Brucia ancora il Gargano. Ci consoliamo con i concerti?

Gargano - L'estate non è ancora finita, ma occorre tirare le somme, viste le prime piogge cadute sul Parco del Gargano. Di fatto dopo le estati piovose degli anni scorsi (al contrario dell'attuale), che hanno permesso una riduzione degli incendi, abbiamo letto la suggestiva, creativa e...

in Politica by - pubblicato il 2007-09-07 19:12

L'estate non è ancora finita, ma occorre tirare le somme, viste le prime piogge cadute sul Parco del Gargano.

Di fatto dopo le estati piovose degli anni scorsi (al contrario dell'attuale), che hanno permesso una riduzione degli incendi, abbiamo letto la suggestiva, creativa e plateale autoproclamazione, dell'attuale gestione del Parco come fautore "deus faber" sgominatore degli incendi ma nemmeno le prime piogge cadute sul territorio del Parco hanno fermato l'immane rogo del Gargano e così qualche centinaio di ettari di steppa mediterranea di Monte Aquilone (habitat prioritario per la Comunità Europea) brucia fra l'indifferenza di chi crede che gli incendi sono gravi solo quando interessano il bosco.

Il risultato di quest'estate è la rovina delle pinete del Gargano (fino a prima dell'estate le più importanti d'Italia), il fuoco che lambisce addirittura la Foresta Umbra, pascoli e cespuglieti distrutti e chi più ne ha più ne metta, mentre i turisti abbandonano il Gargano, e noi appassionati di natura con il cuore spezzato constatiamo ancora una volta l'incapacità evidente nel proteggere quella natura unica lasciata in eredità dalle scorse generazioni.

Di questa incapacità nel conservare il nostro patrimonio naturale ci colpisce ancora di più l'utilizzo delle risorse non per le priorità, (quanti euro sono stati spesi dal Parco per il controllo del territorio ???), ma per operazioni di facciata, a tutti fa piacere assistere a belle serate e manifestazioni in favore del territorio, ma non comprendiamo perchè per tali attività si spendano fior di quattrini (oltre ‚Ǩ 130.000,00 per la serata di Renzo Arbore e complessivamente per le tre serate oltre ‚Ǩ 200.000) e per la conservazione delle risorse naturali, motivo principale per l'istituzione di un parco nazionale, siano ben poche le risorse destinate al controllo del territorio, cosa di cui il nostro parco ha veramente bisogno, come di una svolta nella sua gestione attenta soprattutto ad operazioni di molta facciata e poca sostanza.

Non basta neanche proclamare che con i fondi PIS il Parco si impegna alla salvaguardia della natura perchè vista l'esiguità di tempo per la realizzazione, meno di un anno per svolgere non azioni di conservazione, ma ricerche la cui validità scientifica sarà ovviamente nulla per visto il poco tempo a disposizione, infatti tali ricerche per poter portare un effettivo contributo dovrebbero durare non meno di tre anni pertanto tali progetti, non saranno altro che, purtroppo ancora una volta uno sperpero di denaro pubblico.

Speriamo solo che l'anno prossimo d'estate piova.

Centro Studi Natura