Un Eremo in pieno centro di Monte Sant'Angelo

Monte Sant'Angelo - Leggendo il libro di Giovanni Tancredi, nella sezione dedicata alle vie e rioni, notiamo una notizia che ci lascia molto perplessi. Nel rione cappella, c’è una piazza chiamata S. Aniello, motivo di questo nome è che in questo posto, secondo il testo, è vissuto per...

in Attualita by Donato La Torre (il Monte News) - pubblicato il 2010-05-03 17:57
Eremo S. Aniello

Leggendo il libro di Giovanni Tancredi, nella sezione dedicata alle vie e rioni, notiamo una notizia che ci lascia molto perplessi.

Nel rione cappella, c’è una piazza chiamata S. Aniello, motivo di questo nome è che in questo posto, secondo il testo, è vissuto per alcuni anni S. Agnello, ci siamo recati sul posto ed abbiamo trovato una grotta murata, con la facciata anteriore costruita di pietra a mo di muro secco, ci chiediamo, non sarebbe il caso di andare infondo alla vicenda? Se G. Tancredi si è preoccupato di scriverlo, se è stata intitolata la piazza, forse qualcosa di vero c’è… i tanti storici di Monte S. Angelo, cosa ci dicono?
Sarebbe davvero bello se tutto ciò potesse essere provato, un altro santo che ha percorso ed addirittura dimorato sul nostro territorio.

In una ricerca molto semplice su Wikipedia emerge che il santo ha trascorso diversi anni a Monte S. Angelo.

Eremo S. Aniello

Chiediamo all’Assessore alla Cultura ed al Sindaco di indagare sulla questione, far rimuovere il cemento con cui è stata chiusa l’entrata, ispezionare, l’interno e far segnare sui percorsi turistici e religiosi questo luogo qualora le ricerche diano esito positivo.

Wikipedia ci dice:

Agnello di Napoli - La vita
Le prime notizie di un certo rilievo relative ad Agnello ci pervengono nel X secolo grazie a Pietro suddiacono ed al suo Libellus miraculorum, opera ampiamente agiografica.

Sarebbe nato nel 535 da una famiglia ricca napoletana (la madre si chiamava Giovanna ed il padre Federico) di origini siracusane, forse imparentata con quella di Santa Lucia.

Condusse gli anni della giovinezza in eremitaggio in una grotta presso una cappella dedicata alla Madonna e poi nell'antica chiesa di Santa Maria Intercede, poi divenuta Sant'Agnello Maggiore.
Dopo la conquista di Cartagine da parte dei Vandali del 439, il vescovo di Abitine, Settimio Celio Gaudioso, (che in seguito sarà venerato come santo), giunse a Napoli per fondare un monastero basiliano che prese il suo nome e di cui divenne ben presto abate Agnello.

Alla morte dei genitori, di cui ereditò i cospicui beni, Agnello si dedicò alle opere di carità, usando il denaro ereditato per la fondazione di un ospedale per i poveri sofferenti.

Agnello iniziò ad acquistare sempre maggior popolarità tra i suoi concittadini, tanto che durante il duro scontro tra i Bizantini e gli Ostrogoti dell'anno 533, i napoletani si risvolsero a lui per chiedere che la città fosse risparmiata; il re ostrogoto Teia morì in battaglia e Napoli fu risparmiata dalle devastazioni.
Si allontanò dalla città per sfuggire a quella grande popolarità, recandosi dapprima a Monte Sant'Angelo e poi a Guarcino (un paese della Ciociaria in provincia di Frosinone) dove restò per sette anni e dove oggi vi è un santuario a lui dedicato.

Tornato a Napoli divenne benedettino e poi sacerdote presso il monastero di San Gaudioso, di cui divenne ben presto abate e dove morì, il 14 dicembre 596, all'età di 61 anni, essendo Papa Gregorio Magno, Imperatore Maurizio e Vescovo di Napoli Fortunato.