Allarme Difesa Intervento - Il necessario per la nostra Sicurezza
in Attualita by Vncenzo Schiavone - pubblicato il 2010-03-10 17:20
Sicurezza…? E’ una parola omnicomprensiva e che, pertanto, rischia di divenire vaga, generica e confusa.
Assillati come siamo dalle mille minacce portate alla nostra vita ed ai nostri averi, potremmo pensare che la tutela della sicurezza sia un nuovo problema, frutto della nostra era. Non è così.
L’uomo primitivo, immediatamente dopo aver risolto il problema del cibo, si è posto il problema della sicurezza ancor prima di quelli del vestiario o della salute. Basti pensare alle palafitte, o alle caverne o a tutti gli altri luoghi protetti, costruiti o scelti, proprio in funzione del livello di sicurezza garantito contro le minacce dell’epoca.
Tutto ciò che oggi tendiamo ad identificare con la “sicurezza” non è che un fermo immagine, una tappa momentanea di una storia infinita di adeguamento della difesa alla minaccia, e da nuove e più temibili minacce a più efficaci difese in grado di contenerle, e cosi via.
Ma il problema è sempre lo stesso:
- tutelare beni e persone
- abbattere il coefficiente di rischio
Per tentare di giungere alla corretta soluzione di qualsiasi problema è necessario, come prima cosa, scindere il problema complessivo nei suoi singoli elementi costitutivi.
Gli elementi cardine in cui si articola la sicurezza sono tre:
- il sistema di allarme
- il sistema di difesa fisica o passiva
- il sistema di intervento
Questi elementi, proprio perchè costituiscono l’intima natura del problema, esistono da sempre e da sempre hanno la stessa funzione. Ma se non ci si sofferma un po’ a valutarli e a cercare di comprendere, queste funzioni vengano fraintese e, di conseguenza, le soluzioni individuate sono approssimative se non addirittura errate.
Vediamo ora di spiegarci meglio con un esempio, andando indietro nel tempo.
Forse ricorderete, dai tempi di scuola, la storia delle oche del Campidoglio.
Si suole dire che le oche erano a difesa del Campidoglio. Niente di più errato ed approssimativo. Se le oche avessero costituito, da sole, la difesa della rocca, questa sarebbe caduta nelle mani dei barbari di Brenno e le oche stesse ne avrebbero imbandito le mense.
In realtà le oche costituivano il sistema di allarme mentre la rocca, con le sue pareti a picco, costitutiva la difesa fisica e i nerboruti e ben addestrati pretoriani costituivano le forze di intervento che, battendo i barbari, fugarono la minaccia. Ecco che, fermandosi un po’ a riflettere, anche in un evento storico che riaffiora dai tempi antichi, è possibile rintracciare gli elementi basilari costitutivi della globale sicurezza.
Quali sono, quindi, le funzioni che i singoli componenti della sicurezza devono assolvere?
- Il sistema di allarme ha la funzione di rilevare, in modo affidabile e tempestivo, qualsiasi anomalia ambientale che potrebbe essere sintomo di una minaccia ed allertare, con il massimo preavviso, chi ha il compito di intervenire.
- Il sistema di difesa fisica, o passiva, ha la funzione di ritardare l’azione di chi porta la minaccia di un tempo superiore a quello necessario a chi ha il compito di intervenire e giungere sul posto (le famose porte di ferro).
- Il sistema di intervento, infine, ha la funzione di organizzare e coordinare l’azione degli operatori della sicurezza in modo che questi possano raggiungere il posto in cui si è manifestata la minaccia in tempo utile a sventarla, o comunque a ridurre i danni entro limiti precalcolati e considerati accettabili.
Questi tre elementi – allarme, difesa, intervento – devono essere sempre tutti e tre presenti anche se in forme e percentuali differenti.
Innanzi tutto facciamo attenzione a non confondere apparato di allarme con sistema di allarme. Un sistema di allarme è risultante di uno studio fatto da un esperto di sicurezza che sceglie più apparati e sensori, che preferibilmente agiscono in base a principi fisici diversi, e ne decide la collocazione tattica nel sito che si intende proteggere. Il venditore, per quanto informato, non deve cadere nell’errore di sostituirsi all’esperto ed indicare soluzioni tecniche: suo compito, piuttosto, è quello di illustrare all’esperto in sistemi d’allarme, in modo chiaro ed esauriente, quali siano le esigenze di sicurezza che il cliente gli ha rivelato o che lui stesso pensa di aver individuato.
In base a queste preziose indicazioni l’esperto potrà scegliere il sistema di allarme che meglio risponda all’esigenza nell’ambito di costo accettabile per il cliente. L’esperto potrà decidere di utilizzare dei radar, dei sensori, dei contatti magnetici, delle telecamere, ecc… e metterà questi apparati dove gli accessi rendono più credibile il manifestarsi della minaccia.
I punti di forza di un sistema di allarme sono la sua affidabilità e la capacità di massimo preavviso. Affidabilità vuol dire garantire un funzionamento regolare e completamente gestito: il numero dei falsi allarmi – quando cioè il sistema si attiva in mancanza di reali stimoli – deve essere ridotto al minimo per evitare il noto effetto “a lupo, al lupo” per cui il sistema si scredita e l’azione di intervento non viene effettuata con la necessaria solerzia.
Concludendo, è assolutamente necessario che chi è impegnato nelle vendite di apparati di allarme, abbia ben chiaro, senza avere dubbi, l’importanza dei vari ruoli per evitare illusioni e danni sia psicologici che economici.



