Gioventù Dinamica si confronta sulle riforme dell'Istruzione

Manfredonia - Sulla scia delle novità in tema di scuola e sistema universitario il forum Gioventù Dinamica ha tenuto lo scorso mercoledì una tavola rotonda dal titolo "Scuola e Università: cosa sta cambiando?c. Un'iniziativa utile e partecipata: vi hanno preso parte...

in Attualita by Francesco Castrignano - pubblicato il 2008-11-15 1:44
Gioventù Dinamica

Sulla scia delle novità in tema di scuola e sistema universitario il forum Gioventù Dinamica ha tenuto lo scorso mercoledì una tavola rotonda dal titolo "Scuola e Università: cosa sta cambiando?c. Un'iniziativa utile e partecipata: vi hanno preso parte ragazzi impegnati in associazioni culturali, nei partiti politici, nelle rappresentanze studentesche e universitarie della provincia di Foggia.

Per Francesco Castrignano (Giovani Democratici), "l'istruzione è un bene pubblico da valorizzare e non un costo da tagliare. In Capitanata 97 scuole rischiano la chiusura e 3.000 lavoratori del settore saranno in soprannumero entro il 2010. Col taglio di 8 miliardi l'Italia finirà al penultimo posto tra i Paesi europei nella graduatoria sulla spesa per l'istruzione". "E' un errore ridurre il fondo di finanziamento ordinario delle Università, che invece dovrebbe essere alimentato e affiancato ad un finanziamento correlato al merito (progetti di ricerca, collegamento col mondo del lavoro)". Castrignano infine propone: "un nuovo metodo di reclutamento dei professori, un'Agenzia indipendente per valutare le Università, l'aumento del numero dei ricercatori rispetto ai professori e l'incentivazione della ricerca indipendente e di quella finalizzata al mercato".

Teodoro Fortunato (Coordinatore Forza Italia Giovani) chiarisce che i minori investimenti dipendono dall'elevato debito pubblico. "Si introduce l'obbligo per gli editori di mantenere ferme le edizioni dei libri scolastici per 5 anni e la bocciatura in caso di basso voto in condotta serve a contrastare il bullismo". "Va agevolata la ricerca finalizzata al mercato, rispetto alla ricerca indipendente e avviare una vera competizione, come in America". "Le Fondazioni consentiranno di assumere solo personale preparato (evitando baronie e caste), limitando il numero di professori, visto che questi spesso non fanno neanche lezione". Fortunato conclude ricordando che si sono sbloccati i concorsi per professori e ricercatori e sono stati stanziati fondi per 180.000 ragazzi per sostenere il merito.

Per Paolo Impagnatiello (Giovani Italia dei Valori) "la legge n. 133 penalizza il mondo dell'Università e della ricerca: 1) tagli dei finanziamenti pubblici alle Università a scapito della ricerca, dei servizi agli studenti, delle infrastrutture e della qualità della didattica; 2) diminuzione delle assunzioni rispetto ai pensionamenti, che comporterebbe un aumento del tempo per la didattica ed una diminuzione di quello per la ricerca; 3) facoltà per le Università di trasformarsi in fondazioni, con una conseguenti difficoltà per i meno abbienti di accedere agli studi universitari; 4) sospensione delle SSIS, a discapito della possibilità di formare gli insegnanti e garantire servizi migliori agli studenti".

Michela Mastroluca (Associazione universitaria "Kollettivo di Lettere" di Foggia) contesta: 1) l'art. 16: trasformazione delle Università in fondazioni, per cui lo studio da diritto diventerebbe "un'elemosina"; 2) l'art. 66: limite alle assunzioni e aumento delle Università a numero chiuso. 3) Riduzione dei finanziamenti agli Atenei, che comporterebbe più tasse e meno servizi. Il Kollettivo ha partecipato alla manifestazione romana del 30/10, all'assemblea del 3/11 promossa dal Rettore Volpe e alla trasmissione del cortometraggio "Università a corto di fondi". Il sito "Onda Anomala" ha segnalato nei link delle mobilitazioni "Città per città", per il Comune di Foggia, il bolg del Kollettivo. Mastroluca conclude con lo slogan "Non può essere la scuola o l'università a pagare la crisi".

Per Giuseppe Bottalico (Associazione "Giovani Idee") "è giusto limitare gli sprechi, ma tagliare i fondi senza coinvolgere le parti interessate è un atto di arroganza che ha portato alle giuste proteste. Presidi e Rettori hanno grandi responsabilità. E' paradossale che un ragazzo che si comporta male venga punito col voto in condotta e i Presidi non rispondano del loro operato. Tremonti vuole aumentare la spesa pubblica, per fronteggiare la crisi economica. Ma è spesa pubblica anche l'istruzione. Quello nella ricerca è un investimento strategico, che alla fine ripaga, come dimostrano le esperienze degli Stati che scommettono in questo senso (come l'America e la Germania)".

Il dibattito sui temi trattati ha suscitato gli interventi di Matteo Panza, Giuseppe Trotta, Luigi Manzella, Antonella Renegaldo, Annamaria Panza e Sergio Colavita.