Potevamo stupirvi con effetti speciali

Deliceto - …Ma non ne abbiamo. Anzi, non ce ne sono. A Gennaio, mese di transizione tra vecchio e nuovo, è sempre tempo di riflessioni. Il 2010, concludendo il primo decennio del terzo millennio, ancor più ci spinge a fare bilanci e previsioni. (A riflettere. Nel terzo millennio ci...

in Attualita by Pasquale Capano - pubblicato il 2010-01-27 13:12
Potevamo stupirvi ma non ci siamo riusciti

…Ma non ne abbiamo. Anzi, non ce ne sono. A Gennaio, mese di transizione tra vecchio e nuovo, è sempre tempo di riflessioni. Il 2010, concludendo il primo decennio del terzo millennio, ancor più ci spinge a fare bilanci e previsioni. (A riflettere. Nel terzo millennio ci sarà ancora posto per i piccoli comuni montani o, dopo lenta ed inesorabile agonia, scompariranno, cancellati dal tempo e da una ottusa modernità?).

Il primo numero del 2010 di ELCE avremmo voluto corredarlo di uno scoop, di una notizia altisonante, o, almeno, di un titolo roboante. Ma non ce l’abbiamo fatta. Quando le notizione non ci sono, non ci sono. E non bisogna inventarsele.

Da questo singolare osservatorio - quale speriamo che sia – il nostro ELCE, appunto, teniamo d’occhio questo pezzo di Subappennino Dauno Meridionale ed abbiamo, così, guardato l’intera collezione delle uscite del 2009 e siamo arrivati alla conclusione che già il passato è stato avaro di eventi degni e, purtroppo, neppure per questo numero di apertura del 2010 abbiamo notizie sensazionali.

Avremmo voluto aprire con un titolo del genere: “Accadia: finalmente rivive il Rione Fossi, vestigia della nostra civiltà”, ma non è stato possibile. Non solo il Rione Fossi è ancora inanimato, ma probabilmente non si riprenderà mai, giacché, a quanto consta da alcune indiscrezioni pervenuteci, tutte da verificare, esso non potrà mai prendere a popolarsi, perché manchevole di servizi e strutture essenziali quali, ad esempio, il sistema fognario.

Avremmo voluto aprire magari con un titolo del genere: “Finalmente riaperto, in una atmosfera da sogno, il poderoso Castello Normanno Svevo - Intervengono le massime autorità politiche e del mondo della cultura - Il maniero sarà centro di servizi legati alla promozione culturale e territoriale”. Avremmo voluto, ma non è stato possibile. In questo caso ancora non sappiamo bene se il Castello sia stato riaperto o no. Ci assicurano di no, ma ormai sta ospitando da quattro mesi varie manifestazioni della Pro-loco. Restando chiuso, beninteso, tra una e l’altra. L’ultima è stata il presepe vivente, nonostante l’impegno profuso, stanca ripetizione di presepi già visti; presepe che solo parzialmente è stato vivificato dall’eccellente location ma che, al contrario, non ha fatto onore al luogo che l’ospitava o, comunque non era all’altezza di un monumento nazionale. Non lo dimentichiamo, il Castello Normanno Svevo, dal 1902, è stato dichiarato “Monumento Nazionale”. In un monumento nazionale, faticosamente restaurato, si fanno solo cose eccellenti!

Avremmo voluto, ancora, scrivere del finalmente pacificato clima scolastico di Bovino, con una soluzione condivisa tra genitori ed istituzioni. Una comunità cresce nella concordia. O, sempre restando a Bovino, avremmo voluto riferirvi dell’apertura della piscina comunale, tanto desiderata, non solo dai bambini. Avremmo voluto parlare del grande impatto di pubblico e di media prodotto dalle manifestazioni danzerine di S. Agata, richiamo per pubblico anche lontano e finestra sulle nostre zone. Avremmo voluto parlare di grandi progetti, portati avanti dai nostri piccoli comuni, organizzati in consorzi, per unire forze e risorse, per fare sistema e sopravvivere ma, a quanto pare, si procede in ordine sparso, inseguendo un individualismo che non premia, già rivelatosi perdente. Avremmo voluto… ma non è stato possibile.

Insomma, guardando a ciò che è successo ed, ancor più, a ciò che NON è successo, ci rendiamo conto di come le notizie cattive del nostro territorio spesso abbiano sopraffatto per gravità quelle buone, mentre queste ultime, nella migliore delle ipotesi, siano state poche e deboli, quando non proprio assenti, magari proprio quando ce le saremmo aspettate. Ciò che crediamo, però - e per questo scriviamo, ci indigniamo, denunciamo – è che questa nostra terra, cresciuta sul lavoro e sul sacrificio e, nonostante i molti scempi, viva nel suo territorio, forte nella sua storia, affascinante nella sua natura, abbia i forzieri pieni di tesori da mostrare. Forzieri pieni, ma chiusi! Più di qualche altra terra, meno ricca ma più capace di vendere, di offrirsi. Ci auguriamo solo che la nostra gente ne abbia piene le tasche di approssimazione, promesse non mantenute e ferite inferte nell’indifferenza. Come ha scritto qualcuno: “Ognuno paghi in soprusi le proprie mancate rivolte”.

Buon 2010, allora, Subappennino, svegliati dal torpore, mostrati senza vergogna, recupera dignità, difenditi e lotta contro chi ti vuole male, contro gli avvoltoi del territorio, pronti a rubare sogni, risorse e finanche il vento; contro chi, da te, prende senza dare nulla in cambio. A voi, cari lettori, buon 2010 di coraggio, prosperità, sollecitudine ed amore per la nostra terra.A noi di ELCE, buon 2010, perché ci dia motivo di non dover scriver più una prima pagina di inizio anno come questa.