Donne di tutto il mondo...unitevi!

Deliceto - Tutto è cominciato nel 1960, quando fu inventata la pillola anti-concezionale. Quell’invenzione ha permesso alla donne di svincolare la loro idea di sesso dalla mera procreazione, e da lì ha preso piede un processo di crescita, conoscenza e sperimentazione che continua...

in Attualita by Capano Pasquale - pubblicato il 2009-07-08 11:09
Donne

Tutto è cominciato nel 1960, quando fu inventata la pillola anti-concezionale. Quell’invenzione ha permesso alla donne di svincolare la loro idea di sesso dalla mera procreazione, e da lì ha preso piede un processo di crescita, conoscenza e sperimentazione che continua tutt’oggi.

Non nego che alcune volte questo processo abbia subito deviazioni e degenerazioni non degne dell’intento iniziale. Ma, si sa, succede in tutti gli ambiti, più o meno, e non riguarda solo le donne. Allora eccole lì a professare eterno amore, ma solo verso se stesse. Eccole lì a pregare di poter trovare ai saldi quelle scarpe meravigliose che hanno visto in quella vetrina di quel negozio settimane prima. Eccole lì a fare pilates, a leggere manuali per donne manager…

Tutte bellissime cose. Ma adesso basta! Basta con l’ipocrisia. Basta con questo senso di dovere nei confronti di ideali che le nostre mamme hanno cercato di cucirci addosso e che adesso ci sentiamo costrette a proteggere come unico vessillo di verità assoluta.

Donne

Partiamo da un presupposto essenziale: nessuna verità vale per tutte. D’altra parte lo sanno anche gli uomini: le donne sono complicate, complesse, hanno mille sfaccettature, non le si può riunire tutte indistintamente sotto l’egida dell’indipendenza e del dover bastare a se stesse. Io posso desiderare questo per me. Un’altra no. Le scelte di vita, purché siano realmente scelte e non costrizioni, sono tutte ugualmente dignitose. Alcune donne vorrebbero fare altro, ed essere altro da quello che sono. Alcune fingono di essere “dure” ed impassibili, e invece poi… se ne stanno sole solette a sognare ad occhi aperti quello che veramente desiderano. E quello che desiderano, e che non dicono, perché sarebbe sconveniente al giorno d’oggi ammettere certe cose, è sentire il rassicurante respiro di qualcuno che ti dorme addosso. Ogni donna vorrebbe avere qualcuno che muoia dalla voglia di vederla. Di chiamarla per raccontarle come è andata la giornata. Di qualcuno che ha semplicemente voglia di stare con lei, perché è lei. Qualche donna vuole un figlio. Vuole che il padre di suo figlio assista al parto e che le tenga la mano, mentre lei prende a calci in faccia il ginecologo che sta facendo nascere il loro pargolo.
Vuole anche litigare con questo uomo perché non spreme bene il tubetto del dentifricio. Vuole spaccarsi la schiena il sabato mattina per andare a fare la spesa, dopo una durissima settimana di lavoro, di modo che lui trovi tutto a posto quando torna a casa la sera e si gusti la cenetta speciale del sabato sera che lei gli avrà preparato.
E poi le liti per il mutuo da pagare, le bollette, la borsa originale di Prada che si è voluta regalare dopo anni di borse contraffatte comprate dal senegalese che, tra l’altro, le piace anche un po’, borsa che chiaramente non potevano permettersi, ma che ormai c’è, perciò se la tiene e la sfoggia al mercato il sabato mattina!
E il senegalese per questo non la saluta neanche più. Forse non tutte, ma molte donne vorrebbero poterle dire queste cose. Il conto al ristorante lo paga lui ovviamente. Si è veramente indipendenti ed emancipate quando si vive nel modo in cui vogliamo davvero vivere, e non vivendo come la società, l’opinione pubblica o le nostre mamme si aspettano da noi. Quando le nostre antenate sfilavano in corteo bruciando il reggiseno… noi non c’eravamo. Forse vogliamo cose diverse da loro. Dobbiamo solo avere il coraggio di dirlo.

A.C.