U.S.Ediesse: Gli scrittori raccontano la scuola italiana
in Eventi by U.S. Ediesse - pubblicato il 2010-01-15 13:39
CONSIGLIO DI CLASSE
Gli scrittori raccontano la scuola italiana
Presentazione del libro a cura di Angelo Ferracuti e Stefano Iucci
PARTECIPANO
Stefano Iucci, giornalista e curatore del libro
Enzo Mansueto, giornalista del Corriere del Mezzogiorno
Giovanni Rinaldi, storico e scrittore
Bari, venerdì 22 gennaio 2010, ore 18
la Feltrinelli Libri e Musica, via Melo 119
Il libro
Angelo Ferracuti, Stefano Iucci (a cura di)
CONSIGLIO DI CLASSE . Gli scrittori raccontano la scuola italiana
Prefazione di Filippo La Porta
Testi di: Affinati, Albinati, Argentina, Arminio, Bajani, Brilli, Capodacqua, Capodaglio, Flori, Minervino, Moschini, Raffaeli, Rossi-Doria, Sbaraglia, Valerio.
Collana Carta bianca, Formato 14,2 x 18, Pagine 224, Prezzo 10,00
Già nei primi anni sessanta un romanzo, Il maestro di Vigevano di Lucio Mastronardi, una delle opere più importanti della letteratura italiana del secondo Novecento, annunciava la fine di un’epoca e il prevalere prepotente dell’economia sulla cultura nell’Italia del boom. A quasi mezzo secolo dalla scuola raccontata in prima persona dal maestro Mombelli, e dalla sua figura cinematografica interpretata da Alberto Sordi, che ne tradusse la struggente melodrammaticità nell’omonimo film di Elio Petri, la percezione dell’istruzione nel nostro Paese è gradualmente andata sempre peggiorando. Tanto che il ridotto ruolo sociale dell’insegnante, e di conseguenza la sua frustrazione intellettuale in un mondo pieno di merci ma povero di senso, è inconfessabile dato di fatto nella scuola di adesso.
Altri autori negli ultimi anni hanno ripreso il lascito del maestro lombardo raccontando con diversi generi narrativi un mondo da sempre complesso, difficile da decifrare, da Marco Lodoli a Domenico Starnone, da Sandro Onofri a molti altri narratori che compaiono anche in questo libro collettivo, come per esempio Edoardo Albinati ed Eraldo Affinati. Ma com’è la nostra scuola, oggi? Quali sentimenti, quali nuovi rapporti, quali esseri umani la abitano?
In questo libro alcuni scrittori italiani, molti dei quali insegnanti nella vita, provano ad affrontare l’argomento in modo non ovvio. Ne esce fuori un ritratto a più voci inclemente e al contempo pieno di passione delle tante scuole che stanno nelle tante Italie: quelle dei maestri, dei professori, degli insegnanti che resistono al peggio. È anche un libro di luoghi, questo: il carcere, la scuola terremotata di L’Aquila, le città lontane delle gite scolastiche, i percorsi degli spostamenti quotidiani in automobile, o addirittura la strada, luogo della scuola nuova, quella che esce dall’aula e incontra il disagio dei ragazzi delle periferie. Nuova come quella raccontata con grande raffinatezza e forza nel reportage fotografico di Ennio Brilli, dove tra i banchi bambini di più continenti convivono sfidando l’Epoca.



