Presentazione del libro di Giovanni Rinaldi

San Severo - Presentazione del libro di Giovanni Rinaldi 'I TRENI DELLA FELICITA' Storie di bambini in viaggio tra due Italie prefazione di Miriam Mafai L'autore ne discute con Severino Cannelonga, protagonista del libro Alessandro Piva, regista Saverio Russo, storico...

in Eventi by Ufficio Stampa Ediesse - pubblicato il 2009-10-27 10:45
Ediesse

Presentazione del libro di Giovanni Rinaldi

'I TRENI DELLA FELICITA'
Storie di bambini in viaggio tra due Italie

prefazione di Miriam Mafai

L'autore ne discute con

Severino Cannelonga, protagonista del libro
Alessandro Piva, regista
Saverio Russo, storico

San Severo (Fg), venerdì  30 ottobre, ore 18.00

Cantine D'Araprì, Via De Troia 10

Giovanni Rinaldi presenta il suo libro in uno dei luoghi simbolo delle vicende raccontate nel libro. Da San Severo partirono tanti di quei bambini che popolarono i cosiddetti treni della felicità dal Sud al Nord: erano i figli degli scioperanti arrestati nel 1950 per insurrezione armata contro i poteri dello Stato.

Saranno presenti altri protagonisti del libro:  Americo Marino, i coniugi Micucci, le sorelle Ada e Teresa Foschini.

Al termine sarà proiettato il documentario di Alessandro Piva "Pasta nera".

In esposizione la mostra fotografica documentaria a cura di Giovanni Rinaldi "I treni della felicità. Bambini in viaggio tra Puglia ed Emilia Romagna".

Il libro

Giovanni Rinaldi

I treni della felicità

Storie di bambini in viaggio tra due Italie

prefazione di Miriam Mafai

Collana Carta bianca, Formato 14,2 x 18, Pagine 200, Prezzo 10,00, Uscita settembre 2009

Giovanni Rinaldi, tessendo sottili fili di memorie sparse, anni fa si è messo in cerca dei bambini che erano saliti su quelli che vennero chiamati «I treni della felicità». Si trattava di una straordinaria rete di solidarietà sostenuta dalla neonata UDI e dal PCI che, a partire dal secondo dopoguerra, affidò per mesi (talvolta anni) a famiglie del Centro Italia oltre 70.000 figli del Sud vittime delle conseguenze belliche, di rivolte operaie  sedate col sangue, di calamità naturali. Bambini che lasciarono le loro famiglie per essere ospitati da altrettante famiglie contadine, nei paesi del reggiano, del modenese, del bolognese. Lì vennero rivestiti, mandati a scuola, curati.

Mezzo secolo dopo un cineasta, Alessandro Piva, e uno storico, Giovanni Rinaldi, si mettono sulle tracce dei sopravvissuti. Ne escono fuori due lavori confinanti e di documentazione tra storia di ieri e di oggi, il documentario Pasta nera e questo libro, frutto di appassionati viaggi e ricerche in diverse città del centro Italia.

Scritto in presa diretta, il libro ricostruisce le storie di alcuni di quei bambini che su malandati vagoni ferroviari arrivarono in un'altra Italia. Soprattutto di quelli rimasti a vivere nelle famiglie che li avevano adottati, scovati dall'autore nel corso dei suoi viaggi ad Ancona, Follonica, Ravenna, Lugo di Romagna. Come i bambini figli degli scioperanti di San Severo, arrestati nel 1950 per insurrezione armata contro i poteri dello Stato, per volontà del governo Scelba. Sono Severino, Dante, Zazà, che oggi parlano ricordando i fanciulli che furono in un Paese più povero e semplice, dove mangiare un gelato o un piatto di pasta erano cose che potevano emozionare. Ma è anche la storia delle «due Italie» e di un Sud ancora socialmente arretratissimo. Fu proprio questo che spinse alcuni di quei bambini a fare una scelta drammatica: lasciare la propria terra e la propria famiglia, restare dove il destino e quei treni li avevano portati, sognando una vita migliore.

Giovanni Rinaldi è nato a Cerignola (FG) nel 1954 e ha studiato al DAMS di Bologna con il Gruppo di Drammaturgia 2 guidato da Giuliano Scabia. Ha condotto numerose ricerche antropologiche utilizzando mezzi audiovisivi e fotografici. Tra le sue pubblicazioni: (con altri) Il gorilla quadrumàno. Il teatro come ricerca delle nostre radici profonde (Feltrinelli, 1974), (con R. Cipriani e P. Sobrero) Il simbolo conteso. Simbolismo politico e religioso  nelle culture di base meridionali (Ianua, 1979), (con P. Sobrero) La memoria  che resta. Vita quotidiana, mito e storia  dei braccianti nel Tavoliere di Puglia (Aramirè, 2004 - I ed. 1981). Autore di progetti culturali, tra i quali sono da ricordare il lavoro teatrale multimediale Braccianti. La memoria che resta  e la rassegna letteraria e musicale Leggere la fatica di leggere. Ideatore del progetto «Casa Di Vittorio», attualmente è direttore dell?Ç‚Äôomonima Associazione.