I colori della mente - Le tele di Benito Lambarella, emergente pittore delicetano

Deliceto - Nel 1978 la Legge 180 stabilisce la chiusura degli ospedali psichiatrici, atto che si compirà definitivamente con la Finanziaria del 1994-96. La legge chiude i manicomi mentre le coscienze della gente si aprono al volontariato, per non lasciare il carico di tante sofferenze a gravare...

in Attualita by Capano Pasquale - pubblicato il 2009-08-07 11:29
I colori della Mente

Nel 1978 la Legge 180 stabilisce la chiusura degli ospedali psichiatrici, atto che si compirà definitivamente con la Finanziaria del 1994-96. La legge chiude i manicomi mentre le coscienze della gente si aprono al volontariato, per non lasciare il carico di tante sofferenze a gravare solo sulle spalle delle famiglie che spesso non hanno i mezzi per fronteggiarle. A tale scopo, a livello nazionale, nascono associazioni animate da nobili intenti, come quella dell’A.V.O. Don Uva, Associazione Volontari Ospedalieri che da anni offre un servizio qualificato e gratuito accanto agli ospiti dell’Ospedale di Foggia Santa Maria Bambina, in Via Lucera.

Centocinquanta amici che si aggirano tra i reparti, per portare sostegno e calore nella struttura foggiana, insieme ad un tocco che di artistico ha veramente molto. E l’artista di cui vogliamo parlare, in nome dei delicetani che si sono distinti per la loro abilità, è il nostro compaesano Benito Lambarella, ospite della suddetta struttura. E’ bastato girare tra gli stands allestiti nell’Auditorium Santa Chiara per rendersi conto di quanto, spesso, il binomio genio e sregolatezza vada a braccetto.
«Un mondo a colori, questo il nome della mostra, è nato per esporre i frutti degli insegnamenti che i volontari hanno offerto agli ospiti del nostro centro (la mostra si è tenuta nello scorso mese di maggio – N.d.A.).

E’ stato il momento conclusivo del progetto “Laboratori A.V.O. Don Uva: partecipazione collaborazione integrazione”, inerenti ai Piani Sociali e che ha previsto momenti espressivi e creativi: ceramica, pittura, teatro, musica, cineforum e gite». L’entusiasmo con cui la presidente Antonella Attanasio racconta l’esperienza è veramente contagioso. Ancor più contagiose sono state le gratificanti dimostrazioni d’affetto che gli artisti hanno riservato ai visitatori, a testimonianza che chi ha definito il concetto di normalità non ha tenuto conto delle piccole opere d’arte che sono nate dalle mani di questi maestri in erba, tutte realizzate con abilità e passione. Non si può non restare a bocca aperta davanti al Ritratto di Agata o alla Marina (nelle foto) eseguiti dal nostro concittadino Benito. Colori vivaci, pennellate sapienti, senso della prospettiva che nulla ha da invidiare ad artisti dal nome famoso. Ed ancora giochi di luci e di chiaro-scuri, nature morte disegnate secondo i canoni dell’alta pittura.

I colori della Mente

Se non ci fosse stato questo giornale a raccontare quanto di grande può nascere dalle mani di persone come Benito, che dalla vita hanno avuto poco, sicuramente il genio del nostro artista locale non avrebbe mai avuto la giusta e meritata considerazione. E’ difficile capire che il diverso da noi può insegnarci qualcosa, che può davvero farci comprendere che per tutti, negli spazi inesplorati della mente, c’è una seconda possibilità. Accanto ai laboratori di pittura, disegno, decoupage e cinema, l’Associazione propone incontri settimanali di gioco che, oltre ad un momento di svago e di comunione con i partecipanti, è un vero e proprio modo di fare terapia. Attraverso i colori, le freccette e i birilli è venuta fuori l’anima di Benito e dei suoi amici, la loro voglia di vivere, di gioire dei risultati ottenuti. Benito era entusiasta di mostrarmi i suoi quadri ed io che l’ho incontrato, l’ho visto felice, sereno.
Un mondo a colori è stata una mostra di nicchia, un’esposizione che i più, purtroppo, non hanno visto e che per questo va raccontata, perché l’espressione, qualunque essa sia, è un diritto di tutti.

Antonietta Petrella