Esclusivo:Associazione Italiana per la Wilderness interviene su Chiancamasidd

Murialdo - In esclusiva pubblichiamo sul nostro sito la lettera di protesta inviata dall'Associazione Italiana per la Wilderness(AIW),riconosciuta dal Ministro dell'Ambiente con decreto 28 dicembre 2004, al Comune di Monte Sant'Angelo,al Parco Nazionale del Gargano,al Ministero...

in Attualita by Associazione Italiana per la Wilderness - pubblicato il 2008-12-11 11:58
Chiancamasitto

In esclusiva pubblichiamo sul nostro sito la lettera di protesta inviata dall'Associazione Italiana per la Wilderness(AIW),riconosciuta dal Ministro dell'Ambiente con decreto 28 dicembre 2004, al Comune di Monte Sant'Angelo,al Parco Nazionale del Gargano,al Ministero dell’Ambiente, T.T. e Mare
Servizio Conservazione della Natura di Roma,alla Soprintendenza ai Beni Ambientali di Bari.


Oggetto: Manomissione di falesie e zone costiere in Comune di Monte S. Angelo (Parco Nazionale del Gargano).

La scrivente Associazione ha appreso dell'avvenuta manomissione di una serie di piccole falesie e delle sottostanti zone costiere con scogliere e spiaggette, in Comune di Monte S. Angelo, ricadente nei limiti del Parco Nazionale del Gargano; ciò al fine di mettere in sicurezza le suddette falesie con l'evidente scopo di adibire ad un turismo balneare estivo sempre più esigente i sottostanti, pur modesti, lembi di spiaggia.

I lavori hanno completamente stravolto la naturale fisionomia della costa modellata dal mare, snaturandone l’antico aspetto; ciò in un luogo ("Chiancamasidd") che possiede anche un valore storico (qui sbarcarono i Saraceni che nella prima metà del  600 saccheggiarono Manfredonia) e anche, e soprattutto, folkloristico, essendo forse l’unico luogo d’Italia dove si portavano "al mare" gli armenti per antica tradizione pastorale.

Che ciò sia avvenuto in un Parco Nazionale ha dell'incredibile; soprattutto ci si meraviglia di come tale manomissione possa essere stata autorizzata da tutte le autorità competenti, le quali, al valore naturalistico-ambientale e storico che il Parco Nazionale ha il dovere primario di tutelare, hanno evidentemente preferito far sì che la costa sia adibibile all’uso turistico balneare: tanto valeva, però, estrometterla dal Parco!

La scrivente Associazione deplora quanto realizzato e, presumibilmente, autorizzato, e chiede un energico intervento delle autorità al fine di ripristinare lo stato dei luoghi: con la speranza che alla sciagurataggine dell'uomo possa comunque rimediare la natura, ed essere il Mare Adriatico a provvedervi con una opportuna mareggiata (il che dimostrerebbe l’improvvida iniziativa di spendere danari pubblici per dei lavori che inevitabilmente il mare stesso finirà per rendere inutili)!

Con distinti saluti. 

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