Giovani Democratici dibattono sul lavoro nella Costituzione e l’utopia tradita

Foggia - Il 28 maggio convegno a Foggia con le conclusioni del segretario regionale “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni”; “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e...

in Politica by Partito Democratico - pubblicato il 2010-05-27 14:21
Partito democratico

Il 28 maggio convegno a Foggia con le conclusioni del segretario regionale

“La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni”; “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa”; “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”; “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale”. Così recitano gli articoli dal 35 al 38 della Costituzione italiana che, a parere dei Giovani Democratici di Capitanata, rappresentano “L’utopia tradita” al centro del convegno in programma venerdì 28 maggio (ore 17.30), presso la Sala Mazza del Museo Civico di Foggia.

L’incontro sarà introdotto da Roberta Sassano (Giovani Democratici), cui seguiranno gli interventi di: Marco Olivetti, ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università di Foggia; Nicola Affatato, segretario regionale della Cgil; Matteo Rauzino, dei Giovani Democratici; Tommaso Pasqua, responsabile del dipartimento Lavoro del PD di Capitanata; Sergio Carozza, vice portavoce dell’associazione 20 Maggio. Le conclusioni sono affidate a Angelo Petrosillo, segretario regionale dei Giovani Democratici di Puglia.

Il Lavoro nella Costituzione

“La crisi ha travolto e stravolto la vita a migliaia di lavoratori anche nella nostra provincia – commenta Antonio Stornelli, segretario provinciale del PD di Capitanata – ed ora il Governo, dopo aver negato l’esistenza stessa della crisi, adotta misure straordinarie che avranno effetti negativi particolarmente su giovani e donne, accentuando la già grave marginalità di cui soffrono all’interno del mondo del lavoro, nonché su quanti sono ormai prossimi alla pensione, la cui permanenza in attività bloccherà turn over e assunzioni. Solo ora ci rendiamo conto quanto costerà, socialmente ed economicamente, aver tradito l’utopia trasfusa nelle norme costituzionali dedicate al lavoro ed all’economia – conclude Stornelli – e quanto bisogno c’è di recuperarne il senso profondo e universale per non affogare nella finanza”.