Crisi uva, Mongiello (PD): "Distillazione di crisi anche per i trasformatori privati";

Roma - Estendere l'accesso alla distillazione preventiva e di crisi anche alle aziende di trasformazione vitivinicola diverse da cantine sociali e cooperative di produzione; corrispondere ai produttori di uva da vino pugliesi il contributo de minimis pattuito nel 2005 e non ancora versato. Sono le...

in Attualita by sen. Mongiello - pubblicato il 2008-09-17 1:38
Uva

Estendere l'accesso alla distillazione preventiva e di crisi anche alle aziende di trasformazione vitivinicola diverse da cantine sociali e cooperative di produzione; corrispondere ai produttori di uva da vino pugliesi il contributo de minimis pattuito nel 2005 e non ancora versato. Sono le richieste avanzate dalla senatrice Colomba Mongiello (PD), componente della Commissione Agricoltura di Palazzo Madama, al ministro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Luca Zaia, in un'interrogazione depositata in Commissione questa mattina.

L'iniziativa fa seguito all'incontro, svoltosi nel pomeriggio di ieri, con le organizzazioni agricole organizzato dal gruppo consiliare del PD della Provincia di Foggia; incontro cui hanno partecipato i rappresentanti di Cia e Copagri. Oltre a denunciare gli effetti della crisi – crollo del prezzo, ulteriormente aggravato dall'incremento esponenziale dei costi di produzione – la senatrice Mongiello da atto alla Regione Puglia di essere "tempestivamente intervenuta su sollecitazione anche degli Enti locali in cui si trovano i maggiori bacini produttivi, allo scopo di tutelare la qualità del prodotto pugliese", si legge nell'interrogazione, e di avere  "opportunamente negato l'arricchimento del mosto".

"Invece di questa sorta di sofisticazione, particolarmente dannosa per le aziende impegnate a produrre secondo standard di qualità – afferma Colomba Mongiello – è stata concertata, con le organizzazioni professionali, l'attivazione della distillazione preventiva e di crisi, che dovrebbe provocare la riduzione delle scorte, l'incremento della domanda di materia prima e, quindi, l'aumento del prezzo dell'uva".

A tale procedura, però, possono accedere esclusivamente cantine sociali e cooperative di produzione, "con ciò determinando una grave e immotivata discriminazione – continua l'interrogazione – nei confronti di quei produttori che, anche per la non omogenea diffusione territoriale di organizzazioni del genere, vendono la materia prima ai trasformatori privati". E' il caso, in particolare, dei vitivinicoltori cerignolani, e del Basso Tavoliere, e sanseveresi, e dell'Alto Tavoliere: "I due principali poli produttivi pugliesi di uva per la vinificazione – sottolinea la senatrice del PD – dove la gran parte della trasformazione viene effettuata da aziende e non da cantine sociali o da cooperative".

"Considerato lo stato di grave crisi del settore – continua Colomba Mongiello – mi pare proprio il momento più adatto per versare quel famoso contributo de minimis promesso ai vitivinicoltori pugliesi nel 2005, dall'allora ministro Alemanno, e mai corrisposto".

"L'impegno verso la riconversione qualitativa di questo settore deve connotare l'attività delle istituzioni locali, regionali e nazionali – conclude la senatrice del PD – ma si tratta di un processo lungo e complesso, che non può essere perseguito negando le criticità attuali o i ritardi, anche culturali, accumulati da alcune aree produttive rispetto ad altre".