Inchiesta eolico, Grisorio: “Inquinati paesaggi e coscienze civiche”
in Ambiente by Partito Democratico - pubblicato il 2010-05-04 17:13
Cutolo: “L’Amministrazione di Sant’Agata pensa alla centrale a biomasse”
“La proliferazione selvaggia delle torri eoliche ha inquinato il paesaggio di tante aree del Subappenino e la coscienza civica di una fetta consistente della popolazione; ha prodotto una sorta di assuefazione da royalties che sta disgregando il tessuto sociale”. Tino Grisorio, componente della segreteria provinciale del PD, commenta con queste parole i primi esiti dell’indagine della magistratura su uno dei parchi eolici realizzati a Sant’Agata di Puglia: il Comune pugliese dov’è concentrata la maggiore quantità di rotori, 135, destinati alla produzione di energia elettrica per i prossimi 20-30 anni.
“Senza voler tirare la giacchetta ai magistrati, dei quali abbiamo grande fiducia e rispetto, siamo a dir poco sbigottiti per quanto sta emergendo dall’inchiesta – continua Grisorio – i cui primi esiti testimoniano quanto meno la ragionevolezza delle denunce, pubbliche e reiterate, fatte dal circolo cittadino del PD circa la gestione scarsamente trasparente del territorio”.
Sant’Agata di Puglia è stato tra i primi Comuni ad attivare parchi eolici di grandi dimensioni, “grazie alla disinvoltura con cui precedenti e attuali amministratori hano deciso di svalutare il pregio del nostro territorio – afferma Pina Cutolo, segretaria cittadina e consigliere comunale del PD – complice l’inesistente o confusa normativa nazionale e regionale”. La produzione di energia da fonti rinnovabili “era e resta una grande opportunità, industriale e finanziaria, per aree come la nostra; ma la carenza di regole ha finito con il trasformarla nell’assalto al territorio, indifeso ed impreparato, da parte di amministratori miopi e industriali in cerca di facili guadagni”.
“Ne è prova – continua Pina Cutolo – la gestione clientelare delle royalties, peraltro mai rinegoziate rispetto a quelle ridicolmente basse pattuite inizialmente: la TARSU è stata annullata solo alla vigilia delle elezioni dello scorso anno, mentre i costi del Palazzetto dello Sport lievitano di mese in mese e assorbono anche parte dei contributi a fondo perduto che il Comune incasserà con le prossime installazioni di pale, assegnando così alle industrie una vera e propria ipoteca sul futuro”. E, nonostante le cospicue entrate straordinarie garantite dai parchi eolici, “il tasso di indebitamento del Comune aumenta di anno in anno”.
Come non bastasse, il 26 aprile, il Consiglio comunale ha discusso e approvato lo schema di convenzione per la realizzazione di una centrale elettrica, da 25 megawatt di potenza, alimentata a biomasse: “Senza presentare in Aula uno straccio di progetto industriale o studio di impatto ambientale – conclude Pino Cutolo – ma solo sbandierando i benefici, tutti ancora da dimostrare, per le aziende agricole in crisi”.
“La gestione finanziaria opaca è un fattore inquinante della corretta dialettica politica e amministrativa – riprende Tino Grisorio – che determina l’autoriproduzione di governi cittadini sorretti dal clientelismo, radicato nello stato di povertà da cui non si vuole emergano ampie fette di popolazione del Subappennino. L’inchiesta che coinvolge i vertici istituzionali e tecnici del Comune di Sant’Agata non è la prima e, temiamo, non sarà l’ultima con al centro gli investimenti nel settore eolico – conclude Grisorio – proprio per tale ragione continueremo ad essere vigili e a non consentire a nessuno di sottovalutare quanto è accaduto e sta accadendo in questa zona della Capitanata”.



