Una battaglia di civiltà salva l'Istituto Compresivo 'V.Amicarelli'
in Attualita by Rifondazione Comunista - pubblicato il 2008-12-24 11:59
La Regione Puglia con il presidente Nichi Vendola, si schiera con i cittadini di Monte Sant'Angelo e boccia la chiusura della scuola "V. Amicarelli", voluta dal sindaco Ciliberti.
C'è voluto un forte intervento del Governatore per richiamare alla democrazia civica l'intero consiglio comunale che delibera contro i bisogni della città.
E' stato un voler rompere la ragnatela delle politiche locali, fatta di interessi particolari e personali, che stritolano il senso civico ed etico nella nostra Puglia.
Il presidente Nichi Vendola, difendendo i cittadini di Monte Sant'Angelo, ha tenuto a ribadire che "ogni governo democratico avrebbe il dovere di ascoltare le ragioni di una protesta di popolo. Chi governa dovrebbe sapere che in certe circostanze, in piccoli centri urbani montani, avere una scuola aperta e funzionante significa avere in baluardo di legalità e civiltà".
L'atto amministrativo di Vendola richiama la deroga sulla razionalizzazione della rete scolastica, prevista dal D.P.R. 233/1998, che consente di conferire l'autonomia alle scuole con una popolazione compresa tra le 300 e le 500 unità, ubicate in zone montane.
Una normativa che considera le grandi difficoltà ambientali di realtà come Monte Sant'Angelo, un comune montano con istituti comprensivi (elementari e medie), aventi una popolazione scolastica al di sopra dei 370 iscritti.
Ragioni che l'Amministrazione Ciliberti ha ignorato sia nel pensare di poter sopprimere l'istituto comprensivo "V.Amicarelli", sia nel manifestare la sua incapacità a comprendere e conciliare gli interessi di vita della comunita' montanara.
Ha pensato di governare contro la città, per tutelare "il particolare".
Ha avuto torto!
Grazie alla lotta del Comitato per la Salvaguardia delle Scuole di Monte Sant'Angelo, dei docenti, degli alunni e dei cittadini, si è riusciti a bloccare l'assurda proposta di razionalizzazione della rete scolastica locale.
Per ora, è stata cinta una battaglia giusta!



