La candidatura di Monte Sant'Angelo nell'Unesco su Famiglia Cristiana
in Attualita by Comune di Monte S. Angelo - pubblicato il 2009-04-04 10:09
C’è una parte d’Italia che va da Cividale del Friuli a Monte Sant’Angelo nel Gargano (Foggia), attraverso Spoleto e Benevento, che aspetta l’arrivo di luglio per poter festeggiare. E’ l’Italia Langobardorum, candidata nel 2008 all’UNESCO come Patrimonio dell’umanità. Un insieme di siti per riscoprire un passato lungo due secoli, che congiunge l’impero romano all’età dei Comuni grazie ai Longobardi. Un cammino di fede, storia e cultura che ha il suo finis terrae al santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo: 14 mila abitanti e un passato legato alla devozione per il santo, da quando, l’8 maggio del 490, apparve al vescovo di Siponto, Lorenzo Maiorano, e gli chiese di dedicare quella grotta al suo culto.
L’eco di tale prodigio è grande, in tanti arrivano da queste parti. E raggiunge i Longobardi stanziati a Benevento, i quali fanno del santuario micaelico il loro santuario nazionale che raggiungono grazie alla Via Sacra Langobardorum, una parte di Via Francigena attraversando da chi doveva imbarcarsi per la Terra Santa o sostava li per venerare l’Arcangelo dopo aver toccato Roma. Con la sconfitta dei Longobardi da parte di Carlo Magno, nel 774, la Via Sacra Langobardorum fu solo Via Francigena del Sud di Capitanata, ma quell’itinerario che dalla Valle di Stignano risaliva fino a San Marco in Lamis e raggiungeva Monte Sant’Angelo continuò a essere prcorso per secoli.
(Articolo pubblicato su "Famiglia Cristiana" – n. 13/2009 – pagina 17) -




