DPF: Procacci, per il governo è carta straccia. Nessuna misura a favore della scuola e dell'università

Roma - Dichiarazione del senatore del Pd Giovanni Procacci, Commissione Istruzione Senato"Sul settore scuola, Università e formazione  nel documento di programmazione non vi sono elementi di diretto interesse della Commissione Istruzione e Cultura, se non - cito testuale - il "blocco...

in Attualita by Maria Calabretta - pubblicato il 2010-10-16 13:32
scuola in esubero

Dichiarazione del senatore del Pd Giovanni Procacci, Commissione Istruzione Senato

"Sul settore scuola, Università e formazione  nel documento di programmazione non vi sono elementi di diretto interesse della Commissione Istruzione e Cultura, se non - cito testuale - il "blocco automatismi stipendiali 2010-2011-2012 comparto scuola, con economie rispettivamente di 320-640 e 960 milioni di euro. Questo è l'unico riferimento alla scuola che un grande paese europeo come l'Italia fa nella sua programmazione finanziaria". Così il senatore del Pd Giovanni Procacci interviene in Aula sul DFP, per conto della delegazione PD in Commissione Cultura e Istruzione. "Siamo assai lontani - ha detto Procacci - dalla convinzione che puntare sulla formazione e sulla ricerca significhi alimentare la crescita complessiva, anche economica, di un paese.

Non è un caso se la Francia, nonostante la crisi economica, non tocchi i fondi su scuola e Università e se la più lungimirante Germania, nonostante una durissima manovra finanziaria che taglia 100 miliardi di euro in quattro anni, stanzi circa undici miliardi in più su formazione e ricerca. Ma quello che più sconcerta è che il contenuto del documento in esame contraddice palesemente quanto affermato dal Governo. Come mai nello schema di decisioni finanziarie non si parla delle risorse da assegnare all'università, così come promesso dal governo in più sedi? E come mai non c'è traccia del tema tanto caro agli insegnanti sugli scatti di anzianità? Il Ministro Gelmini aveva garantito che l’unico comparto della pubblica amministrazione a non subire il blocco degli scatti sarebbe stato quello della scuola. Eppure nello schema è scritto il contrario. Ora o il Ministro Gelmini sta prendendo in giro gli Italiani, oppure questo governo ritiene che lo schema di decisione finanziaria sia sostanzialmente carta straccia, un adempimento a cui assolvere scrivendo quattro cifre approssimate, senza alcun reale impegno. Se così fosse, però, questo solenne iter procedurale, sarebbe solo una mortificante e umiliante perdita di tempo per il Parlamento".

Procacci continua: "Ci sono centinaia di migliaia di docenti della scuola e dell'università che non possono accettare risposte vuote di contenuto e contraddittorie". Oltretutto, aggiunge Procacci: "mentre si è costretti a navigare a vista in questo contesto di incertezze, viene approntato uno schema di decreto attuativo dell'art. 64 della legge 133 del 2008,  quello sui corsi serali, che, se approvato così com'è, rischia di distruggere un' esperienza straordinaria, che ha consentito a tanti lavoratori del nostro paese e a tanti cittadini costretti dalle condizioni economiche a lavorare precocemente, di elevare il proprio livello culturale, di inserirsi nel mondo delle professioni, in molti casi frequentando con successo l'università". "Noi siamo disponibili - ha detto Procacci - a cercare insieme soluzioni adeguate, la nostra non è un opposizione pregiudiziale, ma ci troviamo puntualmente davanti alla esclusiva logica dei tagli che ormai - è evidente - riducono al nulla anche i margini di azione e di discrezionalità dello stesso Ministro dell'Istruzione"