Un progetto regionale per credito e internazionalizzazione

Foggia - “Nuove misure di sostegno al credito e iniziative d’inserimento nei piani di internazionalizzazione dei prodotti agroalimentari: le piccole e medie realtà dell’industria privata, in provincia di Foggia, stanno promuovendo un progetto regionale e comunitario cui bisogna...

in Attualita by Michele Salatto - pubblicato il 2010-03-15 14:37
Michele Salatto

“Nuove misure di sostegno al credito e iniziative d’inserimento nei piani di internazionalizzazione dei prodotti agroalimentari: le piccole e medie realtà dell’industria privata, in provincia di Foggia, stanno promuovendo un progetto regionale e comunitario cui bisogna riservare la massima attenzione. Io sono al loro fianco, mi faccio promotore della loro iniziativa perché risponde alle esigenze prioritarie di migliaia di realtà produttive che costituiscono la colonna portate della nostra economia”.

Michele Salatto stamattina ha incontrato Michele Schiavone, presidente di Confapi Foggia, e una rappresentanza dell’UnionAlimentari-Confapi di Capitanata. “L’industria agroalimentare, in provincia di Foggia, può contare su esperienze d’eccellenza nel capoluogo, a Cerignola, Lucera, San Severo e in molte altre realtà di ogni territorio.

Abbiamo un patrimonio di qualità rappresentato da più di 60mila aziende. Gli ultimi dati Istat confermano che proprio nel Mezzogiorno, e la Capitanata non fa eccezione, uno degli ostacoli maggiori allo sviluppo delle nostre piccole realtà industriali è costituito dalla difficoltà di accedere al credito. Dobbiamo coinvolgere i maggiori istituti bancari operanti in Puglia in un programma che sostenga i nostri imprenditori, finanzi i migliori progetti tra quelli indirizzati verso la creazione di valore aggiunto, il potenziamento dei canali internazionali per l’export, e l’aiuto alle idee che innovano il sistema delle Pmi.

Oggi la Confapi mette insieme oltre 120mila aziende che danno lavoro a più di 2milioni di persone. La piccola e media impresa deve essere rimessa in moto, perché finora ha rappresentato la marcia in più del made in Italy e si è caratterizzata come il principale strumento per l’ingresso nel mondo del lavoro di migliaia di giovani che hanno potuto spendere efficacemente energie e talento in modo più creativo e dinamico di quanto sia permesso loro in altre realtà produttive”.