Oggi la 50^ Marcia della Pace a Perugia
in Attualita by Comitato promotore marcia della pace Manfredonia 2011 - pubblicato il 2011-09-25 10:58
Si svolgerà domenica 25 settembre 2011 la Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fratellanza dei popoli 2011, a cinquant'anni di distanza dalla prima edizione organizzata da Aldo Capitini, il 24 settembre 1961.
La Marcia è promossa dalla Tavola della Pace e dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani di Perugia, insieme a tutte le persone, i gruppi, le associazioni e gli Enti Locali che ne condividono lo spirito e le finalità, tra cui Movimento Nonvioviolento, AGESCI, Libera, Legambiente, CGIL e tanti altri.
La Marcia partirà dai Giardini del Frontone di Perugia alle ore 9.00 e arriverà dopo 25 km alla Rocca Maggiore di Assisi alle ore 15.00, dove si svolgerà la manifestazione conclusiva.
In Capitanata hanno aderito alla Marcia: il Comune di Foggia (1 autobus); l'Assessorato alla Solidarietà, Cultura e Politiche Giovanili del Comune di Manfredonia con il gruppo A.G.E.S.C.I. Manfredonia 1 e il Comune di Zapponeta (1 autobus), il Comune di Monte Sant'Angelo con il gruppo AGESCI Monte Sant'Angelo 1 e il centro anziani (3 autobus); la Scuola Elementare I Circolo "N. Parisi" di Foggia (1 autobus).
Le ragioni della nostra partecipazione sono tante, scegliete quella che vi è più vicina.
Comitato promotore Marcia per la pace 2011 di Manfredonia
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E' impegnativo partecipare alla Marcia Perugia-Assisi. Non per i venticinque chilometri da percorrere, che sono niente al confronto con le distanze affrontate da chi fugge dalla guerra e cerca salvezza, ma per l'assunzione di responsabilità che ciò comporta. Significa mettersi in cammino "per la pace e la fratellanza dei popoli". E' l'impegno di una vita.
Muoiono nel Mediterraneo i migranti. I loro corpi vengono gettati nel mare, senza degna sepoltura. Sono vittime innocenti della guerra e del razzismo. Quando marceremo da Perugia ad Assisi "per la pace e la fratellanza dei popoli" sentiremo la loro compresenza. Sarà la testimonianza più vera e più dura che la guerra è un crimine contro l'umanità.
Tutti sono invitati a partecipare alla Marcia Perugia-Assisi. La Marcia è di tutti e per tutti. Nel cammino ideato da Aldo Capitini il plurale di "tu" è "tutti". Saremo tutti uniti a marciare contro la guerra. Tutti in cammino verso l'orizzonte della nonviolenza, che è il varco attuale della storia.
Marciare per la pace, significa marciare contro la guerra. Marciare contro la guerra, significa marciare per abolire gli eserciti. Marciare per abolire gli eserciti, significa marciare contro le spese militari. Marciare contro le spese militari, significa marciare per il disarmo. Marciare per il disarmo, significa iniziare a disarmare se stessi. Se vuoi marciare per la pace, prepara il tuo disarmo unilaterale.
Perugia, simbolo della laicità. Assisi, simbolo della religiosità. Il cammino da Perugia ad Assisi unisce laici e religiosi. Li unisce nella ricerca comune della nonviolenza, così come la nonviolenza unisce oriente ed occidente. Storie e culture diverse si incontrano e si mescolano nella strada che dai Giardini del Frontone porta alla Rocca di
Assisi. E' accaduto nel 1961, accadrà nuovamente nel 2011.
Il cammino non è solo un susseguirsi di passi. E' anche un orizzonte, un panorama che cambia ad ogni curva, terra sotto i piedi e cielo sopra la testa. Quando Capitini ideò il percorso da Perugia ad Assisi prestò molta attenzione al paesaggio umbro, lo stesso che vedevano gli occhi di Francesco, il santo della nonviolenza, nel suo peregrinare. Per questo ci accosteremo umilmente, con rispetto e con "sacralità" al tragitto della marcia Perugia-Assisi.
La marcia Perugia-Assisi del 1961 fu anche una festa, una celebrazione, una liturgia. Tra i partecipanti c'erano familiarità e tensione ideale. I contadini e gli operai indossarono "il vestito della festa", con la giacca ad il cappello. Mogli e madri portavano ancora il lutto per il marito o il figlio persi nella guerra terminata da solo sedici anni.
Cinquant'anni dopo dobbiamo prepararci a marciare con la stessa compostezza di quegli uomini e quelle donne che ci hanno preceduto sulle strade della Perugia-Assisi.
La marcia Perugia-Assisi, ideata da Aldo Capitini, si inserisce nella tradizione delle marce nonviolente, a partire dalla "marcia del sale" promossa da Gandhi al culmine della campagna di disobbedienza civile per la liberazione dell'India. Sarebbe bello, e giusto, che ogni partecipante alla marcia del 25 settembre 2011 dedicasse un pensiero, durante il cammino, al Mahatma Gandhi.
Molte persone, pur desiderandolo, non potranno partecipare alla marcia Perugia-Assisi, perchè malate, perchè anziane, perchè detenute, perchè indigenti, perchè dedite a compiti non rinviabili. Marceremo anche per loro.
Dalla marcia Perugia-Assisi si leverà una richiesta corale, rivolta al governo e al Parlamento: non tagliate i salari ma le spese militari. Porre al primo punto dell'agenda politica la riduzione del bilancio del Ministero della Difesa, sarà uno dei compiti della marcia.
Tra le dissennate misure "anti crisi" varate dal governo, vi è la soppressione delle festività civili "non concordatarie" e il loro spostamento alla domenica più vicina. Ciò significa cancellare le feste del 25 aprile, del primo maggio e del 2 giugno. La marcia Perugia-Assisi dovrà schierarsi a difesa della memoria e rivendicare le tre feste laiche fondamentali: quella antifascista, quella dei lavoratori e quella repubblicana.
Il popolo della pace si metterà in cammino, sulle orme di Aldo Capitini. Ci saranno anche bambine e bambini, e pure gli animali accompagneranno questo popolo. La "liberazione" nonviolenta, nel pensiero capitiniano, riguarda adulti e fanciulli, ed ogni essere vivente. Tutti marceranno insieme.
Il Presidente della Repubblica è il garante della Costituzione. Quando ha approvato la guerra in Libia, quando ha giustificato l'intervento militare in Afghanistan, quando ha promulgato leggi che prevedono spese belliche, ha tradito il proprio ruolo. L'articolo 11 della Costituzione italiana ripudia la guerra e il Presidente deve vigilare che così sia.
Se il Presidente della Repubblica, come già in passato è avvenuto, intende mandare un messaggio ai marciatori della Perugia-Assisi, ne tenga conto.
La marcia Perugia-Assisi esprime una grande attenzione alla natura e all'ambiente. Sarà buona cosa produrre minor inquinamento possibile per recarsi a Perugia: privilegiare il treno rispetto ai mezzi privati, utilizzare la bicicletta quando possibile, riempire alla massima capienza pullman e automobili. Cercheremo anche di evitare ogni inutile
inquinamento acustico e rumori molesti. Ogni singolo marciatore dovrà fare attenzione a non disperdere nessun rifiuto, non lasciar cadere carte e volantini per terra, non utilizzare bottigliette di plastica, ed eventualmente riportarle via con sè. Saremo ospiti della splendida terra umbra, e dovremo lasciare il percorso da Perugia ad Assisi migliore di
come lo avremo trovato. Un semplice accorgimento: portiamoci un sacchetto apposito, e se vediamo qualche rifiuto a terra lasciato da un marciatore distratto, raccogliamolo.
?Per la pace e la fratellanza dei popoli? (1961), ?Mille idee contro la guerra? (1978), ?Contro la guerra ad ognuno di fare qualcosa? (1981), ?Contro il riarmo blocchiamo le spese militari? (1985), ?Mai più eserciti e guerra? (2000). Sono questi i titoli, e gli obiettivi politici, delle precedenti marce che il Movimento Nonviolento vuole rinnovare e riproporre il 25 settembre 2011. Nel cinquantesimo anniversario della prima marcia di Aldo Capitini, marceremo dunque per la pace e la fratellanza dei popoli, per raccogliere mille idee contro la guerra, per chiedere ad ognuno di fare qualcosa contro la guerra, per ottenere il blocco delle spese militari e per riaffermare che se non vogliamo più guerre dobbiamo abolire gli eserciti.
La guerra è il più grande crimine contro l'umanità. Ogni guerra, per qualsiasi motivo. Sia essa di attacco o di difesa, chirurgica o umanitaria, per il petrolio o per la democrazia, la guerra è sempre un crimine, in Libia o in Afghanistan. Questo dirà la marcia Perugia-Assisi.
La nonviolenza è il varco attuale della storia, diceva Aldo Capitini. Ancor oggi la marcia Perugia-Assisi cammina sui sentieri della storia e cerca il varco.
La Perugia-Assisi è democratica. Quando saremo in marcia ognuno di noi sarà il centro dell'iniziativa. Ogni singolo marciatore esprimerà l'idea collettiva. Non ci saranno capi, portavoce, rappresentanti. La marcia è composta da tutti i marciatori, che hanno un uguale valore in sè.
La marcia Perugia-Assisi dovrà dire parole chiare sulla politica internazionale e sulla politica interna: non vogliamo più partecipare a nessuna guerra, non vogliamo più pagare per le spese militari.
La marcia Perugia-Assisi è aperta a tutti, ai persuasi e ai perplessi. Raccoglie le idee di tutti, ma deve dare un orientamento preciso verso la nonviolenza. Se questo non avvenisse, sarebbe solo un'inutile marcia.
La musica è un'arte che unisce, che crea emozioni, che parla ai sentimenti. La colonna sonora della prima marcia fu affidata ad un giovane cantautore con la chitarra. Chi sa suonare qualche strumento lo porti alla marcia del 25 settembre 2011, e chi sa cantare non abbia timore a farlo in coro con gli altri marciatori. La musica e le canzoni ci accompagneranno da Perugia ad Assisi.
La marcia Perugia-Assisi condanna le guerre del passato, si dissocia dalle guerre del presente e cerca di prevenire le guerre del futuro.
Nessuno venga alla marcia per ostentare la propria bandiera di parte, lo striscione della propria organizzazione, il nome di uno specifico movimento. Bandiere, striscioni e movimenti devono contribuire a far prevalere l'obiettivo comune per cui marceremo insieme: il bene supremo della pace.
Quando si marcia, si guarda in avanti. Il valore profondo della Perugia-Assisi non è solo nella forza delle sue radici che affondano nel passato, ma soprattutto nella capacità di indicarci la strada da percorrere da domani.
Marceremo non per smania di protagonismo, o per sfogare indignazione o rancori, e nemmeno per rivendicare diritti negati o torti subiti; marceremo per dialogare con tutti coloro che marciano insieme a noi e con tutti coloro che ci staranno ad osservare dai bordi della strada, dalle loro case, dalla televisione e tramite i giornali. La marcia è un
metodo nonviolento per comunicare con gli altri. Dobbiamo spiegarci bene e farci capire. Il messaggio è quello della nonviolenza.
C'è un compito da assolvere per chi si prepara a partecipare alla marcia Perugia-Assisi: chiedere al proprio Comune, al Sindaco, ad un consigliere comunale, al Presidente della Provincia, ad un consigliere provinciale, ad un deputato o un senatore, ad un consigliere di quartiere o di circoscrizione, che si conosce o che si è votato, di partecipare alla marcia in rappresentanza dell'istituzione di cui fanno parte. Gli enti locali, le istituzioni democratiche rappresentative,
sono chiamate a fare la propria parte per la costruzione della pace.
Camminare per la pace da Perugia ad Assisi è anche una forma di meditazione. "Ogni passo è vita, ogni passo è guarigione, ogni passo è gioia, ogni passo è libertà" dice una preghiera buddhista.
Il rovesciamento del motto olimpico pensato da Alexander Langer ("lentius, profundius, suavius" anzichè "citius, altius, fortius") ben si adatta alla marcia Perugia-Assisi: più lentamente, più profondamente, più dolcemente. Questi devono essere i tre caratteri di una marcia per la pace.
Saremo in tanti alla marcia per la pace. Ma quello che conta di più sarà essere in tanti dal giorno dopo a dire di no alla preparazione della prossima guerra.
Il disarmo. Questo è l'obiettivo politico di una marcia per la pace. Lo sapeva già Francesco d'Assisi che chiedeva l'indulgenza per coloro che prima di entrare alla Porziuncola abbandonavano le armi.
La Costituzione italiana ripudia la guerra. Chi partecipa alla marcia Perugia-Assisi mette in atto la Costituzione.
La marcia Perugia-Assisi raccoglie il meglio di ciò che ha saputo esprimere l'Italia negli ultimi cinquant'anni. Nonviolenti, obiettori di coscienza, pacifisti, femministe, ecologisti, referendari, scout, parrocchie, comitati, comunità di base, movimenti per i diritti civili, per i beni comuni, per la giustizia, per la democrazia, si danno obiettivi comuni: la pace e la fratellanza dei popoli.
La Perugia-Assisi è la marcia dell'obiezione alla cultura bellica, dell?obiezione alla politica di guerra, dell?obiezione alle spese militari, dell'obiezione di coscienza alle armi e agli eserciti.
La marcia non è fine a se stessa. Crea onde che vanno lontano. Così diceva Aldo Capitini nel 1961. Le onde della nonviolenza sono giunte fino a noi, oggi.



