Chiusura Scuola V. Amicarelli: Ma era proprio necessario?

Monte Sant'Angelo - La soppressione di fatto dell'Istituto Amicarelli (perché di questo si tratta, al di là dei termini tecnici che si vogliono usare), rappresenta oggettivamente una ferita per Monte Sant'Angelo. Sancisce e accompagna, anziché contrastare, il processo di grave...

in Politica by Rifondazione Comunista - pubblicato il 2008-10-27 1:38
Monte Sant'Angelo

La soppressione di fatto dell'Istituto Amicarelli (perché di questo si tratta, al di là dei termini tecnici che si vogliono usare), rappresenta oggettivamente una ferita per Monte Sant'Angelo.

Sancisce e accompagna, anziché contrastare, il processo di grave crisi e declino che caratterizza da oramai troppo tempo la nostra Città, e determina un ulteriore colpo all'occupazione (perché sia chiaro a tutti che vari posti di lavoro, e presto sapremo quanti con precisione, andranno comunque perduti).

Gravemente erronea e incomprensibile appare dunque la caparbia volontà della Giunta Comunale di procedere in ogni caso e comunque a tale chiusura, dato che nulla e nessuno imponeva oggi una tale decisione: non una legge, non un decreto, non una qualsivoglia "autorità" superiore. Né, meno che mai, sussisteva alcuna urgenza o grave situazione che ne consigliasse l'immediata assunzione. L'aver voluto paventare un presunto "pericolo" per la Tancredi, è servito unicamente al tentativo di divisione tra gli Istituti scolastici e alla strumentale individuazione di una qualche giustificazione.

Se il continuo calo demografico della Città pone senza dubbio dei problemi (insieme a tutti gli altri!) riguardo l'organizzazione del nostro sistema scolastico, questi andavano e vanno affrontati con il concorso di tutti i soggetti interessati (insegnanti, personale scolastico, alunni, famiglie, cittadini interessati, perché magari prossimamente residenti al Galluccio, etc.) in un percorso democratico e condiviso di individuazioni dei problemi reali, di studio delle questioni, di verifica dei dati, di individuazione delle soluzioni migliori per tutti.

Non certo con formali e scontate conferenze di servizio, dove le decisioni sono già state assunte in precedenza! Il tempo necessario per un tale giusto e diverso percorso non difettava certamente, perché, si ripete, nessuna improcrastinabile necessità era alle porte, mentre nel frattempo si sarebbero comunque difesi preziosi posti di lavoro.
E invece, con piglio decisionista d'altri tempi (si è trattato in realtà di un vero e proprio voto di fiducia alla Giunta) si è imposta una decisione di cui solo alcuni sentivano impellente il bisogno.
Una decisione, dunque, sbagliata nel merito e nel metodo, che non serve alla Città, e che riporta a metodi di governo che pure si diceva di voler combattere  e superare.

E' bene evidenziare, inoltre, che i nostri amministratori hanno oltretutto totalmente ignorato che in caso di approvazione del famigerato decreto n. 133 del ministro Gelmini (contro cui l'intero mondo della scuola è in questi giorni in rivolta), gli effetti negativi sui posti di lavoro nelle scuole di Monte, incrociandosi e sommandosi con la chiusura della Amicarelli, potrebbero avere in un non lontano futuro esiti pesantissimi. Altro che "riforme" di cui parla il comunicato della Giunta… in realtà potrebbe rivelarsi di un errore ancora più grave di quanto oggi appaia!

(PS.Un dubbio in ogni caso ci assale: non è che il pugno di ferro mostrato in questa vicenda dalla Giunta comunale sia anticipatrice e propedeutica di altri futuri pugni di ferro, per esempio riguardo qualche nuova colata di cemento…?)

Segui i commenti degli utenti nel nostro forum