Successo per il carnevale della Parrocchia San Rocco
in Eventi by Giovanni Maddamma - pubblicato il 2009-02-25 11:28
Si è svolto nella città di Stornara la recita “U PRUCISSe A CAReNeVel” di opera ed idea di Don Tonino Mottola. Molti sono stati i partecipanti alla sfilata che con in testa il Parroco sono andati in giro per le vie della Città. Animazione, colori, danze e coriandoli hanno animato le vie del paese per finire dinanzi alla Parrocchia dove si è svolto il processo.
Molto entusiasmante è stato il momento del rogo di carnevale, dove per dire del Parroco “con la messa al rogo di carnevale, la comunità di Stornara ripudia qualsiasi forma di inciviltà che si possa presentare nella nostra città”.
Da ridere sicuramente sono stati, i cosiddetti “carnevali” che hanno allestito lo scenario dell’aula di processo. Alla manifestazione hanno preso parte Nino Bizzarri, nella parte di giudice che non faceva altro che mettere ordine nell’aula del tribunale, Gerardo Tripputo, Pubblica accusa che in tutti i modi cercava di far condannare il Signor Carnevale per i crimini che non si capivano molto bene (con tutti gli articoli citati), Pasquale Pastino, Avvocato difensore (e da oggi delle cause perse) che si ostinava nel dire che era innocente il Signor Carnevale, che oltretutto non aveva pagato nemmeno l’avvocato, Ferdinando Bianchino nelle vesti di Grugnalet, che proprio un letto sembrava perché dormiva nell’aula del tribunale, Roberto Nigro nelle vesti di Seriud che si presenta nella corte di cassazione di Stornara con un brutto raffreddore, Nicola Maggiore nelle vesti di Scalzacane che più che un testimone sembrava il becchino che doveva preparare il funerale al Signor Carnevale, Davide Conte nelle vesti di Zumbafuss un non vendente che misura la distanza con le pecore e non con il metro e sosteneva di aver visto Carnevale percepire buste e bustarelle, Antonio Nigro nelle vesti del Messo del Tribunale (se tutti i messi sono come lui buonanotte) poverino si beccava tutto il fetore che usciva dalla bocca dei testimoni, Giurati Giuseppe Russo e Pasquale Azzollino che hanno dato la sentenza a morte, Nicola capelluto e Enzo Lapace Cumba Filippo e Antonio che hanno contribuito alla sentenza a morte, dove sostenevano di essere state vittime di un’estorsione da parte di Carnevale.




