Legambiente su inquinamento elettromagnetico e impatto visivo dei tralicci a Monte Sant'Angelo

Monte Sant'Angelo - Il circolo locale dell’associazione ambientalista chiede una verifica all’Arpa sullo stato delle emissioni elettromagnetiche nella zona cimitero e un piano complessivo delle antenne, che attenui l’impatto paesaggistico e sanitario. In merito alla vicenda dell’antenna di...

in Ambiente by Legambiente - pubblicato il 2010-10-22 14:42
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Il circolo locale dell’associazione ambientalista chiede una verifica all’Arpa sullo stato delle emissioni elettromagnetiche nella zona cimitero e un piano complessivo delle antenne, che attenui l’impatto paesaggistico e sanitario.

In merito alla vicenda dell’antenna di Radio Kiss Kiss e Radio Gamma, recentemente allungata fino ad un’altezza di cinquanta metri nella zona “cimitero” di Monte Sant’Angelo, Legambiente avanza una serie di riflessioni e alcune proposte.

I problemi che la vicenda solleva sono uno di ordine sanitario ed uno di ordine paesaggistico.

Riguardo alla questione sanitaria, occorre che l’Arpa verifichi l’inquinamento elettromagnetico prodotto dalle antenne presenti nella zona, soprattutto in virtù del fatto che l’area, rispetto a quando fu reperita dal Ministero delle Comunicazioni come zona idonea ad ospitare ripetitori radiotelevisivi è ormai urbanizzata e non si configura più come zona extraurbana. L’azienda installatrice ha fatto una verifica autonoma e riferisce di una diminuzione dell’inquinamento, che si è resa possibile proprio perché l’antenna più alta permette una direzionalizzazione delle onde che escluda gli edifici abitati, l’ospedale, il parco giochi e i servizi sportivi presenti nell’area.

In effetti l’aumento dell’altezza delle antenne è uno dei provvedimenti che si possono adottare per bonificare l’inquinamento portandolo nei limiti consentiti. Solo allorché il rientro dei dati nella norma siano certificati dall’Arpa, possiamo ritenere la soprelevazione effettivamente funzionale ad un obiettivo migliorativo della situazione sanitaria. L’alternativa che si può adottare in caso del persistere dell’inquinamento è il reperimento di un’area di bonifica, alternativa a quella attualmente impegnata, effettivamente lontana dall’abitato. Questo potrà avvenire con l’istituzione di un tavolo tecnico tra Ministero delle Comunicazioni, Arpa e Comune di Monte Sant’Angelo.

Altra questione è quella paesaggistica. Un’antenna di 50 metri di altezza è impattante, come lo è il traliccio Telecom sito a poche decine di metri dal palo di cui trattasi. E lo sono anche i tralicci presenti nella zona della Madonna degli Angeli, dall’altra parte dell’abitato.

Legambiente ritiene che, in virtù delle trasformazioni urbane che la città ha conosciuto negli ultimi anni e del cambiamento della sensibilità dei cittadini nei confronti delle questioni che attengono alla tutela del panorama e del paesaggio, la ricerca di soluzioni complessive all’impatto visivo dei tralicci e delle antenne sia affrontata nell’ambito della più complessiva definizione del Piano Urbanistico Generale, il cui iter è in empasse per mancanza di volontà politica.

Sarà il nuovo Piano, sulla base del ridisegno strategico del quadro urbanistico e ambientale della città, che dovrà considerare un’effettiva pianificazione anche delle aree idonee ad ospitare ripetitori e antenne. E considerare un opportuno spostamento delle antenne della zona cimitero, ormai urbanizzata, in altra zona esterna al perimetro dell’abitato.