In 10.000 ballano con Vinicio Capossela
in Musica by Michela Savastano - pubblicato il 2008-08-07 20:35
Erano quasi in 10.000 martedì sera in Piazza del Popolo per ascoltare Vinicio Capossela.
Il cantautore e menestrello si è esibito all'interno del Carpino Folk Festival: non ha dimenticato un attimo di essere in terra di Matteo Salvatore ed Andrea "Paz" Pazienza, a cui è dedicata quest'estate garganica per il ventennio della sua scomparsa, indossando anche per metà concerto una t-shirt manifesto, con lo slogan "Io sono garganico".
Sulla linea conduttrice di queste due grandi figure si è svolta tutta la sua performance; atmosfere da spaghetti – western , come nei migliori fumetti del grande Paz, dall'odore di "maccaroni", quelli del cantore per eccellenza, serviti su un piatto d'argento da uno dei migliori bluesman italiani.
Le canzoni di Matteo Salvatore diventano blues struggenti attraverso le corde vocali di Capossela, trasudano di braccianti del Tavoliere; tabaccaie senza marito e i soliti "marajà" del suonatore a manovella prendono vita sul palco: non è il solito concerto fatto con le canzoni più note ma un esperimento ben riuscito, forse a discapito di chi si aspettava qualcos'altro.
Ma Capossela è questo, sperimentazione continua, tra vecchio e nuovo, tra New Orleans e Carpino, facendo tappa per il Grand Canyon.
Memorabile le versioni di Scivola vai via, che con quel verso "cammina da solo urlando ai lampioni" ricorda fin troppo bene il mitico Pentothal, il più grande personaggio creato dal fumettista sanseverino, de L'uomo vivo (Inno alla gioia), e in chiusura quella de Il ballo di San Vito: "vecchi e giovani pizzicati dalla taranta" che non sanno stare in nessun posto. Pubblico in delirio.
Un unico appunto per questo concerto difficile da dimenticare: ormai il Carpino Folk Festival è diventato un vero e proprio evento nazionale e gli amministratori non possono far finta di nulla verso gli evidenti problemi logistici. Piazza del Popolo non è visibilmente adatta per manifestazioni di questa grandezza – durante l'esibizione un'autoambulanza ha attraverso letteralmente la folla per soccorrere un partecipante che ha avuto un malore –, i parcheggi sono scarsi, per non dire inesistenti, non ci sono locali idonei per ospitare chi si vorrebbe fermare almeno più di un giorno, per non dire che, prima della fine del concerto, nella maggior parte dei bar e degli stand limitrofi al centro, erano state esaurite le scorte di bottiglie d'acqua. Come la mettiamo?



