Franco Salcuni con i giovani

Monte Sant'Angelo - Qualche giorno fa, a Vico del Gargano, abbiamo presentato, nell’Auditorium, il primo risultato di un laboratorio teatrale dedicato alla nuova emigrazione giovanile: al popolo dei ragazzi Fuori Sede. Occasione questa per parlare dei nostri ragazzi che sono fuori regione. Della loro...

in Politica by Ufficio Stampa Franco Salcuni - pubblicato il 2010-03-04 14:07

Qualche giorno fa, a Vico del Gargano, abbiamo presentato, nell’Auditorium, il primo risultato di un laboratorio teatrale dedicato alla nuova emigrazione giovanile: al popolo dei ragazzi Fuori Sede. Occasione questa per parlare dei nostri ragazzi che sono fuori regione. Della loro condizione, delle loro speranze, delle loro attese.

Il meridione d’Italia è una “grande centrifuga”. Il Sud esporta i giovani. Quelli che hanno studiato più degli altri. Con loro esporta il capitale sociale meridionale. Quello che, più dei capitali economici, rappresenta l’autentica “riserva aurea di Stato”, il patrimonio intangibile, eroso il quale non resta che dichiarare fallimento.

La nuova emigrazione rappresenta l’ulteriore finanziamento stabile e costante che il Sud concede al resto del Paese. Questa volta a carico delle famiglie meridionali. I nuovi migranti sono una grande risorsa per il Centro-Nord. Immettono cospicui capitali economici nelle economie locali del Nord (affitti, tasse, spese quotidiane), che provengono dai risparmi delle famiglie meridionali, destinate a impoverirsi sempre di più. E nel contempo alimentano parte di quel capitale sociale che rappresenta oggi la vera ricchezza del centro Nord.

Da qualche parte ho trovato questa definizione: «Capitale sociale è usato in sociologia ed economia per indicare l’insieme delle relazioni interpersonali formali ed informali essenziali anche per il funzionamento di società complesse ed altamente organizzate. Esistono relazioni ben definite fra capitale umano, capitale sociale e sviluppo economico di una Comunità». Lyda Hanifan, operatrice dell’istruzione attiva durante gli anni Venti negli Stati Uniti, diceva che il capitale sociale «si riferisce a quei beni tangibili che hanno valore più di ogni altro nella vita quotidiana delle persone: precisamente, la buona volontà, l’appartenenza ad organizzazioni, la solidarietà e i rapporti sociali tra individui e famiglie che compongono un’unità sociale». Ecco, il problema vero è che in larga parte del Sud e nelle aree marginali della nostra provincia, forse proprio in conseguenza dei fattori economici, si sta esaurendo questo capitale sociale rappresentato dalle migliori risorse umane.

Videolettera 1 - Franco Salcuni, idee e progetti con i giovani http://www.youtube.com/francosalcuni#p/a/u/0/z5Hg3DGytaU