Gli accordi di Vendola per chiudere l’ospedale

Monte Sant'Angelo - Il movimento civico “E’ la nostra Città” di Monte Sant’Angelo accusa il governatore Nichi Vendola ed il sindaco Andrea Ciliberti per aver condiviso la chiusura del reparto di geriatria dell’ospedale civico “San Michele “. L’ufficio stampa...

in Attualita by Donata dei Nobili - pubblicato il 2011-07-24 11:28
Manifesto Clinica San Michele

Il movimento civico “E’ la nostra Città” di Monte Sant’Angelo accusa il governatore Nichi Vendola ed il sindaco Andrea Ciliberti per aver condiviso la chiusura del reparto di geriatria dell’ospedale civico “San Michele “.

L’ufficio stampa del Movimento civico è determinato, nel difendere il proprio ospedale, fino alla riapertura. Dopo il grande sciopero cittadino e il forte boicottaggio del governatore Vendola, durante la cerimonia dell’iscrizione del Santuario di san Michele nella lista del patrimonio dell’UNESCO, le iniziative di mobilitazione continuano. Con un manifesto pubblico, l’ufficio stampa del movimento ha scritto: “Ecco perché ci hanno chiuso l’ospedale di Monte Sant’Angelo!” A parer loro, l’imbroglio è svelato.   La chiusura del reparto di geriatria è servita a garantire i posti letto alla clinica  privata San Michele. L’inganno a danno dei montanari – hanno rimarcato – è oggi chiaro. Mentre a Monte Sant’Angelo il Sindaco e la sua maggioranza hanno voluto, e giustificato, la chiusura del reparto di geriatria, a Manfredonia la clinica privata San Michele ha aperto i reparti di lungodegenza (15 posti letto) e di geriatria (20 posti letto). In questo modo, il fabbisogno sanitario del territorio è stato assorbito dal privato-Manfredonia a danno del pubblico-Monte Sant’Angelo.

In città, le forze politiche e tanti cittadini sono convinti che la politica regionale del governatore Vendola non tuteli né il pubblico né gli anziani che vivono in zone montane e disagiate, ma è la conseguenza di manovre politiche”, miranti a garantire alleanze di potere all’interno della maggioranza di governo regionale.

Manifesto Clinica San Michele

Il manifesto pubblico non si limita alla descrizione inconfessata della storia amministrativa e politica dell’ospedale “San Michele” locale, ma lancia un forte richiamo.  “Sindaco, - è scritto - ci auguriamo che la Città possa recuperare il torto subito a causa della sua superficialità. Se così non fosse, lei sarebbe responsabile del più grosso danno provocato alla città di Monte Sant’Angelo”.

I cittadini si sentono ingannati dalle politiche sanitarie del governatore Nichi Vendola. A lui, dicono che il bisogno sanitario di tantissimi anziani non può dipendere dalla spesa, soprattutto quando si chiude l’unico reparto di geriatria per promettere a Monte Sant’Angelo l’apertura inverosimile di servizi sociosanitari costosissimi: hospice, residenza sanitaria per anziani e un modulo per malati di alzheimer.

Per il movimento civico, non ci sono dubbi: dietro la logica del risparmio della spesa sanitaria regionale c’è una politica di “macelleria sociale”. Al governatore Vendola, ormai, è caduta la maschera. E’ lui ad aver smantellato l’impalcatura civile e democratica del sistema sociale e sanitario locale, per dare luogo a prassi ideologiche di aziendalizzazione con logiche contabili ragionieristiche, che nulla hanno a che fare con la salute dei cittadini. “Un governatore di sinistra, - ripetono sconcertati i cittadini di Monte Sant’Angelo - che ha tolto al pubblico per favorire il privato, lasciando soli tanti anziani montanari.  “Qual è la logica dell’organizzazione dei servizi ospedalieri – si chiede Matteo Prencipe, coordinatore del movimento civico – se si disattiva la struttura sanitaria dell’ospedale di Monte Sant’Angelo, modernissima, recentemente adeguata a tutte le normative sulla sicurezza, esempio nazionale di ospedale a misura umana, già accorpata al presidio ospedaliero di Manfredonia, e si lasciano 20 posti letto di geriatria da attivare nella struttura di Manfredonia?” Domande semplici, che non ricevono alcuna risposta.