Gianna Fratta torna all’opera di Belgrado

Belgrado - Subito dopo in tournèe con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo per otto concerti dedicati all’operetta.Invitata lo scorso febbraio a dirigere la Madama Butterfly al Teatro Nazionale di Belgrado, uno dei più imponenti teatri europei  per dimensioni, produzioni e numero...

in Musica by Ensemble Giordano - pubblicato il 2010-07-05 17:14

Subito dopo in tournèe con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo per otto concerti dedicati all’operetta.
Invitata lo scorso febbraio a dirigere la Madama Butterfly al Teatro Nazionale di Belgrado, uno dei più imponenti teatri europei  per dimensioni, produzioni e numero di addetti (850 lavoratori fissi tra prosa, opera e balletto), Gianna Fratta, in seguito al successo di critica e pubblico per l’interpretazione dell’opera pucciniana, è stata reinvitata dal teatro serbo a dirigere il concerto di chiusura della stagione teatrale di Belgrado il prossimo 6 luglio.

Molto impegnativo il programma che vedrà la direttrice foggiana affrontare il II Atto di Aida, oltre ad arie, duetti, terzetti da Rigoletto, Adriana Lecouvreur, Un Ballo in maschera, Cavalleria Rusticana e altre opere italiane. Definita dalla critica serba “direttore capace di convincere orchestra, coro, solisti con un’energia musicale sempre viva, una tecnica composta e un’interpretazione brillante e coerente”, la Fratta ha raccolto apprezzamenti soprattutto dall’orchestra e dai cantanti che auspicano per la direttrice di Foggia una collaborazione stabile con lo storico teatro di Belgrado.Subito dopo l’impegno a Belgrado, Gianna Fratta partirà per Sanremo dove, dall’8 al 17 luglio, sarà impegnata nella direzione di otto concerti in Liguria con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo su un programma dedicato all’operetta.

Anche con l’orchestra sanremese la Fratta ha instaurato un rapporto continuativo che la vede impegnata da ormai quattro anni in produzioni sempre più significative e  numerose. Come lei stessa precisa “L’importante non è essere invitati per la prima volta da un teatro, un’orchestra o una qualsiasi istituzione concertistica, ciò che è significativo è tornare. Il difficile è trovare l’apprezzamento dell’orchestra, dei solisti, dei critici e soprattutto del pubblico. Sono loro che decidono e decretano.  Tornare è quello che conta, è l’unica prova del valore di un direttore e della sua capacità di saper lavorare musicalmente e umanamente con gli altri musicisti. La bacchetta non suona e il direttore da solo non può nulla”.

Gianna Fratta