Politiche della salute a Manfredonia e nel territorio

Manfredonia - Promosso dal coordinamento di Manfredonia di Lavoro e Welfare, ha avuto luogo, presso l'Auditorium di Palazzo Celestini, un interessante ed analitico confronto seminariale sul Piano sanitario regionale di riordino e sulla situazione determinatasi nella sanità pubblica e in particolare nei...

in Attualita by Associazione Lavoro&Welfare di Capitanata - pubblicato il 2011-07-15 14:00
Lavoro & Welfare

Promosso dal coordinamento di Manfredonia di Lavoro e Welfare, ha avuto luogo, presso l'Auditorium di Palazzo Celestini, un interessante ed analitico confronto seminariale sul Piano sanitario regionale di riordino e sulla situazione determinatasi nella sanità pubblica e in particolare nei reparti della struttura ospedaliera San Camillo de Lellis.

Al seminario hanno partecipato oltre ai componenti del coordinamento locale dell'Associazione, anche alcuni rappresentanti di Associazioni, Consulte, Organizzazioni Sindacali, Cooperative Sociali.

L'intervento centrale è stato affidato al dott. Donato Renzulli, Direttore del Distretto Socio Sanitario dell'Ambito Territoriale Manfredonia-Monte Sant'Angelo-Mattinata-Zapponeta, invitato dall'Associazione Lavoro e Welfare ad illustrare il Piano di Riordino e a fornire il quadro delle attuali condizioni della sanità pubblica e dei servizi assicurati presso la struttura ospedaliera cittadina e presso quelle sanitarie territoriali.

Nel dibattito seguito all'illustrazione del dott. Renzulli, sono intervenuti il prof. Michele Spinelli, il sociologo Silvio Cavicchia, il funzionario ASL Pietro Frattaruolo, l'Avv. Mariella Piemontese, la dott.ssa Michelina Bisceglia e i rappresentanti delle altre associazioni presenti all'incontro.

Il Piano di Riordino e le decisioni adottate più recentemente dalla Giunta Regionale, com'è stato rilevato dai partecipanti all'incontro,  prefigurano l'avvio del decentramento territoriale come finalità dell'intervento ospedaliero. In tal senso la chiusura dell'Ospedale di Monte Sant'Angelo è da considerare negativa in quanto poteva essere evitata se affrontata dal territorio con una visione più realistica e di integrazione socio-sanitaria. Oggi la paventata riduzione dei posti letto dell'Ospedale di Manfredonia da 189 a 159 e le criticità organiche presenti nei reparti Ortopedia, Ginecologia-Ostetricia, Chirurgia e Cardiologia-UTIC,  indicano la necessità di  rivedere le priorità su cui agire facendo sì che le strutture e i servizi attivati funzionino  davvero.  Se manca il primario, un reparto è destinato a perdere efficienza. Bisogna evitare che le risorse econoniche della sanità pubblica siano spesso utilizzate in modo sbagliato nel rafforzare o determinare privilegi anziché implementare le necessarie competenze e sostenere i più deboli nell'accesso alle cure.

Nel suo intervento conclusivo, Salvatore Castrignano, Coordinatore provinciale dell'Associazione Lavoro e Welfare ha sostenuto che “sulla sanità pubblica le classi politiche e dirigenti del territorio sono chiamate ad un impegno straordinario per affrontare i problemi esistenti in un modo diverso rispetto al passato.  Troppe volte le politiche della salute hanno rappresentato il presupposto per rafforzare sistemi distorti di consenso elettorale e lobby affaristiche. Bisogna saper governare con equità un processo complesso come quello che sta investendo da alcuni anni la sanità pubblica nella nostra Regione, senza mortificare e penalizzare ulteriormente i cittadini  e le aree più deboli. Inoltre è indispensabile ripristinare correttamente criteri di giustizia sociale nel pagamento dei ticket che oggi vengono sostenuti quasi esclusivanente da chi ha redditi bassi ma interamente dichiarati.  Non è accettabile, fra l'altro, che a fronte di gravi carenze di personale medico non si effettuino i necessari concorsi per assumere nuovo personale, caricando di straordinari alcuni e accentuando incomprensibili privilegi e negative ripercussioni sulla gestione e sulla qualità del servizio .  Infine occorre una azione etica che renda pienamente funzionali agli interessi collettivi l'attività delle libere professioni mediche, risolvendo dignitosamente i problemi delle liste di attesa che altrimenti finiscono per  alimentare lo sfascio della sanità pubblica e le  disparità sociali. La situazione che sta coinvolgendo negativamente la struttura ospedaliera di Manfredonia va quindi affrontata in un quadro di coerenza e di consapevolezza da parte di chi riveste funzioni e responsabilità di governo, nonché ruoli di direzione nella ASL. L'obiettivo della deospedalizzazione di gran parte degli interventi a tutela della salute potrà realizzarsi se il passaggio avverrà con il necessario bagaglio di competenze e conservando una base solida di strutture funzionali, non certamente con la chiusura delle stesse e quindi con un salto nel vuoto”. 

Infine Castrignano ha annunciato la proposta dell'Associazione Lavoro e Welfare di  “organizzare subito dopo il periodo estivo, unitamente alle altre Associazioni, al volontariato, al terzo settore ed a quanti operano nella sanità pubblica, iniziative di informazione e di coinvolgimento dei cittadini sulla funzionalità della struttura ospedaliera e sulle politiche pubbliche a  tutela della salute,  anche attraverso specifici presìdi da tenersi a Manfredonia e nei Comuni dell'Ambito, per sollecitare coerenza e responsabilità sociale nelle determinazioni assunte sulla sanità pubblica dai decisori  politici ed istituzionali”.