Molta immondizia nessun beneficio

Deliceto - Discarica: i conti non tornanoLa redazione di Elce ha deciso di pubblicare il bilancio del Consorzio A.T.O. Rifiuti Bacino FG/5, per soddisfare una sempre più diffusa esigenza di trasparenza: la gente vuol sapere come vengono spesi i soldi pubblici. I bilanci sono complicati da leggere....

in Ambiente by Capano Pasquale - pubblicato il 2010-10-25 13:05
Immondizia a Deliceto

Discarica: i conti non tornano

La redazione di Elce ha deciso di pubblicare il bilancio del Consorzio A.T.O. Rifiuti Bacino FG/5, per soddisfare una sempre più diffusa esigenza di trasparenza: la gente vuol sapere come vengono spesi i soldi pubblici. I bilanci sono complicati da leggere. Grazie però alla relazione esplicativa del nostro collaboratore, Mattia Mascia, dottore commercialista, qualcosa possiamo capirla anche noi profani.
A quanto pare, al di là del disavanzo minimo con il quale è stato chiuso il bilancio, sussiste una situazione di sofferenza finanziaria strutturale. In altri termini, vi è uno squilibrio tra entrate ed uscite: per tenere in piedi il Consorzio, inteso come apparato burocratico amministrativo, si spendono più soldi di quelli che entrano, tanto che, quest’anno, per ridurre il disavanzo, è stato necessario chiedere ai comuni del Consorzio di versare, oltre alla quota prevista di 0,50 centesimi di euro per abitante, pari ad euro 41.892,00, un’ulteriore somma di euro 286.387,99. Questa ulteriore ed ingente somma, seppur indirettamente, alla fine grava sulle spalle dei cittadini. Stando ai dati riportati in bilancio, ci sembra di capire che il Consorzio riesce a sopravvivere grazie ai conferimenti effettuati dai comuni extra bacino, senza dei quali non ci sarebbe un semplice disavanzo, ma un clamoroso dissesto. Tutto questo è inquietante. La creazione dei consorzi e l’introduzione del Gestore Unico, quantomeno a livello teorico, avrebbero dovuto comportare una riduzione dei costi ed un’ottimizzazione del servizio. A distanza di pochi anni dall’inizio dell’esperienza consortile, cominciamo a sentire odore di dissesto, mentre il Gestore Unico (per intenderci AGECOS S.p.A.), assorbe la gran parte delle entrate di cui al titolo III del bilancio.

Relazione dott. Mascia (per leggere la relazione completa clicca qui)

 

Una brutta favola

Terzigno è un comune della provincia di Napoli, situato alle pendici del versante Est del Vesuvio, vicino alla città di Pompei. Il territorio di Terzigno è inserito nel Parco Nazionale del Vesuvio, nato ufficialmente il 5 giugno del 1995 al fine di conservare e tutelare le specie animali e vegetali e, più in generale, le peculiarità che caratterizzano il territorio vesuviano, ricco di formazioni paleontologiche e unico sotto il profilo geologico. Terzigno, non solo per la contiguità con la città di Pompei, è un comune ricco di storia e di tradizioni. Terzigno fa parte della “Città del Vino”, associazione nazionale nata nel 1987, che raggruppa 540 Comuni a vocazione vinicola. Di cose belle ce ne sono a Terzigno. Eppure, Terzigno è noto solo ed esclusivamente per la sua discarica, ormai satura. La discarica, quando diventa sinonimo di “emergenza rifiuti” e di “inquinamento ambientale” è un marchio infamante, che copre ogni altra cosa buona. Vallo a spiegare alla gente che a Terzigno si produce un buon vino!
La discarica di Terzigno è esaurita, nel senso che non vi è la possibilità di allocarvi altri rifiuti. Per il bacino di comuni che, sino ad ora, si è servito di questa discarica, è “scoppiata” l’emergenza ed il governo, per farvi fronte, ha autorizzato l’apertura di una nuova discarica, di fianco a quella chiusa, in pieno Parco del Vesuvio.

Vi sono eventi non prevedibili. È invece possibile prevedere, con buona approssimazione, quando una discarica andrà ad esaurirsi. Quella di Deliceto, considerati la sua grandezza ed il numero dei comuni conferenti, doveva durare, a partire dall’ingresso del Gestore Unico, dodici anni. Sennonché, come tutti sanno, oltre ai comuni del Bacino ATO FG/5, nella discarica di Deliceto, per fronteggiare altre emergenze, numerosi grandi comuni, estranei al nostro bacino, riversano tonnellate di rifiuti. In tal modo, pare che, nel giro di tre anni, la discarica di Deliceto sarà sommersa di rifiuti e non potrà più accoglierne. A quel punto che succederà? Diremo che è “scoppiata” l’emergenza e, con ogni probabilità, affronteremo l’emergenza come si fa in Italia, creando altri disastri. A quel punto, vallo a spiegare alla gente che Deliceto ha un bel Castello che, oltretutto, è pure chiuso.

Noi del giornale ELCE, con riferimento alla discarica, siamo sempre stati pessimisti. Oggi abbiamo parlato di Terzignano. Nel 2007, sul numero di ottobre, tirandoci addosso le critiche dell’amministrazione comunale allora in carica, parlammo di un altro comune, Sogliano, e ne parlammo perché in quel piccolo comune romagnolo era ubicata una discarica che, a differenza della nostra, aveva dato grandi benefici agli abitanti della zona, benefici in termini economici, si intende, come ristoro ambientale per gli inevitabili danni prodotti dalla discarica: sgravi fiscali, agevolazioni alle famiglie, costruzioni di opere pubbliche, servizi gratuiti per i cittadini, borse di studio per i giovani, etc…
In passato, ci era stato detto, o meglio, ci era stato raccontato, come si raccontano le favole, che, anche la discarica di Deliceto, col tempo, avrebbe prodotto benefici economici per i cittadini ma, ad oggi, nessuno ne ha mai goduto. Si era anche parlato della discarica come occasione di sviluppo, in termini occupazionali, ma attualmente, gli occupati residenti a Deliceto sono solamente tre; inizialmente erano in sette. Per Deliceto, quindi, solo montagne di immondizia. Non tutte le favole hanno un lieto fine.

Immondizia a Deliceto