Sisma 2002, l'anniversario di Celenza e Carlantino

Carlantino - Interpellanza per chiedere al Governo di sbloccare i 60 milioni promessi a Puglia e Molise. Ricostruzione incompleta, con l’inverno il rischio di nuovi crolli. “Sono passati otto anni ma le case sin qui ricostruite sono poche sia per la mancanza di fondi sia per l’assenza di...

in Attualita by Comune di Carlantino - pubblicato il 2010-10-25 13:21
Terremoto 2002 - Carlantino

Interpellanza per chiedere al Governo di sbloccare i 60 milioni promessi a Puglia e Molise. Ricostruzione incompleta, con l’inverno il rischio di nuovi crolli.

“Sono passati otto anni ma le case sin qui ricostruite sono poche sia per la mancanza di fondi sia per l’assenza di una vera programmazione pluriennale”. In un comunicato congiunto, a pochi giorni dall’anniversario del terremoto che scosse Puglia e Molise nel 2002, i sindaci di Carlantino e di Celenza Valfortore tornano sulle ferite morali e materiali lasciate dal sisma. I due paesi dei Monti Dauni furono tra i più colpiti quel 31 ottobre di otto anni fa. Per entrambi i comuni, la situazione è ancora critica.

Al Senato è stata presentata un’interpellanza urgente per chiedere al Governo di sbloccare i 60 milioni di euro stanziati un anno fa dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica per la prosecuzione della ricostruzione nel Molise e nella Provincia di Foggia.

Terremoto 2002 - Carlantino

Carlantino, circa un anno fa, ha ricevuto circa 650mila euro, fondi grazie ai quali sono stati completati solo i lavori sui fabbricati di “classe A” (la prima abitazione con ordinanza di sgombero totale). Restano ancora senza interventi 8 abitazioni di “classe B” (la prima abitazione con ordinanza di sgombero parziale) e 18 di “classe C” (la prima abitazione senza ordinanza di sgombero). Inoltre, restano in attesa di interventi decine di fabbricati rurali.

A Celenza Valfortore la situazione non è certo migliore. Anche in questo comune i soldi arrivati sono quelli del 2009 con i quali si è provveduto a sistemare le abitazioni di fascia A e alcune di fascia B: restano senza copertura economica 11 edifici di classe B, 12 fabbricati di “classe C” ma soprattutto 38 di classe D (fabbricati con ordinanza di sgombero con persone non residenti). I fabbricati rurali in attesa di interventi sono ancora 33. “Oltre alla lentezza della ricostruzione siamo molto preoccupati per i danni complessivi al patrimonio edilizio – ha dichiarato il sindaco di Celenza, Francesco Santoro -  I tetti delle case danneggiate dal terremoto stanno crollando, creando problemi anche alle abitazioni confinanti che subiscono infiltrazioni d’acqua e non solo”. Sia per Carlantino che per Celenza si sta prospettando un altro problema, il periodo dello stato di emergenza che scade a fine anno. I due sindaci chiederanno ufficialmente la proroga dello stato di emergenza con una delibera di consiglio comunale e di giunta.

“Non ottenere la proroga significherebbe non avere più strutture e mezzi per affrontare la ricostruzione – hanno dichiarato Santoro e D’Amelio – In questa situazione ancora deficitaria diverrebbe ancora più difficile completare la ricostruzione”.  Ricostruzione messa già a dura prova dalla bocciatura dello scorso anno dell’emendamento alla Finanziaria 2010 che prevedeva, per i comuni foggiani e molisani colpiti dal sisma del 2002, risorse fino a 100 milioni di euro l’anno nel triennio 2010-2012. Il provvedimento, respinto dal Senato, era stato presentato dal senatore molisano dell’Idv Giuseppe Astore, proprio per garantire la prosecuzione e il completamento degli interventi. Altro problema per i comuni terremotati è quello del bilancio comunale che, a causa dei mancati introiti delle tasse comunali, si è ulteriormente aggravato. I proprietari delle case soggette a ordinanza di sgombero, infatti, hanno beneficiato dell’esenzione parziale dell’I.C.I. e della Tarsu e i comuni non hanno diritto al relativo rimborso. “Per l’ennesima volta  chiediamo un piano strategico pluriennale o una legge ordinaria dello Stato per avviare una ricostruzione non solo materiale delle case ma soprattutto per garantire una ripresa economica e sociale – hanno concluso i due sindaci – Non si può più andare avanti con piani provvisori e annuali che non ci permettono di dare una svolta definitiva alla ricostruzione”. L’inverno è ormai alle porte ed è una priorità, per Santoro e D’Amelio, monitorare nuovamente la sicurezza degli edifici inagibili. Le prossime precipitazioni piovose e nevose potrebbero aggravare lo stato delle abitazioni mettendo a serio rischio anche l’incolumità delle persone che abitano nelle case adiacenti a quelle inagibili.

In questo scenario a tinte fosche, non mancano però alcune buone notizie. A Celenza, dopo la riapertura negli anni scorsi di alcuni edifici sacri, compresa la chiesa madre “Santacroce”, finalmente è stato riconsegnato alla cittadinanza anche il complesso monumentale di San Nicolò. A Carlantino, invece, pochi mesi fa è stato messo in sicurezza il tetto dell’abitazione di via Matteotti crollato circa un anno fa. Con la messa in sicurezza dell’abitazione, la strada antistante è stata liberata dai puntelli che la sostenevano.