PIJI vince la targa Bigi Barbieri

Roma - Ennesimo riconoscimento all’infaticabile cantautore romano nell’ambito del festival Dallo sciamano allo showman. Piji ha fatto tredici! Non si tratta di schedine, né di denaro, ma di un riconoscimento più ambito, quello che porta a tredici i premi dedicati alla...

in Musica by Elisabetta Castiglioni - pubblicato il 2010-10-13 15:11
Targa Bigi Barbieri

Ennesimo riconoscimento all’infaticabile cantautore romano nell’ambito del festival Dallo sciamano allo showman.

Piji ha fatto tredici! Non si tratta di schedine, né di denaro, ma di un riconoscimento più ambito, quello che porta a tredici i premi dedicati alla qualità della sua musica e al merito della sua creatività artistica in campo autorale. Pierluigi Siciliani, in arte Piji, è stato infatti premiato sabato sera da Vincenzo Mollica nell’ambito della storica manifestazione bresciana Dallo sciamano allo showman, giunta alla sua ottava edizione. Il giornalista gli ha consegnato la “Targa Bigi Barbieri”, destinata alla miglior proposta del Festival ed intitolata ad uno dei più importanti animatori del Club Tenco di cui ha rappresentato l’anima sciamanica e gaudente, terapeutica e brillante. Grande soddisfazione per l’energico artista che, ancora privo di un contratto discografico importante – ma cosa si aspetta? – raccoglie un simbolico premio per la sua tenacia ed originalità nella scrittura di brani come Come pensi di me, L’ottovolante, I cigni di Nymphemburg, Pungiball  e La mia bella di domenica.

Piji ha recentemente realizzato un EP completamente autoprodotto, Lentopede, ed è apprezzatissimo dai grandi cantautori italiani e dalla stampa. Nell’attesa che i grandi produttori musicali si accorgano del suo estro e talento, vi invitiamo ad ascoltarlo dal vivo, insieme al suo settetto musicale, il 3 novembre al The Place di Roma, in un’antologica della sua migliore produzione condita dalla sua inconfondibile ed irriverente ironia.

Per ascoltare e vedere Piji in azione:
http://www.youtube.com/watch?v=hVC-0YHollU
http://www.youtube.com/watch?v=mg4iKcTg34E&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=mOlmgEaABiE&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=CXd2hezuDMI&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=POgWFcpMh-U
http://www.youtube.com/watch?v=IwIfs7hMe0o
http://www.youtube.com/watch?v=-oanvtN5B-E
http://www.youtube.com/watch?v=Eu6goW-FULM

Per saperne di più www.piji.it

I Premi di Piji:
VINCITORE TARGA BIGI BARBIERI “DALLO SCIAMANO ALLO SHOWMAN” 2010
VINCITORE PREMIO LUNEZIA FUTURE STELLE 2010
VINCITORE PREMIO BINDI 2009 (anche Miglior Testo e Miglior Musica)
VINCITORE DEL CITY MUSIC LAB ROMA 2009
VINCITORE DEL PREMIO L’ARTISTA CHE NON C’ERA 2007
VINCITORE PREMIO AUGUSTO DAOLIO 2007
VINCITORE CONTURSI FESTIVAL 2007
VINCITORE BOTTEGHE D’AUTORE 2007
VINCITORE DEL PREMIO PALCO IN PIAZZA 2007
PREMIO DELLA CRITICA FESTIVAL SING YOUR SONG 2007
VINCITORE DEL PREMIO NON SPARATE SUL PIANISTA 2006
VINCITORE DEL DIACETUM FESTIVAL – SOGNO DI UNA NOTA DI MEZZA ESTATE 2004 (CON LA BAND MASQUÈRA)
VINCITORE DEL PREMIO LUNEZIA 2003 (CON LA BAND MASQUÈRA)
VINCITORE DEL PREMIO LIBRI IN MUSICA MUSICA IN LIBRO 2008 (CON “LA CANZONE JAZZATA”)

Comunicazione e ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni
Tel/Fax 06 3225044 – 328 4112014 - elisabetta@elisabettacastiglioni.com


PIJI
Pierluigi Siciliani (Piji in arte e per gli amici) classe '78, è un cantautore romano.
Dal 2002 al 2006 con la band Masquèra e oggi come solista, propone un connubio tra canzone d'autore italiana e musiche di vario genere, tra cui soprattutto il jazz e il tango, in un approccio live particolarmente teatrale. È stato 11 volte 1° classificato in premi dedicati alla canzone d’autore, di cui 6 nel 2007 (tra gli altri vince il Premio Bindi 2009, il Premio L'Artista che non c'era 2007, il Premio Augusto Daolio 2007 e il Premio Lunezia 2003). Ha all’attivo circa 200 concerti live. Nell'estate 2008 parte dall'Auditorium Parco della musica di Roma (con la partecipazione straordinaria di Lillo & Greg) il mini tour del Piji Septet (Piji – voce e chitarra, Luca Iaboni – tromba, Biagio Orlandi – sax, Domenico Sanna – piano, Matteo Ruberto – chitarra, Matteo Locasciulli – contrabbasso, Filippo Schininà – batteria) che porta alla registrazione in studio del primo EP di Piji: Lentopede.
Tra le varie iniziative promozionali del disco e i tanti live di presentazione, dal 16 novembre al 16 dicembre 2008 Piji è stato impegnato nella curiosa maratona da lui intitolata "LENTOPEDE - W LA GAVETTA TOUR", 30 giorni in 30 locali romani diversi, ogni sera in una formazione diversa e con una diversa scaletta di canzoni. Un “piccolo miracolo” di auto-booking che Piji ha organizzato con i gestori dei tantissimi locali (piccoli, medi e grandi) di Roma nei quali suona da alcuni anni. “È un omaggio alla gavetta – dice Piji – mia e di ognuno. Da cantautore emergente quale sono, la gavetta di tutti questi anni non è certo finita, ma non disperiamo, anzi, la gavetta è il segreto della durata di un artista in futuro, quindi, anziché scacciarla, la celebriamo. Procedo lentopede. Senza bruciare le tappe"

Targa Bigi Barbieri

Il 12 novembre 2009, al Teatro Ariston di Sanremo, Piji è ospite del PREMIO TENCO ’09 e suona la stessa sera dei Premi Tenco 2009 Franco Battiato e Angélique Kidjo.

Nel novembre 2009 esce su I-tunes il secondo EP di Piji, stavolta si tratta di sole cover, stravolgimenti delle canzoni di Sergio Caputo. Il disco, intitolato Prove di Metamorfosi è suonato e cantato da Piji con la sua vecchia formazione Masquèra ed è prodotto da Sergio Caputo stesso (per Alcatraz Moon) che giudica quegli arrangiamenti “geniali”.
Studioso della canzone italiana, tra i vari progetti paralleli porta in scena anche un omaggio a Giorgio Gaber intitolato Il punto G (con l'attore-matematico Alessio Porretta), uno spettacolo dedicato al jazz nella canzone italiana (con il chitarrista jazz Stefano Capobianco e il contrabbassista Matteo Locasciulli), un tributo alla canzone popolare romana intitolato Sèttete (con la cantautrice Chiara Morucci e il fisarmonicista Denis Negroponte) e una monografia musicale sulla canzone jazzata di Sergio Caputo, intitolata Metamorfosi (con i Masquèra). Dal 2010 fa parte del cast del rave teatrale Voci nel Deserto. Frammenti di libertà di pensiero e fonda insieme a cinque suoi colleghi il Condominio Cantautori.
Il suo primo saggio, La canzone jazzata. L’Italia che canta sotto le stelle del jazz (2007, Editrice Zona, pp. 210, prefazione di Stefano Bollani, disegno di copertina di Claudio “Greg” Gregori, appendice di Freddy Colt) ha vinto nel 2008 il premio Libri in Musica. Musica in libro. Festival Internazionale dell’Editoria Musicale di Sanremo, come miglior saggio sulla musica italiana. Il saggio è citato nella bibliografia di numerosi altri saggi musicali e vanta più di 50 presentazioni live, tra cui le partecipazioni a Uno Mattina, Notturno Italiano, Tempi Dispari, Show Net e ad altri programmi radio-televisivi, oltre a diverse recensioni per la stampa cartacea e online.
Laureato in Scienze della comunicazione (Laurea quinquennale conseguita presso L’Università La Sapienza), lavora a Radio Città Futura di Roma dove conduce QUARTIERE LATINO (dal lunedì al venerdì, 20.30 – 22.00) e TEMPI MODERNI (domenica dalle 10.00 alle 12.30) e ha scritto per Il Salvagente e martemagazine.it come giornalista musicale.
Nel 2006 ha condotto il 50° Festival Internazionale del jazz di Sanremo.

Nel maggio 2009, è tra i personaggi intervistati da Massimo Nunzi ed Elena Somarè per i DVD de La grande storia del jazz usciti in tutte le edicole con La Repubblica/L’espresso. È citato come cantautore nei libri Cantautori novissimi di Paolo Talanca e Nonostante Sanremo di Francesco Paracchini e Paolo Jachia ed è stato ospite della Festa del Cinema di Roma 2008 con il film di Carlo Pulerà e Maurizio Viola Storie di Musica, di cui è uno dei protagonisti.


EP - Lentopede
5 canzoni, un sostanzioso assaggio della poetica cantautorale di Piji e dell'amalgama creativo del Piji Septet. Canzone d'autore italiana che sconfina nel pop e nel jazz, con accenni di altri linguaggi, armonie e ritmiche come la rumba o il terzinato anni '60.

Brani che viaggiano in bilico tra allegrie e malinconie, l'amore quotidiano ma sempre frizzante visto come una bottiglia di acqua gassata, le nostalgie dell'emigrante italiano in Germania tifoso di Trapattoni, le rapide e non indolori piogge estive e lo swing, le musiche del passato, il problemi di cantanti di jazz come Natalino Otto durante il regime fascista. Il tutto innaffiato da birra tedesca, grappe che "allappano", amari che "amareggiano", molta ironia e arrangiamenti curati nel dettaglio.

Canzoni che raccontano l'esistenza con la lente zoomata della pazienza e della lentezza, un sguardo alle musiche del passato per non farsi soverchiare da quelle del futuro e creare così un'integrazione complice.
Del resto è ciò che fa il lentopede, il personaggio protagonista della title-track, che con la sua idiosincrasia ad un presente ultraveloce al quale non si riesce mai a tener testa, trova solo guardando indietro una sua originale forma di equilibrio ed un gioioso sguardo in avanti, centellinando le note che escono dal suo mangiadischi portatile con calma slow.