Sanità Pugliese - ApricenaRacconta incontra Dino Marino
in Attualita by Apricenaracconta.it - pubblicato il 2008-12-04 18:34
Il direttore responsabile Alessandro NARDELLI ha posto alcune domande al consigliere regionale MARINO sulla situazione della SANITA' pugliese, chiedendo delucidazioni sull' innovativo PIANO della SALUTE e sulla privatizzazione della SANITA' PUBBLICA.
1) Lei in qualità' di presidente della COMMISSIONE SANITA', ci può spiegare quali sono i problemi della SANITA' pugliese e, in particolare, di quella locale?
I problemi relativi alla SANITA' pugliese sono quelli che si possono riscontrare anche a livello nazionale. Il fondo sanitario nazionale nella ripartizione delle risorse penalizza pesantemente la regione PUGLIA, perché queste sono destinate in funzione dell'età media degli abitanti. Alcune regioni del nord Italia, avendo in percentuale una popolazione più anziana, ottengono dal fondo maggiori risorse rispetto alla PUGLIA: sono un esempio la TOSCANA, l' EMILIA ROMAGNA e il VENETO. Tale differenza determina nelle regioni livelli di efficienza diversi nella qualità del servizio sanitario offerto.
In PUGLIA abbiamo ereditato una situazione di bilancio negativa, in base alla quale i pazienti, pur pagando i ticket, si sono trovati a non poter usufruire di un valido apparato tecnologico. Noi abbiamo eliminato il pagamento del ticket per alcune fasce di reddito e abbiamo sbloccato le assunzioni nel settore sanitario, garantendo per i nuovi assunti un periodo di stabilità almeno fino al 2010.
Le leggi n. 25 e 26, varate dalla nostra amministrazione, ci hanno permesso di mettere mano al cosiddetto PIANO della SALUTE.
Dal punto di vista tecnologico, sono state intraprese diverse iniziative: BARI e SAN GIOVANNI ROTONDO possono già usufruire del servizio di PET TAC, che presto sarà disponibile anche nel nosocomio foggiano. Qui, invece, abbiamo un macchinario per la RADIOTERAPIA, che è stato possibile acquistare grazie alla magnanimità della Città di Foggia.
Nonostante gli interventi fatti, sono ancora molti i problemi da risolvere: tanto per fare un esempio, a SAN SEVERO su 10.000 ricoveri, ben 4.000 sono destinati al trasferimento presso strutture più attrezzate. Questo ci porta a riflettere sul fatto che bisogna investire meglio per elevare la qualità del servizio sanitario, anche se dobbiamo rilevare che al 2007
il tasso di mobilità passiva (prestazione che il paziente effettua in altre regioni) si è abbassato del 3%.
2) Ci può descrivere in che cosa consiste il PIANO REGIONALE della SALUTE?
Il PIANO REGIONALE della SALUTE è un cambio di passo e di filosofia che abbiamo voluto apportare all' interno della politica della salute. La programmazione in PUGLIA era dettata dai piani sanitari che erano formulati in maniera tale da fornire semplici istanze di salute. Noi abbiamo capovolto questa filosofia, puntando allo sviluppo di piani che si pongono obiettivi di salute ma anche obiettivi di educazione alla salute: basti pensare alle attività di screening e prevenzione tra bambini, adulti e anziani. Bisogna intervenire tempestivamente sulla salute delle persone, sensibilizzandole anche attraverso campagne pubblicitarie.
Tra i punti di debolezza della nostra SANITA', c'è il problema degli aborti come controllo delle nascite. Infatti, noi abbiamo registrato una carenza numerica e tipologica nella rete di consultori effettivamente in grado di supportare ed accompagnare quelle donne in difficoltà familiare o economica che volessero proseguire la gravidanza. Si è voluto intervenire creando una rete materno infantile col fine di aiutare le donne nella fase pre e post-partum.
Per ciò che attiene invece al problema degli anziani, si sta cercando di spostare risorse dalle strutture ospedaliere al territorio, privilegiando al ricovero tradizionale (con un costo pari a 800 € al giorno) l' assistenza domiciliare completa garantendo in questo modo l' assistenza medica e infermieristica indispensabile per non sradicare il paziente anziano dalle proprie abitudini e dalla propria abitazione.
Tra le varie iniziative, in alcuni centri maggiori stiamo sperimentando l'idea di CASA della SALUTE , nella quale rientrano i poliambulatori, dove medici di famiglia associati
garantiscono un servizio continuativo per 12 ore, i consultori di cui abbiamo già accennato, e i circoli culturali per anziani, nei quali anche giornalmente alcuni medici si rendono disponibili per visite e controlli di base
3) In quali tempi pensa possa realizzarsi il PIANO REGIONALE delle SALUTE e con quali avvertenze?
Il PIANO è triennale, ma è chiaro che molto dipende dalle risorse disponibili. Il FEDERALISMO FISCALE porta con sé tagli importanti che finiranno per penalizzare maggiormente la nostra SANITA'. Noi siamo la regione che nel Mezzogiorno d' Italia spende meno e dà maggiori prestazioni. E' ovvio che non bisogna comprimere le spese
essenziali: la SANITA' è come una grande azienda bisognosa di investimenti seri che le consenta di realizzare un prodotto diverso e maggiormente competitivo. Il livello della nostra SANITA' deve essere incrementato con investimenti di natura specificamente tecnologica, per impedire ai pazienti pugliesi di andare altrove e ridare loro dignità'. Dobbiamo quindi evitare che la SANITA' pugliese paghi un conto superiore rispetto altre regioni.
C'è poi da evidenziare uno scarto tra programmazione e gestione: io ho pesantemente criticato l' operato del commissario uscente perché è riuscito a raddoppiare i debiti della SANITA' nonostante l' accorpamento delle ASL. La gestione della SANITA' dipende da una classe media di funzionari che rifiuta la nostra mission di cambiamento e riprogrammazione.
Abbiamo una SANITA' a due velocità: una, agile e dinamica che vuole mettere al centro il cittadino e i suoi bisogni e l' altra, fortemente burocratizzata nella quale ci imbattiamo tutti i giorni e che va contro il cittadino. Ecco l'esigenza di un PIANO, un PATTO sulla SALUTE, anche perché il sindacato dei medici deve favorire questa tendenza al cambiamento e non fossilizzarsi su interessi di parte e di lobby. Un certo sindacato, in questi anni, ha appoggiato l'operato di alcuni dirigenti ASL che guardavano solo alle loro carriere e non ai problemi dei cittadini.
Dobbiamo attivarci attraverso associazioni e movimenti, perché non sia solo la politica a sorvegliare dall' alto ma anche la cittadinanza, affinché risulti più attenta ai suoi diritti e consapevole di poterli esigere qualora vengano calpestati.
4) Cosa ne pensa della SANITA' privata?
Questo discorso va ricondotto al problema dei tagli che il governo effettua anche sulla SANITA', che è uno dei pilastri dello stato sociale. In Italia si parla spesso di cattiva SANITA', anche se dati ufficiali la classificano al 2° posto nel mondo per qualità. Un ruolo importante può essere svolto dai privati in questa particolare contingenza, proprio come accade in LOMBARDIA, a patto che a parità di condizioni il privato accreditato offra le stesse prestazioni del pubblico. L'equilibrio tra pubblico e privato può fungere da stimolo ad una SANITA' più efficiente.
Ha collaborato alla stesura dell'intervista MARIA PIA ZURLO



