Pericolo Amianto - da eterno amico a irriducibile nemico

Deliceto - Nell’immaginario collettivo, le nostre cittadine sono “ameni paesini adagiati su verdi colline”… quindi, ci si aspetterebbe aria salubre, ambienti naturali e, soprattutto, incontaminati, ma così non è. A proposito di contaminazioni, v’è da...

in Ambiente by Francesco Bellebuono - pubblicato il 2010-05-04 17:16
Bonifica dell'amianto

Nell’immaginario collettivo, le nostre cittadine sono “ameni paesini adagiati su verdi colline”… quindi, ci si aspetterebbe aria salubre, ambienti naturali e, soprattutto, incontaminati, ma così non è. A proposito di contaminazioni, v’è da segnalare la presenza, nei nostri ridenti comuni, di diverse costruzioni che hanno il tetto in Eternit. Forse, qualcuno si chiederà: “Beh, e dov’è il problema?”. Il problema c’è ed è anche grande.

L’Eternit è un materiale composito i cui elementi sono il cemento e l’amianto, fu inventato nel 1901 dall’Austriaco Ludwig Hatschek, il quale brevettò anche il nome Eternit (dal latino aeternitas, eternità), l’anno successivo Alois Steinmann acquistò la licenza ed iniziò la produzione industriale nel 1903, da allora l’Eternit è stato utilizzato nei più disparati prodotti, non solo quelli a cui siamo abituati, cioè serbatoi e tegole, ma anche tubature per acquedotti (utilizzate in Italia fino agli anni ‘70), fioriere, tessuti, corde ed addirittura sedie da spiaggia.

In Italia i manufatti contenenti amianto, tipo l’Eternit usato nei serbatoi e nelle coperture dei tetti, se non sono in buone condizioni devono essere bonificati, cioè rimossi ed opportunamente smaltiti o incapsulati, cioè ricoperti con sostanze che servono ad evitare il rilascio in atmosfera delle fibre di amianto. Ma se la bonifica è una soluzione definitiva, l’incapsulamento non lo è, infatti, periodicamente dovrebbero essere sottoposti a controlli per verificare se fosse necessaria ripetere l’operazione di ricopertura. Nel caso in cui il materiale è diventato friabile e si sfalda o sgretola la bonifica è obbligatoria per legge. Per determinare se la copertura di un tetto è pericolosa o meno bisogna fare una richiesta di verifica, la quale va inviata al Sindaco del Comune di residenza, che attiva l’ARPA, ente preposto ad effettuare il sopralluogo, alla fine del quale decide se il tetto è in buone condizioni oppure deve essere bonificato o trattato; qualora non vi sia la certezza che il materiale è Eternit, l’ARPA effettua un prelievo ed un’analisi del materiale. La bonifica e l’incapsulamento devono essere eseguiti da una ditta specializzata come previsto dal D.P.R. sopra citato, ma solo se la superficie in metri quadri della copertura supera i 30/40 mq ed i 450 kg di peso, altrimenti le suddette operazioni possono essere svolte anche da noi, ma le procedure da adottare sono così complesse che è meglio che le affrontino operai specializzati.

Bonifica dell'amianto

Se siete a conoscenza di tetti in Eternit, perché ne siete i proprietari o perché li vedete dalle vostre finestre, avviate le procedure per conoscere il reale rischio che correte, perché mentre per altre cause di tumore si deve essere esposti in modo continuato o comunque con una certa frequenza all’agente cancerogeno, nel caso dell’amianto basta anche una sola fibra.

 

NOTE TECNICHE E RISCHI DELL’ESPOSIZIONE

L’amianto o asbesto di cui è composto l’Eternit, non è altro che un insieme di minerali, più precisamente di silicati, cioè minerali contenenti silice. Vi sono più tipi di amianto, i quali si differenziano per l’elemento legato alla silice. Quelli maggiormente utilizzati per fini industriali ed edili sono: Crisotilo (detto amianto bianco), Crocidolite (detto amianto blu), Antofillite, ma ne esistono molti altri e sono tutti accomunati dalla loro resistenza ad agenti chimici ed alte temperature, nonché dalla struttura fibrosa che li rende facilmente lavorabili; altra caratteristica molto interessante dal punto di vista produttivo, il loro basso costo che li ha resi materiali molto appetibili dal punto di vista economico e quindi molto diffusi.

I composti dell’amianto si possono suddividere in due categorie: composti friabili (pannelli termoisolanti, isolanti per caldaie, ecc… che non sono altro che amianto pressato), in questo caso le fibre vengono liberate in atmosfera con estrema facilità; composti compatti, che sono legati con cemento o altri materiali simili, come nel caso dell’Eternit, in cui il rilascio in atmosfera avviene solo per abrasione, perforazione o per rottura del composto. Le fibre di cui è composto l’amianto sono estremamente sottili (circa 1300 volte più sottili di un capello umano) e quindi estremamente volatili e facilmente inalabili. L’esposizione all’amianto può provocare malattie dell’apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e delle membrane sierose (mesotelioma pleurico, mesotelioma pericardico e peritoneale). L’asbestosi è una patologia cronica e consiste in un ispessimento del tessuto polmonare che rende difficile la respirazione, si verifica in caso di esposizioni elevate alle fibre di amianto. Il carcinoma polmonare è già noto per i danni derivanti dal fumo di sigaretta, e la concomitanza dei due fattori (sigaretta e amianto) aumenta in modo drastico l’insorgenza del male. I mesotelioma sono dei tumori rari che hanno una latenza tra i 15 e i 45 anni e che colpiscono le membrane di contenimento, del polmone (pleura), del cuore (pericardio) o dell’intestino (peritoneo), i quali possono verificarsi anche con basse esposizioni all’amianto. 

COSA DICE LA LEGGE

Negli ultimi anni si sente molto parlare di danni alla salute derivanti dall’esposizione all’amianto. Piuttosto recenti i processi indetti da operai (o dai familiari sopravvissuti) impiegati all’interno del ciclo di lavorazione, dall’estrazione in cava fino alla trasformazione in prodotto finito. Questi procedimenti sono in corso per ottenere il riconoscimento o di “malattia professionale” o di un indennizzo. Ma la pericolosità dell’amianto è nota da tantissimo tempo, infatti, i primi studi risalgono al 1943, nella Germania Nazista, studi che dimostrarono il rapporto diretto tra amianto e tumori, tanto da prevedere un risarcimento per i lavoratori danneggiati. In seguito ad altri studi condotti negli anni ’50 e ’60 si ha la piena conferma della cancerogenicità dell’amianto, ma comunque si continua ad estrarlo, a lavorarlo ed ovviamente ad utilizzarlo. La prima presa di posizione dello Stato Italiano si ha nel 1982 (Ordinanza Ministero della Sanità 26/06/82) con una restrizione all’uso della Crocidolite (come visto, tipo di amianto), in seguito furono adottate altre restrizioni all’uso. Nel 1986 furono vietate le tubature in Eternit (Circolare Ministero della Sanità 01/07/86 n°42). Fino ad arrivare al 1991, quando furono prese misure atte all’eliminazione dell’amianto, infatti, con D.L. 15/08/91 n°277 fu vietato l’uso di amianto in alcune applicazioni, ma fu la Legge 27/03/92 n°257 che sancì, per l’appunto, il superamento dell’uso dell’amianto. Dopo aver promulgato leggi per eliminare dalla produzione l’uso di questo pericolosissimo materiale, si dovette provvedere ad emanare leggi che dessero direttive di comportamento per l’amianto già in uso, il quale era comunque un pericolo per la salute, ciò fu fatto con D.P.R. 08/08/94 - Piani di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’ambiente, così iniziarono i procedimenti di bonifica dei beni contenenti amianto e si determinarono i criteri ed i requisiti che le ditte devono adempiere per eseguire la bonifica. Quest’ultimo decreto insieme ad altri seguenti getta le basi per la situazione attuale.

SITI CONSIGLIATI
http://alessandroronchi.net/domande-frequenti-faq/domande-frequenti-faq-amianto/
http://www.emergenzarifiuti.org/
http://www.ministerosalute.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?id=111&sub=3&lang=it

FILM DOCUMENTARI SULL'AMIANTO
Arrakis, documentario poetico con la voce di un ex operaio laringectomizzato per un tumore causato dall’amianto
Indistruttibile, documentario di Michele Citoni
Amianto: le morti silenziose, tratto da Blu notte