Fumo nero nel Tavoliere
in Attualita by - pubblicato il 2007-04-19 14:00
Con l?arrivo della primavera e l?impianto delle colture orticole nelle campagne del Tavoliere, anche quest?anno migliaia di contenitori di polistirolo delle piantine, tubicini, sacchi ed altro materiale plastico vengono puntualmente incendiati in tutto il comprensorio agricolo della Capitanata.
?Alla faccia del protocollo di Kyoto? e di tutte le misure in favore della riduzione degli inquinanti nell?atmosfera, soprattutto all?imbrunire (quando nessuno li vede) gli agricoltori, o chi per essi, eliminano con un semplice accendere di un fiammifero questi ?rifiuti speciali? che, invece, dovrebbero essere assolutamente riciclati.
Cos? per chi si avventura sulle strade di Capitanata di primo mattino ? facile imbattersi in decine di strisce scure di diossina, anidride carbonica, ossido di carbonio e chi pi? ne ha pi? ne metta, che inesorabili cospargono il cielo (e per ricaduta la terra) della Provincia di Foggia.
Come se non bastasse alla fine di questo velenoso ciclo inizier? l?immane incendio delle stoppie che per migliaia e migliaia di ettari arder? letteralmente cielo e terra.
Tutto questo avviene in una delle aree a maggior rischio di desertificazione d?Europa in danno non solo dell?ambiente e della salute pubblica, ma anche dei soliti pochi produttori agricoli illuminati, che si sono adoperati per le coltivazioni biologiche mentre assurdamente si continua a programmare un?agricoltura di quantit? invece che di qualit?, infatti sono solo gli esempi di questi ultimi anni come la crisi del pomodoro, la distruzione delle coltivazioni di ortaggi dello scorso inverno perch? non era conveniente raccoglierli, etc., che dovrebbero fare riflettere produttori e amministratori per una programmazione alternativa alla sola quantit? dei prodotti e ad una gestione compatibile del territorio.
Con questo comunicato si vuole, non solo denunziare gli atteggiamenti illegali talmente diffusi, infatti sembra che non ci si faccia pi? caso alla immane mole di veleni cosparsi nel territorio, ma anche cercare di svegliare le coscienze in funzione di un?innovativa e funzionale svolta nelle produzioni agricole dalla quantit? alla qualit?.
Per questo si invitano le istituzioni di controllo preposte, a cercare di stroncare le avvelenate e illegali pratiche diffuse di incendio di rifiuti speciali (quante multe sono state irrogate relativamente a questi fenomeni negli ultimi anni?) e, contemporaneamente, sensibilizzare agricoltori, associazioni degli agricoltori e amministratori per una svolta decisiva, grazie anche alle possibilit? offerte dalla attuale politica agraria comunitaria sempre pi? in favore dello sviluppo ecosostenibile.



