Emergenza gasolio agricolo, Di Cataldo: La burocrazia soffoca le aziende; istituzioni e organizzazioni collaborino per trovare la soluzione

Foggia - “La disorganizzazione burocratica continua a pesare come un macigno sulle imprese agricole foggiane, che anno dopo anno hanno visto ridursi i margini di profitto delle loro attività fino alla soglia dell’azzeramento”. E’ il responsabile del dipartimento Agricoltura...

in Attualita by Partito Democratico - pubblicato il 2011-04-13 13:18
Partito democratico

“La disorganizzazione burocratica continua a pesare come un macigno sulle imprese agricole foggiane, che anno dopo anno hanno visto ridursi i margini di profitto delle loro attività fino alla soglia dell’azzeramento”. E’ il responsabile del dipartimento Agricoltura del PD di Capitanata, Mirko Di Cataldo, a lanciare l’allarme sulla “capotica attribuzione delle quantità di gasolio a prezzo agevolato” e sulle “disastrose inefficienze derivate dal trasferimento delle competenze amministrative dalla Regione Puglia ai Comuni”.

Alla vigilia delle campagne intensive, prime fra tutte quella del pomodoro, “le aziende hanno scoperto che è stata dimezzata la quantità di carburante agricolo assegnata loro – spiega Di Cataldo – Non si conosce e, soprattutto, non si comprende la motivazione di questa scelta operata a livello regionale, che impone il ricorso al mercato per l’acquisto del gasolio con un enorme incremento dei costi di produzione”. Coerentemente con quanto fatto a livello nazionale, “sollecito l’intervento dei consiglieri regionali del PD a tutela delle aziende agricole, buona parte delle quali opera ormai in perdita”.

Ad aggravare il problema c’è stato il trasferimento delle competenze amministrative dalla Regione ai Comuni “poco o per nulla attrezzati a fronteggiare le necessità delle imprese. Limitarsi al trasferimento di qualche unità di personale può forse alleggerire il bilancio regionale, ma non garantisce servizi efficaci ed efficienti”. In quasi tutti i casi, spiega Di Cataldo, i Comuni “non sono attrezzati sotto il profilo informatico” e ci sono diverse Amministrazioni comunali che “non possono inserire il personale trasferito, perché la pianta organica non prevede queste professionalità e questi servizi”.

“Le organizzazioni datoriali hanno sollecitato e svolto incontri di concertazione, proponendo di fornire quegli stessi servizi; ma non si riesce a passare alla fase attuativa anche a causa della loro difficoltà a trovare un punto di equilibrio sulla distribuzione territoriale degli sportelli”.

“Ora che sta per iniziare una campagna del pomodoro già azzoppata dalla mancata sottoscrizione dell’accordo interprofessionale – è la conclusione di Mirko Di Cataldo – ciascuno deve assumere la responsabilità a collaborare per l’individuazione di una soluzione del problema specifico, e potrebbe essere il Tavolo Verde istituito presso la Provincia di Foggia il luogo della concertazione istituzionale ed operativa; sempre che esista ancora e gli sia attribuita una qualche funzione”.