Ancora una serie di furti a Deliceto

Deliceto - Ancora furti a Deliceto, nelle nostre case. Furti che spesso, al di là del danno economico, provocano in chi li subisce, una profonda ferita, lasciando un senso di insicurezza, di smarrimento, di paura. Spesso, i ladri, ma è meglio chiamarli delinquenti, portano via dalle nostre...

in Attualita by Capano Pasquale - pubblicato il 2009-07-01 15:16
Furti Deliceto

Ancora furti a Deliceto, nelle nostre case. Furti che spesso, al di là del danno economico, provocano in chi li subisce, una profonda ferita, lasciando un senso di insicurezza, di smarrimento, di paura. Spesso, i ladri, ma è meglio chiamarli delinquenti, portano via dalle nostre case non solo gioielli, ma anche ricordi custoditi gelosamente. La violazione del domicilio è una violenta intromissione nella sfera privata. Nelle nostre case ci sono tracce della nostra vita quotidiana, anche intima, impronte dei nostri affetti, ci sono le nostre legittime segretezze. Per questo, un furto in casa è un trauma che, anche quando comporta conseguenze lievi sul piano economico, si supera con difficoltà.

Il paese tranquillo di un tempo non c’è più. Anche i furti d’auto continuano, seppur a singhiozzi. E’ evidente che, oramai, siamo “sotto attacco”. Forse, nei vicini ambienti criminali si è sparsa la voce che rubare a Deliceto è facile. Non bisogna dimenticare che, dopotutto, Deliceto dista mezzora di macchina da Foggia, Cerignola, San Severo, centri in cui sono ampiamente diffusi e radicati pericolosi fenomeni criminosi. C’è anche chi ipotizza che il problema non sia la delinquenza proveniente dall’esterno, sostenendo che i malviventi, con ogni probabilità, si avvalgano del supporto logistico di gente del posto.

Mille dubbi, tante paure, sospetti. Abbiamo rivolto alcune domande al Maresciallo Vitrani, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Deliceto, sempre attento nei confronti della gente, il quale, seppur oberato di lavoro, si mostra cordialmente disponibile.

Prima ancora di iniziare l’intervista di seguito riportata, in caserma arriva una telefonata con la quale, in località Fontana viene segnalata la presenza di un’auto sospetta, simile a quella avvistata in occasione dei furti verificatesi negli appartamenti. Immediatamente, il Maresciallo Vitrani organizza ed invia una pattuglia per verificare l’attendibilità della segnalazione e porre in essere adeguati accertamenti.

«Di questo abbiamo bisogno - ci dice il Maresciallo Vitrani - della collaborazione della gente comune. Salvo i casi in cui una segnalazione appare palesemente infondata, non esitiamo ad intervenire, anche se, il più delle volte, si tratta di falsi allarmi. In ogni caso, apprezziamo la vicinanza e la fiducia della gente e, da sempre, invitiamo chiunque sia in grado di fornire informazioni, anche se apparentemente banali, a non tacere».  

Sembra un vero appello alla collaborazione. Forse la gente non collabora in modo adeguato con le Forze dell’Ordine?
«Questo è un tasto dolente. La gente manifesta una certa paura. È diffidente. Teme che fornire informazioni ai Carabinieri sia pericoloso. Questo atteggiamento è sbagliato. Nel momento in cui in caserma arriva una segnalazione che può favorire le indagini, noi garantiamo l’anonimato e la sicurezza dell’informatore. Le informazioni sono preziose per le indagini. Anche dalle chiacchiere della gente può venir fuori qualche verità nascosta. Se Tizio mi racconta che Caio ha comportamenti sospetti, io posso verificare e sottoporre a controlli Caio, senza bisogno di svelare che è stato Tizio a farmi pervenire la segnalazione. Della segnalazione di Tizio non rimane nessuna traccia».

Entriamo nel merito dei fatti verificatisi negli ultimi tempi. Ritiene che i furti delle auto e quelli verificatisi negli appartamenti siano connessi?

«Credo di no. La matrice dei furti è diversa. Diverso è il modus operandi dei malviventi. Per i furti di automobili, soprattutto se realizzati a scopo d’estorsione, c’è bisogno di una organizzazione più complessa. I “topi d’appartamento”, invece, possono agire anche in piccolissimi gruppi, composti da due o tre persone».

Può parlarci del fenomeno sotto il profilo quantitativo? Negli ultimi due anni quanti sono stati i furti negli appartamenti e quante le auto rubate?

«Negli ultimi due anni a Deliceto sono state rubate una dozzina di automobili; saccheggiati sette appartamenti ed alcune attività commerciali, nella specie, un bar tabacchi e una sala giochi. La cosa inquietante è che, in un solo giorno, sono stati svaligiati tre appartamenti, il che può far pensare ad un fenomeno in via di acutizzazione».

Ritiene che i malviventi siano dotati di armi?
«Generalmente chi ruba negli appartamenti non porta con sé armi. Un’arma, per peso e dimensione, può essere di intralcio. Non dimentichiamo che i ladri, in occasione degli ultimi furti si sono introdotti negli appartamenti in modo rocambolesco, arrampicandosi ad appigli di fortuna, come le tubature esterne, ancorate alle mura perimetrali. Peraltro, se il malvivente gira armato, si espone a rischi maggiori. Una banale perquisizione potrebbe rivelarsi fatale, mettendo a nudo gli intenti criminosi del malfattore. Un discorso diverso va fatto per i furti a danno di attività commerciali. In tali casi, sotto il profilo meramente statistico, non possiamo escludere che i malviventi si avvalgano di armi e che, quindi, siano particolarmente pericolosi».

A che punto sono le indagini?
«Quali indagini? Ogni episodio criminoso ha una sua storia, anche quando è possibile trovare delle interconnessioni. Le indagini relative ai furti negli appartamenti, trattandosi di fatti recenti, sono nella fase iniziale. Nel corso dei sopralluoghi effettuati in occasione dei furti, abbiamo prelevato negli appartamenti violati impronte e tracce lasciate dai malfattori, con la speranza che le successive analisi diano dei riscontri positivi. Le indagini relative ai furti alla tabaccheria ed alla sala giochi sono iniziate prima e sono, quindi, in uno stato più avanzato. Si stanno seguendo diverse piste che verosimilmente potrebbero portare le indagini ad una svolta risolutiva. Lo stesso discorso vale per i furti delle automobili».

Sono coinvolte persone di Deliceto?
«E’ una ipotesi che viene seriamente presa in considerazione. Con ogni probabilità, si può ritenere che i malviventi abbiano in loco uno o più referenti che, a vario titolo, forniscono informazioni e collaborazione».

Vi sono persone ufficialmente indagate?
«Preferisco non rispondere».

Vi sono quantomeno dei sospettati?
«Preferisco non rispondere».

Ritiene di adottare particolari misure di sicurezza in futuro?
«Già attualmente vengono poste in essere costanti e sistematiche attività di controllo e monitoraggio del territorio. Vengono, altresì, seguiti con cura i vari filoni di indagine, attraverso l’espletamento di attività di investigazione che, forse non sono visibili, ma richiedono grande impegno e professionalità. Lo sforzo è già massimo e siamo certi che darà buoni frutti, grazie anche ad una auspicabile e sempre maggiore collaborazione dei cittadini di Deliceto. Penso che sia interesse di tutti preservare la legalità. In un ambiente sano, la delinquenza fatica a mettere radici».

A.C.

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