Nucleo della personalità criminale

Deliceto - Se può essere più agevole definire contenuto e caratteristiche di un fenomeno appartenente al mondo fisico e naturale, quindi verificabile in via sperimentale, non altrettanto si può dire per tutti quei concetti che afferiscono direttamente alle “scienze umane”....

in Attualita by Vincenzo Schiavone - pubblicato il 2010-05-17 16:20
Istituto di Vigilanza Guardia Locale Srl

Se può essere più agevole definire contenuto e caratteristiche di un fenomeno appartenente al mondo fisico e naturale, quindi verificabile in via sperimentale, non altrettanto si può dire per tutti quei concetti che afferiscono direttamente alle “scienze umane”. Il fatto stesso che sul concetto di personalità esistano varie teorie interpretative ed esplicative spesso tra loro contrastanti, già di per sé indizio di una difficoltà di definizione.

Partendo dall’assunto, sostanzialmente accettato, che la personalità è un’organizzazione dinamica degli aspetti cognitivi, affettivi, motivazionali e volitivi dell’individuo.

E’ utile, o meglio, indispensabile per una più esaustiva panoramica anche storica ripercorrere gli albori del pensiero criminologico in materia di personalità secondo cui la difficoltà di adattamento alla società moderna e la spinta al delitto erano il frutto di atavismo tipico di uno stadio evolutivo primitivo della razza umana.

Gli studi genealogici sull’incidenza di anomalie cromosomiche in soggetti delinquenti, tentarono di dimostrare una correlazione tra presenza di cromosoma Y soprannumerario e la commissione di atti antisociali. Gli esiti delle ricerche dimostrarono l’infondatezza dell’ipotesi.

Allo stesso modo, le indagini di tipo ereditaristico effettuate sui gemelli mono ed eterozigoti, anche in rapporto a fattori ambientali, sono giunte alla conclusione che non è provata un’incidenza significativa dell’ereditarietà nella criminogenesi. Altrettanto si può dire per gli esiti delle ricerche sul rapporto tra criminalità dei figli adottivi e dei genitori biologici: al di là di alcuni stereotipi sulla devianza dei figli adottivi che trarrebbe origine da una presunta ereditarietà dei genitori biologici, gli studi in materia ne hanno dimostrato un’assoluta mancanza di correlazione.
L’introduzione del concetto di personalità criminale contraddistinta soprattutto dai tratti del “sentimento di ingiustizia” a dall’alterazione del “modo di attaccamento all’ambiente elabora quello che si definìsce il nucleo centrale della personalità criminale:

In realtà, a ben vedere, l’aver identificato queste caratteristiche non ha consentito di capire se e fino a che punto esse siano la causa o solo la manifestazione di un percorso delinquenziale.

Le novità concettuali introdotte, identificano una vera e propria sindrome della personalità criminale le cui caratteristiche sarebbero:1) iperattività delittuosa; 2) dissocialità; 3) egocentrismo. Nel comportamento delinquenziale, soprattutto grave, i fattori socio-ambientali possono incidere ma solo attraverso la mediazione di quei tratti psicologici di personalità.
La concenzione psicanalitica, si descrive la personalità criminale come caratterizzata da una negativa percezione del “Sé” derivante dall’interiorizzazione delle aspettative negative dei genitori o di altre figure significative. L’identità negativa non sarebbe un tratto personale in sé, ma rappresenterebbe una sorta di processo di identificazione con chi ha caratteristiche analoghe: una vera e propria maschera da “duro” che tratterebbe le sue origini da un profondo disagio derivante dall’incapacità di accettare la serenità e la felicità altrui.

Le grosse difficoltà a reperire un lavoro e a mantenerlo nel tempo, la ridotta capacità di instaurare validi rapporti interpersonali, l’inadeguatezza affettiva, la necessità di soddisfazione immediata dei piaceri, una generale valorizzazione delle potenzialità personali, sono tutti elementi che contribuiscono alla confusione tra l’io e l’agire conducendo progressivamente la persona verso l’isolamento di “non-delinquenti” e verso una sempre maggiore identificazione con chi è già “criminale”. Preme qui soltanto puntualizzare come i vari test di personalità e più in generale il metodo neurofisiologico volto ad indagare la reattività del sistema nervoso, siano stati sottoposti ad un severo vaglio della critica criminologia sulla scorta della considerazione che il crimine è un fenomeno complesso difficilmente ricostruibile e collegabile a soli ed elementari aspetti della psicofisiologia.