Sempre più italiani in fila alla Caritas di Mantova, per Refolo è solo l�inizio

Castiglione delle Stiviere - Il responsabile per la provincia di Mantova dell’Italia dei Diritti esprime forte preoccupazione per il processo d’impoverimento inarrestabile che si abbatte su una fascia sempre più ampi di popolazione L’associazione mantovana, Marta tana, che gestisce il punto Caritas...

in Extra Gargano by Italia dei Diritti - pubblicato il 2011-03-07 17:03

Il responsabile per la provincia di Mantova dell’Italia dei Diritti esprime forte preoccupazione per il processo d’impoverimento inarrestabile che si abbatte su una fascia sempre più ampi di popolazione

L’associazione mantovana, Marta tana, che gestisce il punto Caritas locale, lancia l’allarme poiché nell'ultimo anno le persone che chiedono aiuto, soprattutto stranieri, sono in aumento, tra loro tanti italiani che sempre più spesso si rivolgono all’associazione, ai quali negli ultimi dodici mesi sono stati distribuiti qualcosa come 2.250 pasti. Le parole di Paolo Refolo, responsabile per la provincia di Mantova dell’Italia dei Diritti, fanno trasparire un presagio lugubre quanto reale “Tutto questo è un segnale eloquente di come la crisi stia andando avanti. Non è finita. C’è, e gli effetti si vedranno più avanti”.
 
All’associazione, ogni giorno, si ritirano cibo e indumenti, c’è un punto d’ascolto per chi, con un pacato alone di vergogna, si rivolge proprio lì, dove mai avrebbe mai pensato di appellarsi per poter riuscire a sfamare i propri figli.
“La situazione è grave – avverte l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -  e precipiterà ancor di più quando i molti che ancora godono della cassa integrazione, straordinaria o in deroga, cesseranno di percepire qualsiasi tipo di entrata, rimanendo senza un soldo”.  Refolo manifesta quindi la sua preoccupazione al domani “Le richieste aumenteranno, soprattutto per quella fascia di persone dai 45 ai 50 anni che a fatica riescono ad ottenere un reinserimento nel mercato del lavoro, ma anche da parte di chi non è professionalmente specializzato in un preciso settore”.