FestambienteSud: Resoconto prima giornata
in Eventi by Ufficio Stampa FestambienteSud - pubblicato il 2009-07-23 14:01
L’importanza della cultura, il problema legato al futuro dei giovani del sud, la valorizzazione delle ricchezze offerte dal nostro territorio. Questi i principali temi emersi durante la presentazione della 5^ edizione di FestambienteSud, che rappresentano gli obiettivi a cui Legambiente vuole puntare con il suo festival. Dopo la presentazione, si entra subito nel merito della questione con il dibattito “Impresa e innovazione per la rinascita del sud”,a cui hanno partecipato Michele Buonomo, Mimmo Fontana, Marco De Biasi, Presidenti regionali di Legambiente, Cristiana Coppola, Presidente del Comitato Mezzogiorno di Confindustria, Alessandro Laterza, Presidente della commissione cultura di Confindustria, Giuliano Volpe, Rettore dell’Università di Foggia, Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale di Legambiente.
Legambiente e Confindustria si mettono in gioco con un confronto su una delle tematiche più scottanti che riguardano il sud Italia. “Le piccole imprese del sud sono state colpite in maniera preoccupante dalla crisi, in misura ancora maggiore rispetto alle altre imprese italiane”. – afferma Cristiana Coppola, presidente del Comitato Mezzogiorno di Confindustria - “La soluzione più adeguata si traduce in incentivi provenienti da un lavoro rivolto ai Fondi Strutturali Europei per far ritornare al sud le forze necessarie per ripartire, al ruolo dell’amministrazione ed alla legalità, che spesso si trasformano in ostacoli per le attività imprenditoriali, ed al federalismo fiscale, che potrebbe creare dei meccanismi di responsabilizzazione, divenendo un’importante opportunità di sviluppo”.
Secondo Michele Buonomo, presidente regionale di Legambiente, “Il sud ha soprattutto bisogno di eventi per mettere in luce le sue potenzialità di sviluppo, e particolarmente di un cambiamento diffuso tra le imprese locali, in modo da creare opportunità di lavoro durature”.

Alle 21,00, l’esibizione di Natalia Bonanese con la sua “Ziganamamadanza”: la ballerina di danze orientali ha ammaliato il pubblico con una serie di movimenti sensuali di ventre, braccia e spalle scanditi dal ritmo delle percussioni. Un viaggio nell’Europa dell’Est attraverso la danza: “Per dare vita a questo progetto è stato importantissimo viaggiare e apprendere i costumi di questi popoli direttamente dalla fonte.” – spiega Natalia – “E poi personalmente trovo molto affascinante visitare questi posti che non sono stati ancora influenzati dalla cultura occidentale”.
Alle 22,00, le ammalianti sonorità del TRIALOGO FESTIVAL hanno invaso piazza de Galganis. Lo spettacolo, incentrato sul dialogo tra la cultura dei popoli dell’Oriente e quelli dell’Occidente, unisce tradizione ed innovazione, grazie al lavoro di un determinato e pieno coinvolgimento emotivo. “Il nostro obiettivo è proprio quello di costruire un ponte fra i poli opposti dell’era globale, dove le parole chiave sono tre: creatività, diversità ed eccellenza” - afferma Yuval Avital, direttore artistico del progetto. Gli artisti non provengono solo da posizioni geografiche diverse, ma anche da realtà culturali e religiose eterogenee tra loro (dagli sciamani ai cristiani, dai musulmani agli ebrei).
“È un progetto ambizioso che ho accettato da subito.” – ci dice Omar Bandinu, fondatore dei Tenores di Bitti e testimone del canto sardo riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, uno dei sei protagonisti dell’opera – “Il fatto di fondere insieme musiche di culture diverse è una sfida, dove ognuno si fa ambasciatore della propria cultura radicata nella sua terra”.



