggia di Crovatico. Dal mese di ottobre al mese di aprile, gli accessi suindicati sono le uniche vie d’accesso alle spiagge sopra menzionate.
I quesiti che pongo al Comandante T.V. (CP) Vincenzo Sacco sono:
1. Sul Gargano, ultimamente, si fa un gran parlare di destagionalizzazione. Poi, magari, qualcuno ci crede veramente e decide di venirci a trovare nel periodo che va dal mese di ottobre al mese di aprile. Se un malagurato avventore, dopo aver attraversato indenne gli unici accessi al mare, avesse bisogno di cure mediche specializzate (118) sulle spiagge di Campi, San Felice, la Chianca, il Crovatico, come farebbe a ricevere adeguate cure mediche e l’eventuale trasporto in ambulanza?
2. E se il malagurato avventore subisse un incidente mentre tenta di raggiungere la spiaggia, rischiando di finire in mare ?
3. E se fossero i soccorritori a subire un incidente sugli accessi al mare? Chi dovrebbe soccorrere i soccorritori?
4. Come svolgereste le eventuali operazioni via terra anti contrabbando, anti immigrazione che potessero avere come teatro le blindatissime spiagge suindicate?
5. E come prestereste un eventuale e necessario soccorso via terra alle unità di diporto in difficoltà al largo delle spiagge suindicate?
6. Non sarebbe opportuno emettere un’ordinanza di divieto di utilizzo dei pericolosi accessi al mare ?
7. Non sarebbe opportuno fare chiarezza per un pieno e sicuro godimento dei beni pubblici da parte della collettività?
Visto così dall’alto, uno potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell’uomo. E invece non è cosi. In fondo tutte le cose, anche le peggiori, una volta fatte trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere. Fanno queste case schifose, con queste finestre di alluminio, muri di mattoni vivi, la gente ci va ad abitare, ci mette le tendine, i gerani, la televisione e dopo un po’ tutto fa parte del paesaggio. C’è. Esiste. Nessuno si ricorda com’era prima. Non ci vuole niente a distruggere la bellezza. E allora, invece della lotta politica, la coscienza di classe, bisognerebbe ricordare alla gente che cos’è la bellezza, aiutarla a riconoscerla, a difenderla. E’ importante la bellezza, da quella scende giù tutto il resto. Con le parole di Lo Cascio che interpreta Peppino Impastato nel bellissimo film di Giordana I cento passi, inizio la lezione di lunedi.
Roberto Saviano ci ricorda a tutti noi le parole di Corrado Alvaro: "la disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile. E questa disperazione avvolge il mio paese da molto tempo".



