Lavori proseguono malgrado morte operaio a Roma Eur, Celardo incredulo

Roma - Il responsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti: “Chiediamo un incremento di personale ispettivo che possa garantire la tutela necessaria alla vita stessa dei lavoratori” “Mi chiedo perché l’autorità pubblica non ha fermato...

in Extra Gargano by Italia dei Diritti - pubblicato il 2011-02-16 13:55

Il responsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti: “Chiediamo un incremento di personale ispettivo che possa garantire la tutela necessaria alla vita stessa dei lavoratori”

“Mi chiedo perché l’autorità pubblica non ha fermato i lavori in tutto il cantiere subito dopo la tragica circostanza. Forse lo stesso personale addetto alla gru ha continuato a lavorare. Tutto questo è inammissibile”. Non si fa attendere il commento del viceresponsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti, Carmine Celardo, alla notizia dell’ennesima morte bianca, avvenuta in seguito ad un incidente presso il cantiere aperto per la costruzione del grattacielo nella zona Eur di Roma. La vittima è un giovane di 32 anni di origine romena, travolto e ucciso dalla caduta di una trave staccatasi da una gru. Secondo quanto riportato da alcuni giornali nazionali, immediatamente dopo l’incidente, il blocco dei lavori è arrivato solo per la ditta che aveva assunto l’operaio, mentre le altre appaltatrici hanno proseguito le attività.
 
“Consuetudine è quella di sezionare in blocchi le opere da costruire, tra committenti e imprese esecutrici – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –, generando su uno stesso cantiere miriadi di appalti, con imprese che hanno al massimo 10/15 dipendenti e dove, pertanto, gli obblighi di legge in materia di sicurezza non vengono di certo rispettati. Ne consegue un abbattimento dei costi e molti incidenti in più sul lavoro”.
 
“Oltre al danno, la beffa – continua Celardo – è che molto spesso chi agisce illegalmente è lo stesso che grida al maggior controllo sui cantieri, consapevole del fatto che non si potrà mai ottenere per mancanza di personale preposto. È per questo che noi dell’Italia dei Diritti chiediamo soprattutto un incremento di personale ispettivo sia nelle Asl sia nell’Ispettorato provinciale del lavoro, in quanto solo così si potrà garantire la tutela necessaria alla vita stessa dei lavoratori. Se non verranno presi provvedimenti in tal senso, si continuerà a camminare sui morti”.