Chiusura Scuola: E' crisi politica a Monte Sant'Angelo
in Politica by Donata dei Nobili - pubblicato il 2008-10-28 9:25
La maggioranza Ciliberti delibera la chiusura dell'istituto comprensivo "V. Amicarelli" e si apre una crisi politica. Il consiglio comunale, del 21 c. m., in seconda convocazione, approva, con 11 voti favorevoli, 7 contrari ed un astenuto, di unificare i due istituti comprensivi "V. Amicarelli" e "Giovanni XXIII".
A chiudere la scuola non è stato decreto n° 133/2008 del ministro Gelmini, ma la ragnatela delle politiche locali.
In prima convocazione, la seduta consiliare era andata deserta. Dei 14 consiglieri di maggioranza erano presenti il presidente del consiglio Savastano Matteo F.I., l'assessore Ciuffreda Domenico U.D.C., Luigi Mazzamurro U.D.C. e Giuseppe Totaro A. N., oltre ai 6 consiglieri di minoranza.
Il palazzo comunale, alcune ore prima, era presidiato da docenti, genitori, personale amministrativo e tanti alunni con striscioni e cartelli dimostrativi. Dopo oltre un'ora di attesa, il segretario comunale con l'appello nominativo, dichiarava sciolta la seduta per mancanza del numero legale. Diversi consiglieri di maggioranza, si erano chiusi negli uffici comunali. L'atteggiamento inconsueto aveva irritato il pubblico. I docenti, gli alunni ed i cittadini, di conseguenza, avevano occupato l'aula consiliare per tenere un'assemblea pubblica e manifestare il dissenso alla proposta di razionalizzazione della rete scolastica.
La protesta non rincorreva l'Onda studentesca nazionale, bensì la crisi socio-economica che vive la città.
In seconda convocazione, il consiglio comunale si è svolto in presenza di tantissimi cittadini. La tensione era alta, si temeva il peggio. Ogni intervento, veniva interrotto da imprecazioni, urla e turpiloqui rivolti ai consiglieri di maggioranza.
Gli interventi della minoranza, forte della massiccia presenza del pubblico, si sono susseguiti fino a notte fonda. Il lungo silenzio dell'assessore Nasuti, inferociva il pubblico. E giù: offese, sberleffi ed accuse di sopprimere l' "Amicarelli", senza che alcuna legge lo imponesse. Mentre l'Amministrazione Ciliberti si affrettava a sopprimere l'istituto comprensivo, il governatore della regione Puglia, Nichi Vendola, inviava una lettera agli alunni e docenti della scuola in cui scriveva "raccolgo l'invito per il sostegno nella lotta a difesa della vostra scuola".
Così esprimeva il suo parere sfavorevole alla chiusura delle scuole locali sia per un contesto socio-ambientale aggravato da molteplici disagi familiari, sia per l'assenza in città di servizi pubblici essenziali. Il dissenso di Vendola richiamava la deroga sulla razionalizzazione della rete scolastica, prevista dal D. P. R. 233/1998, che consente di conferire l'autonomia alle scuole con una popolazione compresa tra le 300 e le 500 unità, ubicate in zone montane.
Una normativa che considera le grandi difficoltà ambientali di realtà come Monte Sant'Angelo, un comune montano con istituti comprensivi (elementari e medie), aventi una popolazione scolastica al di sopra dei 370 iscritti.
Presupposti legislativi per cui, l'Amministrazione comunale, si ritrovava con buona parte della città contro, a causa della perdita di numerosi posti di lavoro e dell'autonomia dell' "Amicarelli". Perché, di fatto, questo si era deliberato.
I partiti della minoranza, intanto, fanno proprie le ragioni della protesta cittadina e chiedono le dimissioni dell' assessore alla cultura Nasuti e del sindaco Ciliberti, disconoscendo pubblicamente gli assessori ed i consiglieri che in passato erano stati loro vicini o iscritti. Barcolla la maggioranza. Il partito della Rifondazione Comunista chiede, con un comunicato stampa, le dimissioni del vice sindaco Donato Di Bari eletto con i voti dei suoi militanti. Una richiesta di dimissione dovuta al suo comportamento amministrativo "equivoco ed impopolare". La stessa motivazione politica si legge nel manifesto dell'Italia dei Valori, a proposito dell'assessore al bilancio Matteo Notarangelo.
Il palazzo municipale è diventato una fortezza da cui chi è dentro vuole uscire, chi è fuori vuole entrare, mentre è in atto una verifica amministrativa.



