Omicidio Monte Sant'Angelo: Michele Alfieri di 35 anni. La guerra tra faide continua
in Cronaca by - pubblicato il 2010-01-14 8:00
L'omicidio di Michele Alfieri avvenuto ieri sera in centro a Monte Sant'Angelo è un altro delitto da aggiungere, secondo gli investigatori, alla lista di oltre 35 omicidi in 30 anni della sanguinosa faida del Gargano; tra i quali diversi casi di lupara bianca e numerosi tentativi di omicidio.
Secondo la ricostruzione degli investigatori l'uomo intorno alle 19.45 del 13 gennaio, mentre si trovava all'esterno di un bar, in centro del paese, è stato avvicinato dal killer che ha esploso cinque colpi di pistola calibro 9 in pieno volto e si è allontanato a piedi, senza fretta e noncurante delle persone che avevno assistito al fatto. I numerosi testimoni che a quell'ora affollavano il luogo hanno confessato ai carabinieri di non aver sentito nulla.
Sul luogo del dellito si sono recati immediatamente i militari del reparto operativo dei carabinieri di Foggia: “Quasi certamente, e senza volere escludere altre piste - afferma il comandante del reparto operativo, magg.Rocco Italiano - riteniamo che il delitto sia la risposta all’omicidio di Ciccillo Libergolis”, il capo storico dell’omonima famiglia criminale che si contrappone ai clan Alfieri-Primosa.

Nel 1992 Alfieri uccise Matteo Libergolis, uno dei figli del capoclan della famiglia reale, Ciccillo Libergolis, assassinato la sera del 26 ottobre 2009 presso un deposito da lui custodito in località Stamburlando. In quel periodo Michele Alfieri era minorenne e dopo l'arresto confessò il delitto e fu condannato, raccontò agli inquirenti che lo freddò per vendicare l'omicidio di suo padre.



