La nuova pavimentazione... pericolo di caduta!

Monte Sant'Angelo - Continuano anche in questo periodo natalizio i lavori di pavimentazione del corso principale della città di Monte Sant'Angelo. E' in fase di ultimazione il tratto che collega  Corso Vitttorio Emanuele alla chiesa di San Giuseppe. Purtroppo, dobbiamo altresì...

in Eventi by Staff Montegargano.it - pubblicato il 2008-12-28 18:02
Marciapiede

Continuano anche in questo periodo natalizio i lavori di pavimentazione del corso principale della città di Monte Sant'Angelo. E' in fase di ultimazione il tratto che collega  Corso Vitttorio Emanuele alla chiesa di San Giuseppe.

Purtroppo, dobbiamo altresì constatare come ad oggi i lavori, sin qui condotti, siano stati causa di numerose e rovinose cadute, alcune delle quali da imputare alla mancanza di sicurezza del cantiere e altre, nei tratti dove la pavimentazione è terminata, ad una cattiva percezione del gradino.

Se nel primo caso riteniamo che si debba, nel proseguo dei lavori, adottare tutte quelle norme di sicurezza del cantiere che sono previste nel piano operativo di sicurezza allegato al progetto principale, nel secondo caso riteniamo, che sebbene il progettista si sia posto il problema della differenziazione cromatica dei materiali costituenti il gradino, lo stesso è poco percepibile dalle persone più anziane.

Infatti, noi stessi dello staff di Montegargano.it, siamo stati spettatori di alcune cadute rovinose (tre!).

La nuova pavimentazione prevede il marciapiede di colore rosso, il frontone in pietra lavica mentre la zanella in pietra d'Apricena, quindi un'alternanza di colore scuro e colore chiaro (Vedi foto 1). Giusto il contrario della precedente pavimentazione, che induce le persone, abituate a percepire il vecchio marciapiede, a rovinose cadute.

Il problema, secondo noi dello staff, che non siamo tecnici ma semplici osservatori, consiste nel fatto che il passante sia abituato al “vecchio” colore del marciapiede, quello che ha il frontone in pietra d'Apricena e la zanella in sanpietrini. (Vedi foto 2).

Quanto da noi affermato può essere confermato dal fatto che il tratto di strada che collega la piazza Cappelletti al Santuario dell'Arcangelo, dal punto di vista visivo, è fallimentare tant'è che l'amministrazione, per evitare il susseguirsi di cadute, ha dovuto verniciare di colore giallo il gradino e di bianco la zanella (Vedi foto 3).

Scale e gradini sono annoverate tra le barriere architettoniche che non solo influenzano la libertà di movimento delle persone in carrozzella ma, se mal progettati, costituiscono unafonte di pericolo anche per chi semplicemente vede poco.

Se una scala o un gradino non sono visibili e decifrabili come tali, provocano cadute ed incidenti che possono portare, soprattutto nel caso di persone anziane, a traumi più o meno invalidanti.

“I problemi di percezione o di lettura dell’andamento di una scala o di un qualsiasi dislivello sono maggiori in discesa, dato che in salita l’occhio riceve molte più informazioni visive dall’alternarsi di alzate e pedate, quindi da piani distinti che la luce riflette in modo diverso.”

La normativa italiana sulle barriere architettoniche, purtroppo, non si occupa di chi ci vede poco: viene enunciato solo il problema nella definizione di “barriera architettonica” (il DPR n. 503/1996, art. 1, lettera c definisce barriera architettonica “la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi”) ma non prescrive nulla in merito.

Concludiamo con l'affermare che noi dello staff, in quanto tali,  non siamo all'altezza di trovare una soluzione a questo problema, possiamo soltanto invitare l'amministrazione comunale a potenziare l'illuminazione del corso affinchè si migliori la percezione del pericolo.

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