Viva la vita

Deliceto - Capita, a volte, di soffermarsi a leggere un trafiletto su un giornale, poche righe, più che altro una breve nota informativa, ma significativa, ricca di spunti e riflessioni. Sarà che sono in un momento particolare della mia vita ma, per l'appunto, quando si parla di vita la...

in Attualita by Antonella Nigro - pubblicato il 2009-07-10 10:27
Deliceto

Capita, a volte, di soffermarsi a leggere un trafiletto su un giornale, poche righe, più che altro una breve nota informativa, ma significativa, ricca di spunti e riflessioni. Sarà che sono in un momento particolare della mia vita ma, per l'appunto, quando si parla di vita la mia attenzione sale. Così mi è capitato di leggere, quasi per caso, un articolo sulla pena di morte, anzi sull'abolizione di tale pratica in alcuni Stati degli U.S.A. L'articolo era pubblicato su un giornalino di un’associazione solidale di cui mi sfugge il nome, ma ho ritrovato la notizia anche sui siti internet di alcuni quotidiani autorevoli come Il Corriere della Sera.

Non starò qui a discutere circa l'atrocità di tale procedimento, né voglio usare questo spazio per intavolare un dibattito su quanto sia ingiusto da parte dell’uomo decidere della vita altrui, non è mia intenzione esporre il mio personale punto di vista perché quello che ho letto, e che mi preme farvi conoscere, a mio avviso, ha del paradossale, dell'incredibile e dell'abominevole e sottolinea la mancata attenzione, cura e amore dell'uomo per la vita (ma questa è un’opinione mia, del tutto personale).

Dicevo, appunto, come in alcuni degli stati degli Stati Uniti d'America si sia deciso o si stia valutando l'idea di abolire tale procedimento, iniziativa questa dettata non già da principi etici, morali o religiosi ma da valutazioni sui bilanci economici: la pena di morte costa e fin troppo e pesa sull’economia dello Stato. Ebbene sì, mantenere un detenuto nel braccio della morte costa troppo perché richiede personale, attrezzature e sistemi di vigilanza onerosi. Secondo uno studio attuato dall’Urban Institute, condannare un assassino alla detenzione costa in media 1 milione 100 mila dollari, mentre condannare a morte lo stesso assassino richiederebbe una spesa di ben 3 milioni di dollari.

Non voglio aggiungere altro, credo che le riflessioni sgorghino da sole, su una sola cosa volevo invitarvi a ragionare e vi suoni come una provocazione: resta ancora vero che siamo una specie evoluta?

Antonella Nigro