Dopo 150 anni torna il Parlamento del Sud

Sud - A 150 anni esatti dalla fine del Regno delle Due Sicilie, si è riunito a Napoli, nell’antisala dei Baroni del Maschio Angioino, il “Parlamento delle Due Sicilie” con 100 meridionali provenienti dalle antiche province duo siciliane e dagli antichi Sedili Napoletani con...

in Politica by Vincenzo Gulì - Presidente dei Ministeri - pubblicato il 2010-01-17 13:56
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A 150 anni esatti dalla fine del Regno delle Due Sicilie, si è riunito a Napoli, nell’antisala dei Baroni del Maschio Angioino, il “Parlamento delle Due Sicilie” con 100 meridionali provenienti dalle antiche province duo siciliane e dagli antichi Sedili Napoletani con le insegne e i simboli (acqua e terra) delle antiche province, dalla Sicilia a Terra di Lavoro.

Il Parlamento nasce come un’iniziativa di carattere civico-culturale nel necessario e attuale dibattito sul Sud e sui suoi numerosi problemi tutt’ora irrisolti.Il Mezzogiorno d’Italia, dal 1860 ad oggi, non ha avuto e, purtroppo, non ha ancora classi dirigenti adeguate. Il Parlamento del Sud, allora, rappresenta il tentativo di coinvolgere larghe fasce dei Popoli dell’antico Regno delle Due Sicilie, sempre più delusi e lontani dalle problematiche socio-politiche legate al nostro territorio.

Il Parlamento del Sud vuole porsi al di là dei partiti e della partitocrazia, oltre le contrapposizioni “leghisti che” e senza intenzioni secessionistiche. Del Parlamento fanno parte imprenditori, professionisti, artigiani, artisti e numerosi giovani, uniti dal profondo affetto per la loro terra e con l’obiettivo di formare nuove classi dirigenti, riuniti in commissioni di lavoro o “ministeri”: dell’Economia, dei Beni Culturali e del Turismo, dell’Agricoltura, dell’Industria e del Commercio, della Sanità e Solidarietà e delle Pari Opportunità Nord- Sud.

L’attuale dibattito sul nuovo assetto federalistico dello Stato italiano, rende, più che mai, necessaria ed attuale la partecipazione a questo dibattito di meridionali consapevoli, fieri ed anche responsabili del loro territorio, delle problematiche e delle potenzialità che esso rappresenta.Il “Parlamento”, nel rispetto delle leggi della Repubblica Italiana, degli enti locali e sovranazionali, avrà il compito di sollecitare e stimolare il dibattito sui temi della “questione meridionale, troppo spesso dimenticati.

Il “Parlamento” utilizzerà, a tale scopo, gli strumenti legislativi italiani vigenti, quali, ad esempio, l’art. 50 della Costituzione Italiana che consente ai cittadini di promuovere petizioni da inviare alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.Il “Parlamento”, poi, si farà carico di comunicare suggerimenti, proposte o denunce ai Ministeri del Governo Italiano, agli organi preposti, presso il Parlamento Europeo o ai competenti assessorati locali.