Emiliano è passato dalla politica alle calunnie
in Attualita by on. Michele Bordo - pubblicato il 2009-10-23 14:44
“Michele
Emiliano ha trasformato il nostro congresso in una guerra mediatica,
combattuta con le armi del pettegolezzo e dell’offesa personale,
perpetrata anche ai danni dei familiari di chi, come il sottoscritto,
ha scelto legittimamente di non sostenerlo nella corsa per la
segreteria regionale del Partito Democratico. Un comportamento a dir
poco disdicevole, che nessun dirigente politico, o rappresentante
istituzionale o magistrato dovrebbe assumere; ancor meno lui che
incarna tutte e tre queste figure tradendone lo spirito e l’etica”.
E’ il commento di Michele Bordo, deputato del Partito Democratico e
coordinatore della ‘mozione Bersani’ in Capitanata, alle ultime
esternazioni dell’”ormai ex segretario regionale del PD di
Puglia” sulla sentenza di condanna di primo grado dell’ex
direttore generale dell’ Asl di Foggia.
“Il parlamentare citato da Emiliano, la cui moglie sarebbe stata favorita nel concorso per logopedisti, sono io, sebbene gli organi di stampa che hanno pubblicato e diffuso la notizia abbiano avuto cura di non fare il mio nome”, afferma Michele Bordo, esplicitando “il riferimento alla mia persona senza timori e senza infingimenti”. Anche perché “non ho mai chiesto a nessuno di favorire mia moglie, la quale, tra l’altro, lavorando come logopedista, con contratto a tempo indeterminato, sin dal 1998, aveva uno scarso interesse nei confronti di un concorso che prevedeva invece un’assunzione a tempo determinato. E debbo dire che neppure sarebbe stato necessario il supposto favore, consistito nel passaggio di mia moglie dal 4° al 1° posto della graduatoria, dal momento che il piano dell’ASL prevedeva l’assunzione di ben più di 4 logopediste”. Alla luce di queste considerazioni “sono certo che gli imputati, in primis il dott. Donato Troiano, sulla cui onestà e rettitudine non ho dubbi, sapranno dimostrare, in fase di appello, la loro innocenza. Ma, quali che siano gli sviluppi processuali di questa vicenda, ribadisco come io e mia moglie ne siamo assolutamente estranei, non essendo mai stati in alcun modo coinvolti in alcuna fase processuale, neppure come persone informate dei fatti”
Alla “sobrietà” degli organi di informazione fa da contraltare “l’arroganza e la spregiudicatezza di Emiliano, convinto di poter così nascondere le pesanti sconfitte elettorali del PD pugliese in questi ultimi mesi e la sua fallimentare gestione del partito – sottolinea Bordo – gravemente compromessa dalla pressoché assoluta indifferenza alle regole del confronto democratico, dal delirio leaderistico che lo ha spinto a non tenere in alcun conto le decisioni degli organismi dirigenti, dall’ambiguità politica assunta come strategia per acquisire potere personale”.
Il segretario regionale del PD – continua il deputato - “ dimostra di non avere minimamente a cuore le sorti del nostro partito se il suo unico impegno, il suo unico punto programmatico è insultare i dirigenti che non lo sostengono e offendere gli iscritti e gli elettori che hanno più volte legittimato quegli stessi dirigenti.

Non è con questo clima interno che il Partito Democratico potrà elaborare una nuova linea politica o allargare la propria influenza; non è a persone del genere che il Partito Democratico può affidare il difficile e complesso compito di tracciare il profilo del nuovo governo regionale – conclude Michele Bordo – A Michele Emiliano toccherà, invece, rispondere nelle sedi opportune delle offese e delle calunnie diffuse sul mio conto”.



