Nota sull'emergenza sanitaria

Foggia - Il diritto universale alla cura e alla salute richiede una maggiore attenzione e responsabilità della politica e delle Istituzioni, dal momento che nella sua sfera si muovono oltre il 70% del bilancio della Regione Puglia e la più complessiva e ineludibile domanda di protezione...

in Attualita by Lavoro&Welfare - pubblicato il 2011-10-25 18:35
Lavoro & Welfare

Il diritto universale alla cura e alla salute richiede una maggiore attenzione e responsabilità della politica e delle Istituzioni, dal momento che nella sua sfera si muovono oltre il 70% del bilancio della Regione Puglia e la più complessiva e ineludibile domanda di protezione sociale dei più deboli.

            “Non si doveva arrivare sull'orlo del baratro. L'emergenza determinatasi con la chiusura di reparti e prestazioni vitali nei presidi ospedalieri della nostra provincia, la intimazione dell'interruzione a fine mese di centinaia di rapporti di lavoro con contratti a tempo determinato tra medici e personale sanitario, può e deve essere affrontata con senso di responsabilità e rispettando il diritto alla salute dei cittadini”. E' quanto afferma Salvatore Castrignano, coordinatore  provinciale dell'Associazione Lavoro&Welfare.

            “Ora è necessario che da parte della Direzione dell'ASL di Foggia si receda immediatamente da una decisione che porterebbe all'interruzione di servizi pubblici fondamentali per le nostre comunità, consentendo la continuità di tutti i rapporti a termine, così come è avvenuto in altre ASL della Puglia. Su questo aspetto vi sono fra l'altro recenti autorevoli pronunciamenti tecnici che fanno riferimento al patto di stabilità e che escludono dalle restrizioni i rapporti di lavoro a termine, a maggior ragione nel caso delle strutture sanitarie se destinati ad assicurare i livelli essenziali di assistenza.

            Inoltre, occorre anche consentire di coprire urgentemente le carenze di organico medico e sanitario già note; ciò deve avvenire con interventi tempestivi concertati dal Governo regionale con quello nazionale,  che rendano possibile superare in parte il blocco delle assunzioni.

            Ma sarebbe delittuoso se non si cogliesse questa situazione per far fronte in modo decisivo a mettere in chiaro e riprogrammare seriamente l'intera partita finanziaria della spesa sanitaria in Puglia e nei territori. Sperperi e privilegi non sono ulteriormente tollerabili perchè stanno causando essi stessi l'annullamento delle politiche pubbliche della salute.

            I temi delle consulenze esterne, delle forniture e degli appalti, dell'organizzazione del lavoro inerenti le prestazioni mediche, delle liste d'attesa, dei ticket, devono essere affrontati e risolti, soprattutto dalla politica, nell'interesse dei cittadini e non più sottostando a pressioni  e particolarismi  deleteri.

            Le strutture ospedaliere e i servizi territoriali non devono regredire nella loro funzionalità, bensì predisporsi al superamento della ospedalizzazione di gran parte degli interventi di cura. Ciò deve avvenire non facendo fare salti nel buio a presidi ospedalieri nevralgici come quelli di Manfredonia, Lucera, Cerignola, San Severo e Foggia, bensì costruendo prima l'efficienza del reticolo della medicina territoriale”.