inaugurazione Centro Culturale Andrea Sacco
in Festa by Carmine de Leo - pubblicato il 2010-03-10 11:01
Certi “anniversari”, diventano un motivo che toccano le corde non di un qualsiasi strumento musicale, ma quelle molto più complesse della nostra anima. Per la comunità carpinese la ricorrenza della morte di Andrea Sacco è un punto di ripartenza che ci rinnova e ci rigenera. Il suo riscatto è il nostro riscatto. La sua celebrazione è il nostro modo di aprirci al mondo.
Per tutto ciò e molto altro siamo veramente felici della scelta del Comune di Carpino di dedicare alla memoria di Andrea Sacco il nuovo centro di animazione culturale situato presso il Palazzo Baronale. Rimaneggiato più volte, con i torrioni scapezzati ed oscene superfetazioni che ne avevano irrimediabilmente deturpato il primitivo assetto architettonico, il Palazzo Baronale di Carpino sembrava condannato ad un inglorioso trapasso di memoria. Crepe profonde, lesioni multiple, e diffusa corrosione delle murature avevano sempre più indebolito la massiccia mole dell’antico edificio. Grazie agli interventi di recupero e di restauro voluti dal Parco Nazionale del Gargano e dell'Amministrazione del Comune di Carpino con l'utilizzo dei fondi europei del PIS 15 “Territorio, cultura e ambiente nel Gargano” il Palazzo Baronale, che costituisce uno dei pochi monumenti del Paese torna dopo molti lustri a far parlare di sé.
Allo stato attuale delle conoscenze, è difficile assegnare una precisa datazione all’origine del Palazzo Baronale in argomento. Dall'esame degli archivi comunali non è possibile avere un riferimento cronologico. Allora si è proceduto con un'analisti architettonica delle decorazione e dei fregi dei prospetti principali del palazzo. Da tale analisi i tecnici hanno evinto che l'edificio è stato realizzato nel periodo post classico. Quindi la costruzione sembra collocarsi nel periodo di tempo nel quale la famiglia Varga-Cussavagallo (circa 1700-1748) possedeva il feudo di Carpino, anche se non è da escludere un riadattamento ai gusti dell'epoca di un edificio già esistente.

Ultimi feudatari, ai quali appartenne l’edificio, furono i principi Brancaccio di Carpino fino all’eversione del feudalesimo decretata nel decennio francese. Con il fascismo il Palazzo divenne Casa del Fascio, e successivamente divenne centro ONMI, e quindi centro per i reduci di guerra. Infine l'ultima sua utilizzazione fu quella di Centrale Sip, la società di telecomunicazioni italiana inglobata di recente in Telecom.
Fin dalle fasi progettazione degli interventi di recupero e di restauro l'idea dell'Amministrazione Comunale di Carpino è stata quella di creare un centro di animazione culturale, fruibile per i visitatori e i residenti. In particolare che consentisse attraverso questo edificio la gestione strutturata del Folk Festival di Carpino.
Dei giorni nostri l'intenzione di dare alla luce un Centro Culturale capace di valorizzare il patrimonio culturale immateriale del Gargano, che fosse dedicato alla memoria di Andrea Sacco.



