Emittenza locale, Michele Salatto (PD): I cattivi aiuti di Bonaiuti sono un delitto premeditato

Foggia - Potenziare subito le funzioni proprie del Comitato Regionale per le Comunicazioni, accelerare la definizione del programmi di sviluppo del Distretto produttivo della Comunicazione, dell’Editoria, dell’Industria Grafica e Cartotecnica approvato nel 2007 dalla Giunta regionale. Sono le...

in Politica by MIchele Salatto - pubblicato il 2010-03-02 13:59
Michele Salatto

Potenziare subito le funzioni proprie del Comitato Regionale per le Comunicazioni, accelerare la definizione del programmi di sviluppo del Distretto produttivo della Comunicazione, dell’Editoria, dell’Industria Grafica e Cartotecnica approvato nel 2007 dalla Giunta regionale. Sono le due azioni che Michele Salatto, candidato al Consiglio regionale pugliese per il Partito Democratico, ritiene «indispensabili per fronteggiare la crisi che colpirà le 124 radio e le 44 tv locali pugliesi in conseguenza dei tagli disposti dal “Milleproroghe” approvato dal governo e dalla maggioranza parlamentare di centrodestra».

Secondo Salatto rischia «di andare in fumo l’intuizione che l’Amministrazione regionale uscente aveva avuto per promuovere a distretto i settori dell’industria editoriale, della grafica, della cartotecnica e dei servizi connessi quali quelli della realizzazione e trattamento delle immagini, nonché le agenzie di comunicazione che curano la progettazione grafica: è tutta questa filiera che viene messa a rischio se si indebolisce la competitività di un’emittenza locale impegnata nella sfida dell’innovazione tecnologica, a partire dal digitale terrestre».

Le bollette telefoniche costeranno il doppio, le bollette elettriche e i collegamenti satellitari costeranno il 40% in più, l’abbonamento alle agenzie di stampa il 60% in più: «Si capisce quanto sia premeditato il delitto sull’emittenza locale dai punti su cui agisce la forbice del centrodestra –continua Salatto-.  I cattivi aiuti di Bonaiuti, che non è nuovo a certi exploit, colpiscono la stessa ragion d’essere della libertà d’antenna che si basa sulla possibilità di accedere ad aiuti pubblici per la materia prima con cui lavorano tecnici, giornalisti, programmisti ed editori di tv e radio locali, esattamente come avviene per i contributi statali sulla carta acquistata dai giornali per stampare i loro prodotti».